Il nuovo Teatro Verdi di Terni, riflessioni di Paolo Baiocco

Il nuovo Teatro Verdi di Terni, riflessioni di Paolo Baiocco

Il nuovo Teatro Verdi di Terni, riflessioni di Paolo Baiocco

da Paolo Baiocco
Nuovo, vecchio, o antico. Si e’ molto parlato, discusso, polemizzato sulla questione della ristrutturazione del Teatro “Verdi” di Terni. Il primo progetto, che prevedeva una gradinata unica, ha fatto infuriare diversi ternani, semplici cittadini e persone legate in qualche modo al mondo del teatro. Ora viene proposta una soluzione diversa, piu’ rispettosa dell’originale e della cosiddetta “Tradizione”, cioe’ con la forma tipica del teatro all’italiana, con platea e galleria. L’altra questione e discussione, non certo di secondo piano, riguarda il golfo mistico.

Desidero dare il mio contributo a tale dibattito perche’ il teatro, in particolare l’Opera lirica, e’ “pane per i miei denti”, come si dice, avendo dedicato una vita a questa attivita’ come regista, e avendo scelto come argomento della mia tesi di laurea in Architettura “La nascita del Teatro all’Italiana”.

Una parte della mia tesi era il confronto con le innovazioni, le invenzioni e le utopie dell’architettura teatrale del XX secolo. Ma la parte piu’ interessante del mio contributo nasce dall’esperienza diretta piu’ che quarantennale; ho lavorato nei piu’ grandi Teatri d’Opera Italiani (Roma, Firenze, Milano,Genova), in Europa (Spagna, Francia, Ungheria, Serbia), in Asia (Giappone, Corea, Mongolia) ed in America (USA, Canada). A Terni ho avuto l’opportunita’ di realizzare mie regie d’opera proprio nel vecchio teatro Verdi (La Traviata, Madama Butterfly), ed un musical nel Politeama prima della ristrutturazione (Cinque rose per Francesco); un altro interessante palcoscenico e’ stato per me l’anfiteatro Fausto con due regie d’opera (Nabucco, Madama Butterfly) ed anche, per il festival TerniTeatroFuori, le ex Officine Bosco; nel vecchio cinema/teatro Il Modernissimo (poi distrutto) ho creato un evento in Omaggio a Maria Callas ed uno spettacolo teatrale, ho utilizzato la Chiesa de La Passeggiata per alcuni eventi teatrali, e nella piazzetta Manzacolli uno spettacolo a ricordo dei 5 Protomartiri Francescani.

In tutti questi anni di esperienza registica ho maturato la convinzione che ci sono almeno due strade per mettere in scena una produzione teatrale forte e coinvolgente: utilizzare al meglio quello che si ha a disposizione (spazio scenico e budget), oppure creare uno spazio scenico assolutamente “aperto” che ti da la liberta’ di creare qualunque tipo di messa in scena.

Ma stiamo parlando del Teatro Verdi di Terni; un teatro che nasce in un luogo preciso, su una tradizione consolidata, un teatro di meta’ ‘800, progettato per produzioni di Opera Lirica.

Per quanto riguarda la soluzione oggi proposta, la struttura architettonica interna (palcoscenico e sala) e’ onesta, se pur non esaltante; apprezzo comunque le scelte di un esterno nuovo, moderno e ben caratterizzato nel tessuto urbano, e mi sento di poter dire che il nuovo teatro potra’ correttamente assolvere alle sue funzioni di macchina teatrale.

Un discorso piu’ attento va fatto per il cosiddetto “Golfo mistico”, elemento fondamentale nell’allestimento di opere liriche; sembra che sia in grado di ospitare 50 musicisti, per mettere in scena tutte le opere del repertorio.

E’ su questo punto che voglio soffermarmi; 50 e’ un numero improprio, perche’ l’organico di un’orchestra lirica va dai 60 agli 80 elementi. Ma questo non e’ un problema insuperabile: c’e’ ormai una pratica consolidata ed una ricca sperimentazione nell’opera lirica, che e’ anche la mia esperienza in Italia ed all’estero, che ha dimostrato come si possa creare un ottimo allestimento con un’orchestra ridotta, costituita anche da soli 20/30 musicisti.

Riporto a questo proposito, e cito testualmente un post di RICORDI del 30 giugno 2020: “OperaLite è la collana che Casa Ricordi ha realizzato ponendosi come finalità una maggiore diffusione e fruizione del melodramma. La collana propone un progetto che si innesta nel solco di una tradizione: la trascrizione integrale, per orchestra ridotta, di opere liriche di repertorio. Questa iniziativa coniuga il recupero di una consolidata pratica con la diffusa esigenza di un contenimento dei mezzi e dei costi di allestimento del repertorio lirico. Le riduzioni sono frutto di un approfondito lavoro volto a ri-creare il ‘suono’ del titolo prescelto nel rispetto della sua estetica contestuale, attraverso una rilettura attenta dei contenuti musicali e drammaturgici che conserva libretto e linee vocali originali. Una vera e propria re-invenzione dell’originale in cui l’economia di mezzi (tra i 16 ed i 21 elementi d’orchestra, ampliabili – ad libitum – secondo le prescrizioni di ciascun titolo) si tramuta in una risorsa grazie alla sensibilità e alla competenza tecnica di ogni compositore a cui è stato affidato il lavoro. Per la qualità artistica e l’esiguità dei costi di allestimento e di noleggio dei materiali musicali, otteniamo un prodotto potenzialmente accessibile a qualsiasi istituzione musicale.  Il catalogo, che è in costante ampliamento, comprende ad oggi opere di Bellini, Bizet, Donizetti, Mozart, Puccini, Rossini e Verdi. Tutti i titoli sono disponibili in versione completa e per estratti.”

Quest’ultima riflessione mi spinge a fare una proposta: Terni potrebbe essere la citta’ che sceglie di dare il via ad una sperimentazione e pratica sistematica di messa in scena di opere del Grande Repertorio, utilizzando la trascrizione integrale della partitura per orchestra ridotta; potrebbe anche creare un nuovo Festival con queste caratteristiche.

Questa sarebbe, a parer mio, una vera e proprio novita’ ed un esempio da proporre ad un pubblico non soltanto cittadino, non solo regionale, non solo nazionale. All’obiezione di qualche “purista” che potrebbe gridare allo scandalo, sostenendo che cosi’ si tradiscono i grandi Artisti, cioe’ i compositori, posso rispondere che, nella pratica della messa in scena dell’opera, l’organico orchestrale, negli ultimi quattro secoli, dal Barocco fino all’eta’ moderna, e’ stato piu’ volte cambiato, ampliato, ma anche ridotto, andando oltre le indicazioni delle partiture originali.

Il Festival OperaInteramnaNahars (mi avventuro anche a trovargli un nome) potrebbe anche indire un concorso per nuovi compositori ed opere nuove costruite su un organico orchestrale ridotto.

Sono naturalmente disponibile ad un confronto e ad un approfondimento ben circostanziato, che mi sembra doveroso, con quanti personalmente od istituzionalmente siano interessati.

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