Fioritura Castelluccio, guerra tra Marche e Umbria

Stop traffico da versante marchigiano evoca antiche battaglia

 
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Fioritura Castelluccio, guerra tra Marche e Umbria

Fioritura Castelluccio, guerra tra Marche e Umbria

La fioritura di Castelluccio di Norcia incanta. E riaccende antiche rivalità tra i Comuni marchigiani e umbri a ridosso dei monti Sibillini. A scatenare il nuovo duello non è tanto la bellezza che ogni anno, di questi tempi, il Pian Grande regala ai visitatori, quanto la decisione presa dalla Prefettura di Perugia in merito all” accesso a Castelluccio nei primi due fine settimana di luglio, il 3 e 4 e il 10 e 11: in questi due weekend i varchi di Castelsantangelo sul Nera e di Arquata-Pretare, sul versante marchigiano, saranno interdetti a ogni veicolo.

Potrà passare soltanto chi vive o lavora a Castelluccio e questo significa che chi vorrà salire sul borgo, a quasi 1.500 metri di quota, dovrà transitare per Norcia, dove sarà attivo un servizio navette che farà la spola tra le aree parcheggi e la grande piana. Il nodo del contendere è stato proprio il piano del traffico proposto dalla Regione Umbria in corrispondenza dei due momenti più significativi della fioritura.

Ai Comuni marchigiani di confine era stato proposto di individuare a loro volta delle zone di sosta e instaurare un servizio di trasporto, così da evitare ingorghi e file chilometriche di auto nel cuore dei Sibillini.

Una soluzione condivisa – auspicata anche dall” assessore alla protezione civile delle Marche Stefano Aguzzi – non è stata trovata ed ora i Comuni di Arquata del Tronto, Castelsantangelo sul Nera, Montegallo, Montemonaco e Visso rischiano di restare tagliati fuori dal grande flusso turistico generato proprio dalla fioritura.

“Significa infliggere un ulteriore colpo mortale all” economia dei nostri territori che hanno dovuto subire sofferenze derivanti prima dal sisma 2016, poi dalla pandemia Covid19” scrivono i sindaci. Che replicano anche alle accuse di Legambiente che li ha “accusati” di aver fatto saltare il piano umbro. “Abbiamo più volte ribadito l” impossibilità di individuare aree di parcheggio idonee sia per l” orografia del territorio, sia per i vincoli imposti dalla sentenza che sono pari anche nei nostri territori” dicono.

Qui il riferimento è alle decisioni emesse negli anni dal tribunale degli usi civici che di fatto non ha mai consentito di creare parcheggi o aree di sosta in queste zone a tutela ambientale. Adesso, a sei giorni dal primo fine settimana “blindato”, gli stessi sindaci cercano di riaprire il tavolo del dialogo, auspicando, quantomeno, che “possa essere rivista la decisione della chiusura”, permettendo il transito “almeno” alle due ruote.

Chiedono il dialogo, ma al tempo stesso fanno sapere che se non otterranno le risposte attese daranno vita a “iniziative a tutela dei propri diritti”, facendo così tornare alla mente la famosa Battaglia del Pian Perduto, che segnò il culmine di antiche controversie tra gli eserciti di Visso e di Norcia. Era il 1522, ma sembra che non sia passato un giorno./di Gianluigi Basilietti – Asna

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