Ripartiamo dalla scuola, sindacato degli studenti in presidio alla regione
“Siamo alla vigilia della riapertura delle scuole in un anno cruciale e unico per l’istruzione pubblica in questo paese: la Regione Umbria non sembra pronta a ripartire. La crisi sanitaria ed economica ha dimostrato come oggi la scuola pubblica non possa essere per il Governo solamente una voce in bilancio a cui sottrarre fondi, ma un presidio di uguaglianza fondamentale su cui è necessario urgente investire”. E’ quanto hanno dichiarato dal sindacato studentesco Altrascuola – Rete degli studenti medi Umbria.
Lo hanno fatto in un presidio sotto palazzo Cesaroni nel giorno di riapertura dell’anno scolastico. “Da sempre ci battiamo per il Diritto allo Studio e oggi con il Recovery Fund c’è la reale possibilità di vedere un rifinanziamento del sistema d’istruzione e la possibilità per moltissime delle nostre rivendicazioni storiche di divenire realtà: è un momento di svolta”.
“Abbiamo organizzato questo presidio simbolico per chiedere alla Regione Umbria di fare la propria parte – dichiara Matias Cravero, coordinatore di Altrascuola – Rete degli Studenti Medi Umbria – per una vera ripartenza sono necessari investimenti reali in Diritto allo Studio che, ad oggi, la Regione si rifiuta di mettere in campo. È impensabile, in questa situazione, dover spendere più di 1500 euro ogni anno per accedere all’istruzione.”
“L’emergenza che stiamo vivendo – spiegano alcuni studenti – deve essere non solo un’occasione per rimettere in discussione anni e anni di modelli sbagliati, ma anche un momento per riportare attenzione sulle criticità da risolvere e le possibilità da sviluppare: per questo aderiamo con convinzione alla piattaforma Priorità alla Scuola, con l’obiettivo di rimettere al centro delle lotte sociali il mondo dell’istruzione, perché da qui può e deve cominciare un rilancio del welfare smantellato negli ultimi decenni”.
“Un welfare che funziona comincia da una scuola finanziata, spaziosa, sicura, che sia inclusiva e consenta e stimoli la crescita umana e politica di tutta la popolazione. Ripartire dalla scuola non è solo possibile, ma necessario: ci batteremo – hanno concluso – in questo autunno perché la voce di tanti studenti non passi inascoltata, perché finalmente si ricominci dalla scuola a progettare una società diversa, in cui a tutti vengano garantite le stesse possibilità.

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