Tecnologia, ricerca e sicurezza al centro dell’innovazione dell’Ateneo
Perugia, 22 ottobre 2025 – Un nuovo centro di eccellenza per la ricerca e la sicurezza del costruito nasce nel cuore dell’Università degli Studi di Perugia. È stato inaugurato presso il Dipartimento di Ingegneria Civile e Ambientale, in via Duranti, il Laboratorio di Prove Strutturali e Ingegneria Sismica, una struttura scientifica d’avanguardia dedicata allo studio del comportamento dei materiali e delle costruzioni, con particolare attenzione alla prevenzione del rischio sismico e al monitoraggio della stabilità delle infrastrutture, come riporta il comunicato dell’Ufficio Stampa dell’UNIPG.
All’inaugurazione erano presenti il Prorettore dell’Ateneo, prof. Fausto Elisei, la Direttrice generale dott.ssa Anna Vivolo, i dirigenti delle ripartizioni universitarie e il Direttore del Dipartimento di Ingegneria Civile e Ambientale, prof. Giovanni Gigliotti, insieme ad alcune autorità civili e religiose, tra cui la consigliera provinciale Francesca Pasquino, l’assessore comunale David Grohmann e il vicario vescovile don Simone Sorbaioli.
Un laboratorio con tecnologie d’avanguardia
Il nuovo laboratorio nasce come espressione di un percorso di crescita e innovazione che rafforza il ruolo scientifico dell’Ateneo perugino nel panorama nazionale e internazionale. Nelle sue sale trovano spazio apparecchiature di ultima generazione in grado di eseguire test sia statici che dinamici: dispositivi per prove uniassiali, una macchina universale per test in condizioni climatiche variabili e dinamometri di altissima precisione, capaci di simulare sollecitazioni reali su materiali e componenti strutturali.
Tra le dotazioni spicca una camera termica di nuova generazione che consente di analizzare materiali innovativi, come malte ecocompatibili e componenti intelligenti, sottoponendoli a estremi cambiamenti di temperatura per verificare la loro resistenza. A queste tecnologie si affiancano strumenti per la caratterizzazione di materiali nanocompositi e una piattaforma di stampa 3D, impiegata per studiare nuovi prodotti in cemento e argilla.
Monitoraggio strutturale e intelligenza artificiale
Il laboratorio sarà operativo anche nel campo dello Structural Health Monitoring (SHM), ovvero il monitoraggio dello stato di salute delle infrastrutture. Attraverso droni, scanner laser e sistemi di fotogrammetria, sarà possibile riprodurre digitalmente ponti, edifici e opere civili, individuando difetti e fenomeni di degrado con una precisione millimetrica. L’uso di algoritmi di intelligenza artificiale consentirà inoltre di rendere le tecniche di ispezione sempre più predittive, riducendo i tempi di intervento e migliorando la sicurezza complessiva del patrimonio costruito.
“Il nuovo laboratorio rappresenta un traguardo importante per tutto l’Ateneo e per il territorio – ha sottolineato il prof. Giovanni Gigliotti –. È uno spazio dedicato alla ricerca applicata ma anche alla formazione e alla terza missione, che traduce la conoscenza in strumenti utili alla comunità. Realizzato grazie ai fondi del progetto ‘Dipartimento di Eccellenza 2018’, è oggi un’infrastruttura pronta a supportare la qualità e la sicurezza delle costruzioni, lavorando in sinergia con enti pubblici, aziende e istituzioni.”
Un ponte tra università e territorio
Il laboratorio, spiegano i suoi responsabili, rappresenta una risposta concreta alle sfide del nostro tempo: costruire in modo sostenibile, preservare il patrimonio edilizio e garantire la sicurezza di chi abita in aree a rischio sismico. Si tratta di un investimento che va oltre la ricerca accademica, mettendo in rete competenze, tecnologie e risorse per favorire un dialogo diretto con il mondo produttivo e con gli enti territoriali.
Il prof. Filippo Ubertini, ordinario di Tecnica delle Costruzioni e vicepresidente del Consorzio FABRE (per la valutazione e il monitoraggio di ponti, viadotti e altre strutture), ha illustrato in dettaglio le potenzialità di questo nuovo spazio: “Grazie alle nuove pareti di contrasto alte otto metri potremo eseguire prove strutturali e sismiche su edifici in scala reale, simulando le forze sviluppate durante un terremoto. È un’infrastruttura unica nel suo genere nel Centro Italia, che completa la dotazione dei laboratori del Dipartimento e crea nuove opportunità di collaborazione con imprese e centri di ricerca.”
Ubertini ha aggiunto che il laboratorio sarà anche un motore di innovazione nell’uso combinato di tecniche tradizionali e digitali: “Potremo testare sistemi costruttivi di nuova concezione, integrare sensori nei materiali e sviluppare soluzioni ispirate alla sostenibilità e alla resilienza.”
Innovazione e responsabilità scientifica
Con la nascita del nuovo Laboratorio di Prove Strutturali e Ingegneria Sismica, l’Università di Perugia rafforza la sua missione di promuovere una cultura della sicurezza e dell’innovazione nel campo dell’ingegneria civile. La ricerca diventa qui strumento di responsabilità pubblica, al servizio della prevenzione e della tutela del territorio.
L’iniziativa, sostenuta dal progetto Dipartimento di Eccellenza e dalle competenze di docenti e ricercatori, segna una tappa importante per una regione da sempre sensibile al tema della vulnerabilità sismica. E testimonia l’impegno costante dell’Ateneo perugino nel tradurre la scienza in azione concreta, lungo un percorso che coniuga saperi, tecnologia e solidarietà verso la collettività.
Ulteriori informazioni sono disponibili sul sito www.shmlab.eu, punto di riferimento per aggiornamenti, collaborazioni e progetti di ricerca in corso.

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