I giovani bocciano Busitalia e rilanciano sul Pass-Tpl
“Stanchi dei ricatti di Busitalia e dei ritardi della politica in materia di trasporti”- denuncia Nicola Cardinali, coordinatore di Link Coordinamento Universitario Perugia. “Siamo alle porte, finalmente, del rinnovo dell’abbonamento dopo più di un mese dall’inizio delle lezioni, ma non possiamo ogni anno ripartire da zero su abitare e abbonamento: serve un accordo biennale sul pass ed il tavolo permanente di contrattazione. Avvicinandosi alla scadenza, in estate”- prosegue Cardinali- “la risposta delle istituzioni è stata inaccettabile, scaricando la responsabilità del mancato rinnovo sugli stessi studenti, che hanno contribuito a una grande diffusione di uno strumento innovativo. Più di diecimila studenti abbonati non rappresentavano per azienda e politica un dato sufficiente sul bisogno di questa misura?”
Ma c‘è anche chi delle agevolazioni riservate alla popolazione universitaria non ha neanche visto l’ombra, come ci racconta Enea Spilla, coordinatore dell’Unione degli Studenti Umbria, per le scuole superiori: “Con il caro-studi ai massimi storici, dover spendere centinaia di euro per un abbonamento dei mezzi è l’ennesimo ostacolo a un diritto allo studio già scarsamente garantito e finanziato. Proprio per questo da anni chiediamo che venga istituito un abbonamento unico per trasporto su gomma e rotaia, già ampiamente impiegato per turisti e zone di confine, da rendere gratuito per studenti delle superiori, universitari e under-34.”
“A chi imbastisce freddi calcoli sul ritorno economico- attacca infine Alice Spilla, coordinatrice dell’associazione giovanile Una Regione Per Restare- rispondiamo fermamente nel merito: ogni centesimo investito sui giovani sull’attrattività della regione e sul loro diritto a restare, può fruttare la speranza di invertire il perenne calo demografico della nostra terra, che oggi è forse una delle sfide più importanti per l’amministrazione regionale. Proprio per questo pensiamo sia sbagliato pensare i servizi in un’ottica di profitto immediato, quanto piuttosto come una spesa necessaria per far fronte a emergenze che a lungo andare stanno diventando normalità, condannando alla miseria l’Umbria e chi vi ci vuole costruire un futuro. Anche per questo- conclude Spilla- saremo in piazza il 17 novembre a Terni e Perugia!”

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