Emilia Romagna unica regione con saldo più elevato
Le università dell’Umbria si confermano tra le più attrattive del Paese, collocandosi al secondo posto nella classifica nazionale elaborata dal Censis. Il 59° rapporto annuale registra per gli atenei umbri un saldo positivo del 18% tra studenti provenienti da altre regioni e residenti che scelgono di iscriversi altrove. Un risultato che evidenzia la capacità del sistema universitario locale di richiamare giovani da tutta Italia, rafforzando il ruolo dell’Umbria come polo formativo di rilievo.
A primeggiare è soltanto l’Emilia Romagna, che raggiunge un saldo del 26,3%, confermandosi come la regione più attrattiva. Subito dopo l’Umbria si collocano Lazio (+11,2%), Trentino Alto Adige (+9,1%), Toscana (+6%), Lombardia (+5,6%), Friuli Venezia Giulia (+2,2%) e Piemonte (+1,9%).
Il rapporto sottolinea inoltre che l’anno accademico 2024-2025 ha registrato un incremento complessivo delle immatricolazioni pari al 5,3%. La crescita, tuttavia, non è stata omogenea: gli atenei del centro Italia hanno segnato l’aumento più consistente (+14%), seguiti da quelli del Sud (+6,1%) e dal Nord-Est (+2%). Nel Nord-Ovest, invece, si è verificata una lieve flessione (-0,9%).
Il dato umbro assume particolare rilievo in un contesto nazionale caratterizzato da forti differenze territoriali. La capacità di attrarre studenti da fuori regione rappresenta un indicatore di competitività e di qualità dell’offerta formativa. Gli atenei umbri, grazie a corsi diversificati e a un ambiente accademico percepito come accogliente, consolidano la loro immagine di destinazione privilegiata per chi cerca un percorso universitario di valore.
La tendenza positiva confermata dal Censis, scrive l’ANSA regionale, evidenzia come il sistema universitario umbro stia riuscendo a coniugare tradizione accademica e innovazione, offrendo opportunità di studio che rispondono alle esigenze di un mercato del lavoro in continua evoluzione. L’attrattività non si misura soltanto nei numeri, ma anche nella capacità di creare un contesto formativo che favorisce inclusione, ricerca e prospettive occupazionali.
In questo quadro, l’Umbria si propone come un modello di equilibrio tra dimensione locale e apertura nazionale, dimostrando che anche realtà di medie dimensioni possono competere con i grandi poli universitari italiani.

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