La Sapienza dedica a Ilaria Sula i nuovi spazi studio

La Sapienza dedica a Ilaria Sula i nuovi spazi studio
credits: Corriere dell'Umbria

Cerimonia con i genitori e una targa per ricordare la studentessa

L’Università La Sapienza di Roma ha intitolato a Ilaria Sula i nuovi spazi studio all’interno dell’edificio Ex Dopolavoro, nel campus della Città Universitaria. La dedica è stata accompagnata da una targa e da una cerimonia alla presenza dei genitori della studentessa.

Ilaria Sula, 22 anni, studentessa originaria di Terni, è stata uccisa il 26 marzo dall’ex compagno, Mark Samson, 23 anni, di origine filippina. Il gesto dell’Ateneo arriva a pochi giorni da due ricorrenze: i 90 anni della costruzione della Città Universitaria progettata da Marcello Piacentini nel 1935 e i 722 anni dalla fondazione dello Studium Urbis nel 1303 per volontà di Papa Bonifacio VIII.

L’intitolazione – come ha scritto ieri Il Corriere dell’Umbria a firma A.L. – è stata decisa dagli organi accademici e annunciata ufficialmente durante le celebrazioni svoltesi il 14 aprile. La rettrice Antonella Polimeni, nel suo intervento in Aula Magna, ha ricordato la studentessa e parlato della necessità di riflettere come comunità su quanto accaduto.

L’ingresso della sala principale riporta una targa in memoria di Ilaria Sula, con la frase: “Per non dimenticare tutte le donne vittime di femminicidio il cui futuro non potrà più essere scritto”.

Durante la mattinata, il Duo MuSa Jazz ha eseguito il brano “Till it happens to you” di Lady Gaga, dedicato alla studentessa.

Nel pomeriggio sono stati inaugurati nuovi ambienti di studio, riservati alla popolazione studentesca. I lavori hanno interessato una superficie di 1.500 metri quadrati, con la realizzazione di tre sale studio (per 124 postazioni), una sala conferenze da 65 posti, e ulteriori ambienti presso la Biblioteca di Giurisprudenza e la sala Montessori nell’edificio di Mineralogia.

Gli spazi intitolati a Ilaria Sula, vicini al Centro Teatro Ateneo, si aggiungono alle strutture a disposizione degli studenti, configurandosi anche come simbolo della memoria e dell’impegno dell’università contro la violenza di genere.

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