Gioco educativo guida nuova ricerca internazionale Montessori

Progetto presentato a Perugia rilancia un patrimonio scientifico

Gioco educativo – Si è tenuta a Palazzo Gallenga la presentazione del nuovo progetto internazionale coordinato dal Centro di Ricerca Maria Montessori (CeRiMM) dell’Università per Stranieri di Perugia, un’iniziativa che riporta alla luce un patrimonio scientifico rimasto per decenni custodito negli archivi dell’ateneo. Il ritrovamento di un fondo di questionari originali compilati da bambini umbri nel 1952, predisposti da Maria Montessori per indagare abitudini e preferenze di gioco, ha dato impulso a una ricerca che punta a confrontare passato e presente delle pratiche ludiche infantili.

Un patrimonio ritrovato che apre nuove prospettive

Il materiale recuperato documenta in modo dettagliato il rapporto dei bambini con il gioco nella prima metà del Novecento: attività preferite, frequenza, contesti e modalità. Un corpus prezioso che permette oggi di avviare una analisi longitudinale capace di misurare come l’esperienza ludica si sia trasformata nel tempo, anche alla luce dei cambiamenti pedagogici e dei processi di inclusione scolastica.

La prof.ssa Cristina Gaggioli, direttrice del CeRiMM e responsabile scientifica del progetto, ha scelto di replicare fedelmente la metodologia montessoriana, coinvolgendo scuole e istituzioni educative del territorio umbro e invitandole a somministrare gli stessi questionari a bambini della medesima fascia d’età, dai 3 ai 14 anni. La ricerca, sviluppata insieme alla dottoranda Claudia Lafranconi, si estende già oltre i confini nazionali, con la partecipazione di educatori e istituti europei, asiatici, africani, americani e australiani.

Una rete istituzionale ampia e coesa

Alla presentazione hanno preso parte numerosi rappresentanti del mondo scolastico e istituzionale, confermando l’interesse verso un progetto che unisce rigore scientifico e ricadute educative concrete. Per il Comune di Perugia erano presenti l’assessora all’Istruzione Francesca Tizi e la coordinatrice pedagogica Samantha Bonucci; per il Comune di Gubbio la coordinatrice Arianna Guzzoni, in rappresentanza dell’assessora Lucia Rughi. L’Ufficio scolastico regionale ha partecipato con il dirigente tecnico Fabiano Paio, mentre il secondo circolo didattico “Aldo Moro” di Gubbio era rappresentato dalle insegnanti Mara Gaggioli e Arianna Cecchini. Presenti anche la dirigente dell’IC Sigillo Rosa Goracci e, per l’ente Santa Croce, Sara Belia e Matteo Ferroni.

Un progetto che unisce ricerca, scuole e comunità educante

L’iniziativa si configura come un’occasione di collaborazione ampia e strutturata tra università, enti locali e istituzioni scolastiche. L’obiettivo è contribuire alla comprensione del ruolo del gioco educativo nella crescita dei bambini e offrire strumenti utili a leggere le trasformazioni della scuola contemporanea in un’ottica internazionale. Il confronto tra i dati del 1952 e quelli raccolti oggi permetterà di osservare come i mutamenti sociali, culturali e tecnologici abbiano ridefinito il modo in cui i più piccoli vivono l’esperienza ludica, restituendo una fotografia dinamica dell’infanzia attraverso le generazioni.

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