La carenza di diplomati CAT a Perugia blocca studi e imprese
PERUGIA, 26 gennaio 2026 – La fame di competenze tecniche sta mettendo sotto pressione il comparto delle costruzioni nel cuore verde d’Italia. Mentre il calendario corre verso il 14 febbraio, data ultima per le iscrizioni alle scuole superiori per l’anno scolastico 2026/2027, i vertici dei geometri e dei costruttori edili hanno scelto le aule dell’istituto “Capitini” per un faccia a faccia con il futuro. L’obiettivo è chiaro e quanto mai urgente: convincere i ragazzi e le loro famiglie che scegliere oggi il percorso CAT (Costruzioni, Ambiente e Territorio) non è solo una scommessa formativa, ma una garanzia di occupazione immediata e di alto livello in un mercato che sta letteralmente implorando l’arrivo di nuove leve specializzate.
Secondo Enzo Tonzani, alla guida del Collegio dei professionisti perugini, e Albano Morelli, presidente di Ance Umbria, il settore sta ancora pagando lo scotto di vent’anni di disinteresse verso questa carriera. Nonostante un’inversione di marcia registrata nell’ultimo triennio, il numero di nuovi diplomati che si affacciano al mondo del lavoro resta drammaticamente inferiore alle necessità reali. Gli studi tecnici e le imprese edili continuano a sollecitare le scuole alla ricerca di nuove figure, ma la risposta è spesso un silenzio forzato. Questa carenza si riflette pesantemente non solo nel privato, ma anche nella macchina della pubblica amministrazione, dove la figura del tecnico è il perno indispensabile attorno a cui ruotano la progettazione e la direzione dei cantieri moderni.
La professione del geometra si è evoluta, trasformandosi in un ruolo di coordinamento vitale che unisce la visione del progettista alla concretezza della messa in opera. In Umbria sono dieci i presidi scolastici che mantengono vivo questo indirizzo, distribuiti strategicamente tra le province di Perugia e Terni, da Assisi a Orvieto, passando per Città di Castello e Todi. Intraprendere questa strada significa accedere a un mestiere che le leggi del mercato rendono oggi particolarmente remunerativo e stimolante: la rarità di queste figure sul territorio permette infatti ai neo-iscritti all’albo di ottenere incarichi di prestigio e gratificazioni economiche che molti altri settori, ormai saturi o troppo teorici, non possono più garantire.
Per chi punta ancora più in alto, il percorso formativo non si ferma necessariamente al diploma di maturità. Tonzani ha ricordato l’importanza strategica della laurea triennale professionalizzante attivata presso l’Università degli Studi di Perugia, focalizzata sulle tecniche digitali per la gestione sostenibile delle costruzioni e dell’ambiente. Questo corso accademico rappresenta una vera e propria scorciatoia verso il successo professionale, poiché permette l’abilitazione immediata all’esercizio della professione di geometra laureato senza la necessità di affrontare il tradizionale e lungo iter di praticantato post-diploma. È un modello che unisce l’alta formazione alla pratica operativa, riducendo i tempi di ingresso nel mondo produttivo.
Il dirigente scolastico Silvio Improta ha confermato che l’attenzione dei giovani verso queste nuove frontiere tecnologiche, come il rilievo tramite droni o la modellazione digitale, è in netto aumento durante gli open day. Questo segnale di speranza indica che la percezione del “geometra 2.0” come figura chiave della transizione ecologica e della sicurezza territoriale sta finalmente prendendo piede. La sfida, ora, è accelerare questo ricambio generazionale per evitare che la mancanza di tecnici diventi un freno strutturale per la riqualificazione urbana e lo sviluppo delle infrastrutture regionali. Le famiglie umbre sono dunque chiamate a valutare con attenzione un percorso che trasforma la passione per il territorio in una carriera solida e innovativa, come riporta il comunicato di AviNews.

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