Artigiani, quelli veri, alzano la voce, Natale artigiano, danno e beffa, basta!

Di certo queste attività “al limite” della normativa sono estranee al campo artigianale

 
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Artigiani, quelli veri, alzano la voce, Natale artigiano, danno e beffa, basta!

Artigiani, quelli veri, alzano la voce, Natale artigiano, danno e beffa, basta!

Denunciamo la gravità della pluriennale tolleranza e del sostegno ad iniziative come la mostra mercato natalizia “I semi del sapere”, che si muovono in quell’area “grigia” fatta di soggetti, che si richiamano alle figure degli “hobbisti” o dei “produttori di opere dell’ingegno”, che per essere tali dovrebbero rispondere a requisiti di occasionalità dell’attività, limiti di fatturato e originalità delle creazioni, in mancanza dei quali sarebbero inevitabilmente classificati come abusivi.

Di certo queste attività “al limite” della normativa sono estranee al campo artigianale

Di certo queste attività “al limite” della normativa sono estranee al campo artigianale e, anzi, insinuano il ragionevole dubbio che si tratti di fenomeni di vera e propria concorrenza sleale nei confronti degli artigiani e degli esercizi commerciali. Appare già grave che ad attività di questo tipo sia consentito di sfruttare commercialmente le aree pubbliche centrali della città, nel periodo natalizio, nel quale tanti commercianti e artigiani regolari contano di riequilibrare con i ricavi i tanti costi sopportati durante l’anno.

Evidente intento di sfruttare commercialmente l’attrattività dell’aggettivo “artigiano”

Al danno si aggiunge anche la beffa perché l’iniziativa viene promossa sotto il nome di “Natale artigiano”, con l’evidente intento di sfruttare commercialmente l’attrattività dell’aggettivo “artigiano”, non sussistendo in realtà alcun soggetto che risponda ai requisiti di legge previsti per la figura dell’artigiano; un fatto che sembra configurare intenti ingannevoli e tendenti a creare confusione e scarsa chiarezza. Condotte di questo tipo non vanno sottovalutate, perché non rispettano il lavoro d’impresa ed in ultima analisi favoriscono la desertificazione dei centri urbani e la disoccupazione e, conseguentemente, contribuiscono ad accrescere i disagi delle famiglie.

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