Marianelli in testa alle elezioni per il rettore Unipg

Marianelli in testa alle elezioni per il rettore Unipg

Nette le preferenze: 405 voti, oltre cento sul secondo

Massimiliano Marianelli ottiene il primato nel primo turno delle elezioni per il rettorato dell’Università degli Studi di Perugia, conquistando 405 voti e staccando di oltre cento preferenze il secondo candidato, fermo a 298. Un risultato netto, che evidenzia un orientamento chiaro e trasversale da parte della comunità accademica. Gli altri tre contendenti si sono attestati rispettivamente a 289, 96 e 52 voti. La consultazione, svoltasi in un clima di partecipazione diffusa, ha messo in luce una decisa convergenza sulla proposta politica e culturale espressa da Marianelli.

La sua candidatura ha fatto leva su un programma strutturato e dettagliato, denominato “Prendiamoci cura”, fondato su valori di ascolto, dialogo e centralità delle relazioni all’interno della vita universitaria. In tale visione si è riconosciuto un ampio fronte di elettori, attratti da un modello di governance più orizzontale, inclusiva e trasparente. L’esito del primo turno rappresenta quindi un riconoscimento del percorso fin qui compiuto e un’apertura di credito significativa in vista della tornata finale.

Tra i punti qualificanti del progetto presentato da Marianelli vi sono l’aggiornamento dello Statuto dell’Ateneo, la promozione della presenza universitaria nel territorio con la creazione di un nuovo Dipartimento nella sede di Terni, e l’istituzione di un centro di ricerca di respiro internazionale. A questi si aggiungono una scuola di alta formazione e una serie di interventi orientati a valorizzare le risorse umane dell’Ateneo. Tali proposte si inseriscono in un disegno complessivo che punta a fare dell’Università di Perugia un punto di riferimento scientifico e culturale, non solo a livello nazionale ma anche in ambito europeo.

La fase pre-elettorale si è distinta per un’impostazione improntata alla sobrietà e al confronto, qualità che hanno contribuito a rafforzare l’autorevolezza del candidato più votato. La campagna di Marianelli ha privilegiato l’approfondimento e la condivisione dei contenuti, mirando a costruire consenso attraverso la partecipazione e l’inclusione, piuttosto che tramite logiche polarizzanti. Un approccio che ha prodotto effetti tangibili in termini di coesione e fiducia.

Il consenso ottenuto, esteso e differenziato per provenienza disciplinare e geografica, dimostra la capacità di aggregazione di una proposta ritenuta solida e credibile. La chiarezza degli obiettivi, l’attenzione al benessere della comunità accademica e la proiezione internazionale dell’Ateneo costituiscono le direttrici lungo cui si muove la visione di Marianelli. Il programma è stato accolto da molti come una risposta concreta alle esigenze di rinnovamento e crescita, in un contesto universitario che guarda con attenzione alle sfide del futuro.

Con il secondo turno previsto per il 17 giugno, si entra ora nella fase decisiva del percorso elettorale. L’ampio margine registrato al primo turno assegna a Marianelli una posizione di vantaggio, ma l’esito finale resta aperto. Sarà determinante il comportamento degli elettori che al primo turno hanno sostenuto i candidati esclusi dalla corsa. In tale quadro, la capacità di costruire ponti e di coinvolgere nuove sensibilità potrebbe rivelarsi decisiva per consolidare e allargare il consenso.

Al centro della proposta resta l’idea di un Ateneo come comunità viva, capace di promuovere saperi e innovazione, ma anche di ascoltare e valorizzare ogni componente. L’orientamento emerso al primo turno conferma la volontà di superare contrapposizioni e rigidità del passato, in favore di una gestione improntata alla collegialità e all’efficacia. La linea tracciata guarda a un’università in grado di dialogare con il territorio e con il mondo della ricerca, in una prospettiva che coniuga tradizione e apertura al cambiamento.

Il forte segnale venuto dalle urne rappresenta dunque molto più di una semplice preferenza numerica. È l’espressione di un bisogno diffuso di rinnovamento, equilibrio e visione condivisa. In questo contesto, l’idea di “prendersi cura” diventa chiave interpretativa di una nuova stagione accademica, orientata alla costruzione di relazioni forti, alla valorizzazione dei talenti e alla crescita collettiva.

L’Università degli Studi di Perugia si trova ora di fronte a una scelta cruciale per il proprio futuro. Il prossimo appuntamento elettorale potrebbe confermare l’indirizzo già emerso o aprire a nuovi scenari, ma in ogni caso rappresenterà un momento di definizione per l’Ateneo e per la sua funzione all’interno della società contemporanea.

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