Sanità, a Perugia la Casa della Comunità è un cantiere fantasma

PNRR, la sanità umbra corre per rispettare i tempi europei

La Casa della Comunità a Perugia rischia ora il flop totale

PERUGIA, 14 gennaio 2026 – Il tempo della pazienza è ufficialmente scaduto e quello delle promesse elettorali sta lasciando il posto a una rabbia sociale sempre più difficile da arginare. Al centro della tempesta c’è il futuro della Casa della Comunità di Monteluce, un progetto che doveva rappresentare il fiore all’occhiello della nuova medicina territoriale a Perugia e che invece, a oggi, somiglia pericolosamente a un fantasma di cemento. L’Associazione “Perugia per la sanità pubblica” ha lanciato un grido d’allarme che non lascia spazio a interpretazioni: se non si interviene immediatamente, il quartiere e l’intera città perderanno un’occasione storica.

La cronistoria di questo stallo è un labirinto di date mancate e rimpalli di responsabilità. Nonostante il passaggio di testimone amministrativo, la realtà dei fatti parla di un cantiere consegnato lo scorso 25 febbraio 2025, ma rimasto sostanzialmente immobile. Chiunque passi davanti all’area di Monteluce può notare un deserto operativo: un palco esterno montato come una scenografia vuota e cancelli che restano chiusi per gran parte della giornata. Questo immobilismo stride ferocemente con le rassicurazioni fornite dalla precedente giunta nel 2024, quando si ipotizzava una chiusura dei lavori entro il 2025 o, al massimo, nei primi mesi del 2026 per intercettare i fondi del PNRR. Oggi, quella scadenza appare come un miraggio irraggiungibile. La Presidente Stefania Proietti, in risposta a recenti interrogazioni, ha confermato che nonostante i solleciti formali inviati secondo legge, la ditta appaltatrice non ha impresso alcuna accelerazione. Il risultato? Un accumulo di ritardi che affonda le radici negli ultimi tre anni e che oggi mette a rischio il finanziamento europeo. La popolazione locale è stanca di assistere a questo gioco al massacro sulla propria pelle. Monteluce non è solo un quartiere, è il simbolo di una sanità che si allontana dai cittadini, lasciando un vuoto che i poliambulatori esistenti faticano a colmare.

L’associazione chiede un gesto di rottura netto. Non basta più sollecitare; bisogna agire con la forza delle norme. La richiesta è chiara: la Regione Umbria e la USL Umbria 1 devono valutare seriamente la rescissione del contratto con l’attuale impresa per inadempienza, procedendo contestualmente alla richiesta di risarcimento danni e all’affidamento dei lavori a una realtà capace di rispettare gli impegni. È una mossa rischiosa, ma necessaria per evitare che il progetto venga definitivamente affossato. Parallelamente, serve un piano B finanziario: se i soldi del PNRR dovessero sfumare a causa di queste lungaggini, la Regione dovrà attingere a risorse proprie per non tradire i perugini.

Ma c’è anche un tema di “contenuti” che non può attendere i tempi dell’edilizia. Mentre si combatte per avere un edificio, la riforma dei servizi territoriali non può restare al palo. La cittadinanza ha bisogno di risposte ora. Per questo, viene sollecitato il potenziamento dei presidi già attivi, come il Poliambulatorio Europa e i Centri di Salute centrali. L’obiettivo deve essere quello di garantire subito un Punto Unico di Accesso, rafforzare l’assistenza domiciliare infermieristica e integrare seriamente i medici di medicina generale nei percorsi di prevenzione e gestione della cronicità.

La Casa della Comunità di Perugia non deve essere solo un ufficio burocratico, ma un cuore pulsante di servizi: consultori, ambulatori vaccinali, diagnostica per i pazienti fragili e telemedicina. La gente di Monteluce chiede trasparenza: vuole sapere esattamente a che punto è la situazione e quali ostacoli impediscono agli operai di lavorare. La sanità non è una partita contabile, ma un diritto che si esercita nei quartieri. Senza un intervento immediato e autoritario da parte delle istituzioni, il rischio è che di Monteluce resti solo il ricordo di quello che poteva essere e non è stato.

p. l’Associazione “Perugia per la Sanità Pubblica”
Marco Ercolanelli – Daniela Ranocchia

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