Fagioli e cioccolato, Ercolani rilancia memoria operaia

Ricetta povera diventa simbolo della tradizione dolciaria umbra

La cucina italiana, riconosciuta nel mondo per la sua varietà, custodisce anche storie di vita quotidiana che riaffiorano attraverso piatti semplici e carichi di memoria. A Perugia, città che da oltre un secolo rappresenta il cuore della produzione di cioccolato, un maestro artigiano ha deciso di riportare alla luce una ricetta che nasce dalle notti di lavoro degli operai della storica Perugina.

Fausto Ercolani, noto come L’Artigiano Perugino, attivo dal 1982, ha scelto di riproporre i “fagioli con le cotiche e cioccolato”, piatto povero che un tempo accompagnava le pause degli addetti alle Bassine, macchine che lavoravano il cacao. Una pietanza che unisce la rusticità della tradizione contadina con l’elemento distintivo della città: il cioccolato, in questo caso non zuccherato, ma utilizzato come spezia capace di esaltare il gusto intenso dei legumi e della carne.

La proposta arriva in un momento in cui Perugia celebra la propria identità con la nascita della Città del Cioccolato, museo esperienziale ospitato nel Mercato Coperto restaurato. Qui la storia della dolcezza umbra si intreccia con quella di famiglie come gli Spagnoli e i Buitoni, che all’inizio del Novecento diedero vita al nucleo produttivo della Perugina, oggi parte del gruppo Nestlé.

Il piatto sarà presto disponibile nel negozio di Corso Vannucci e accompagnerà le iniziative che Ercolani porta in Italia e all’estero, trasformando un ricordo operaio in simbolo di cultura gastronomica. La sua attività, descritta come un atelier di arte dolciaria, dimostra come il cacao possa diventare linguaggio universale, capace di raccontare storie di lavoro, sacrificio e creatività.

La riscoperta di questa ricetta non è soltanto un omaggio alla memoria, ma anche un invito a riflettere sul valore delle radici culinarie. In un’epoca di globalizzazione, riportare in tavola i fagioli con le cotiche e cioccolato significa riaffermare l’identità di una comunità che ha costruito la propria storia attorno al “cibo degli dei”.

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