(umbriajournal.com) by Avi News PERUGIA – Il valore della testimonianza nella lotta per la legalità. È stato questo il tema dell’incontro che si è svolto venerdì 6 febbraio, tra lo scrittore e giornalista di cronaca nera e giudiziaria Giuseppe Ardica, autore del libro ‘Baby killer. Storia dei ragazzi d’onore di Gela’ e gli studenti delle classi quinte dell’Istituto tecnico tecnologico Alessandro Volta di Perugia.
Il libro, scritto dall’autore siciliano di Enna, racconta i fatti accaduti a Gela alla fine degli anni 80’ e inizio anni 90’, di cui ha raccolto dirette testimonianze, riguardanti la criminalità organizzata, in particolare la ‘stidda’, una mafia parallela, che utilizzava ragazzini dai 13 ai 16 anni per estorsioni e omicidi. “Il messaggio che dobbiamo dare ai ragazzi – ha affermato Giuseppe Ardica – è che qualsiasi forma di violenza e sopraffazione rappresenta il primo passo verso l’illegalità. Episodi di bullismo che spesso accadono nelle scuole non sono molto lontani da quello che ho raccontato nel libro. Il principio di partenza è lo stesso. Dobbiamo insegnare ai giovani a vivere nella legalità perché non è un concetto astratto ma qualcosa con cui abbiamo, ma soprattutto dobbiamo, avere a che fare ogni giorno”.
A organizzare l’evento gli alunni della classe quinta AT che hanno letto il libro del giornalista di Rai Parlamento, insieme alle professoresse dell’istituto Silvana Lentini e Paola Maurizi, nell’ambito del ‘Progetto Libera, vent’anni dopo’. La classe che ha approfondito le tematiche ha voluto condividere con tutte le componenti della scuola conoscenze, testimonianze e riflessioni di chi combatte per la legalità. “È stata una vera soddisfazione vedere gli studenti così presi nella lettura del libro che hanno divorato in poche ore – ha detto Paola Maurizi, una delle insegnanti che ha coordinato il progetto –. Un volume che tocca tematiche scottanti ma che ha suscitato importanti spunti di riflessione su un grande problema, quello dell’illegalità”.
“Leggere questo libro è stata un’occasione per documentarci sia sull’autore che sui fatti realmente accaduti in Sicilia in quegli anni – ha spiegato Francesco Vernarecci studente -. È stato interessante conoscere come a quel tempo ci fossero delle guerre tra la ‘stidda’ e ‘cosa nostra’ e soprattutto sentirne parlare direttamente dai testimoni cioè da coloro che avevano vissuto i fatti in prima persona. Ardica, infatti, ha raccolto le testimonianze di alcuni di questi baby killer ora pentiti, scrivendo il libro proprio dal loro punto di vista”.

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