I Carabinieri del Nucleo Tutela Patrimonio Culturale incontrano gli studenti

I Carabinieri del Nucleo Tutela Patrimonio Culturale (TPC) di Perugia e Direzioni Scolastiche di Istituti di primo e secondo grado della provincia perugina siglato protocollo di intesa per incontri nelle scuole

I Carabinieri del Nucleo Tutela Patrimonio Culturale incontrano gli studenti

I Carabinieri del Nucleo Tutela Patrimonio Culturale incontrano gli studenti
A scuola per parlare di “arte da salvare e patrimonio da preservare”

I Carabinieri del Nucleo Tutela Patrimonio Culturale (TPC) di Perugia, in virtù del protocollo d’intesa siglato fra l’Arma dei Carabinieri e il MIUR denominato “Contributi dell’Arma dei Carabinieri alla formazione della Cultura della legalità” e le Direzioni Scolastiche di Istituti di primo e secondo grado della provincia perugina, hanno organizzato e tenuto alcuni incontri rivolti agli studenti.

L’iniziativa, ha trovato grande adesione da parte delle scuole che vede il personale dell’Arma impegnato con le sue componenti quali, Territoriali, Specializzate e Forestali nella particolare attività di sensibilizzazione attraverso il dialogo diretto con i “ragazzi”. Le tematche affrontate sono di particolare rilevanza e attualità, prendendo in esame quei comportamenti “antisociali” che costituiscono illeciti di rilevanza penale.


di Rita Paltracca

Tra gli argomenti trattati dal Comandante del Reparto specializzato, che opera dal 31 marzo 2016 (data della sua istituzione e avvio operativo) in stretta collaborazione con gli uffici periferici del Ministero della Cultura per il territorio della Regione Umbria, sono stati evidenziati i compiti e le prerogative istituzionali attribuite agli “Investigatori dell’Arte”, e l’approfondimento delle norme contenute nel “Codice dei beni culturali e del paesaggio”.

L’iniziativa è partita dalle loro origini, ovvero dall’ istituzione del Comando Tutela Patrimonio Artistico avvenuta nel 1969, illustrandone l’articolazione territoriale per arrivare ai giorni nostri.

La costituzione dei “Caschi Blu della Cultura” (2016), un qualificato gruppo di “Pronto Intervento”, composto da militari del Comando Carabinieri Tutela Patrimonio Culturale e da personale civile del Ministero della Cultura (archeologi, storici dell’arte, architetti, restauratori), operativi al verificarsi di calamità naturali o altri eventi di pericolo, sia in Italia che all’estero, in caso di messa a rischio del patrimonio culturale, come accaduto in occasione del sisma che ha colpito l’Italia centrale nel 2016.

In quella tragica circostanza, le regione interessate sono state Marche Umbria e Abruzzo, il primo impegnativo intervento della neocostituita componente che contribuì al recupero e alla messa in sicurezza, presso i depositi appositamente approntati, di migliaia di opere d’arte provenienti da chiese o edifici di culto gravemente danneggiati o addirittura collassati a causa del terremoto. Il più recente impego dei Caschi Blu della Cultura (CBC) si è avuto in occasione dell’alluvione avvenuta in Emilia Romagna nel 2023.

Il Tenente Colonnello Guido Barbieri, al comando del Nucleo perugino dal 2018, ha inoltre “raccontato”, attraverso esempi pratici, le varie attività preventive e repressive condotte dai militari del Comando TPC. Il riferimento ai recenti recuperi avvenuti sia in Italia che all’estero di importanti manufatti d’archeologia scavati illecitamente, richiamando l’attenzione anche su fatti di attualità quali il danneggiamento di beni culturali a fini dimostrativi, spiegandone le implicazioni giuridiche.
In particolare alla luce delle recenti modifiche normative intervenute con le Leggi del 9 marzo 2022 n. 22 – “Disposizioni in materia di reati contro il patrimonio culturale” e quella del 22 gennaio 2024 n. 6 – “Disposizioni sanzionatori in materia di distruzione dispersione, deterioramento, deturpamento, imbrattamento e uso illecito di beni culturali o paesaggistici e modifiche agli articoli 518 duodecies, 635 e 639 del codice Penale”.

Gli studenti hanno rilevato un particolare interesse all’argomento sopratutto gli esempi di come vengono alterate le opere d’arte trafugate, soprattutto quelle pittoriche, per renderne difficile l’individuazione in occasione dei controlli effettuati attraverso lo strumento investigativo più “importante” utilizzato per la ricerca degli oggetti d’arte rubati.

La “Banca dati dei beni culturali illecitamente sottratti” è riconosciuta a livello internazionale, un database  in uso esclusivo al Comando Carabinieri Tutela Patrimoni Culturale. Al suo interno sono conservate milioni di informazioni con descrizioni e immagini di beni d’arte trafugati e ancora di ricercare.

La piu’ importante fra tutte il famoso dipinto del Caravaggio, “La Natività”, rubato a Palermo nell’ottobre del 1969 e la cui scomparsa è ancora oggetto di attenzione mediatica rimanendo avvolta dal mistero circa la sua sorte.

Per il territorio dell’Umbria sono state invece esaminate due intricate vicende di trafugamento di beni culturali.
La prima riguardante il ritrovamento e l’illecita alienazione della “Biga di Monteleone di Spoleto”, un carro da parata etrusco, unico per completezza, rinvenuto fortuitamente alla fine del 1902 dal proprietario del podere agricolo conosciuto oggi come il “Colle del Capitano”. Purtroppo il manufatto fu venduto e trasferito all’estero e oggi si trova esposto presso uno dei più importanti musei degli Stati Uniti.
La seconda riguardante il furto, avvenuto nel 1987 in danno della Pinacoteca Civica di Bettona, di ventinove importanti opere di pittura, fra le quali un dipinto su tavola del Maestro umbro Pietro Vannucci detto il Perugino, la “Madonna della Misericordia coi i Santi Stefano e Girolamo e committenti”.

La complessa indagine, ha visto protagonisti gli investigatori dell’allora Tutela Patrimoni Artistico, si è positivamente conclusa qualche anno dopo, nel 1991, con il recupero di tutte le opere trafugate che nel frattempo erano state trasferite nei Caraibi, precisamente in Jamaica, come corrispettivo di pagamento di una partita di droga.

Particolare soddisfazione è stata manifestata da parte degli insegnati, a loro volta impegnati a realizzare percorsi educativi e di formazione finalizzati a stimolare nuove conoscenze e maggiore sensibilità civica.

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