A Perugia firmato il protocollo tra Anci Umbria e sindacati per rafforzare welfare, diritti e tutela dei cittadini più fragili
Un nuovo passo verso un sistema di welfare più equo e vicino ai cittadini è stato compiuto a Perugia, dove Anci Umbria e le principali organizzazioni sindacali regionali hanno sottoscritto un protocollo d’intesa che punta a rafforzare il dialogo tra istituzioni e parti sociali. La firma, avvenuta il 28 gennaio nella sala Pagliacci della Provincia, segna l’avvio di un percorso condiviso per una contrattazione sociale territoriale capace di rispondere alle fragilità crescenti della popolazione umbra.
Un’intesa che mette al centro la persona
Il presidente di Anci Umbria, Federico Gori, ha sottolineato come l’accordo nasca dalla consapevolezza che il benessere dei cittadini, in particolare degli anziani, rappresenti una risorsa e non un costo. In una regione tra le più longeve d’Italia, le difficoltà dei servizi sanitari e sociali, la carenza di medici di base nelle aree periferiche e il peso dei carichi di cura sulle famiglie rendono urgente un’azione coordinata.
L’intesa mira a costruire risposte concrete attraverso un confronto stabile e strutturato, capace di trasformare le criticità in opportunità di miglioramento.
Le priorità condivise con le organizzazioni sindacali
Alla firma erano presenti i rappresentanti di Cgil, Cisl, Uil, insieme alle sigle dei pensionati Spi Cgil, Fnp Cisl e Uilp Uil. Le organizzazioni hanno evidenziato come il protocollo aggiorni un percorso già avviato, rafforzandolo in un contesto segnato da disuguaglianze crescenti, invecchiamento demografico e trasformazioni sociali e tecnologiche.
L’obiettivo comune è garantire coesione, diritti e dignità, soprattutto per le fasce più vulnerabili.
I sette ambiti strategici del protocollo
Il documento individua sette aree tematiche su cui concentrare il lavoro congiunto:
Relazioni sindacali
Costruire un calendario annuale di incontri con i Comuni per discutere bilanci, piani sociali e scelte sui servizi, con l’obiettivo di arrivare ad accordi condivisi.
Politiche fiscali e tributarie
Promuovere una fiscalità progressiva, con esenzioni e riduzioni per le fasce più deboli, criteri trasparenti nelle tariffe dei servizi pubblici e accordi con l’Agenzia delle Entrate per contrastare l’evasione.
Servizi sociali e sanitari
Rafforzare l’assistenza domiciliare, l’integrazione sociosanitaria e il sostegno ai caregiver; valorizzare consultori e centri antiviolenza; migliorare la rete dei servizi nelle aree interne e nei distretti.
Residenzialità e abitare sociale
Recuperare il patrimonio Erp inutilizzato, garantire assegnazioni trasparenti e sostenere l’accesso alla casa tramite fondi affitto e soluzioni innovative per anziani soli.
Partecipazione e cittadinanza attiva
Favorire il coinvolgimento degli anziani nella vita comunitaria attraverso consulte, iniziative sociali e progetti contro la solitudine.
Trasporto pubblico e mobilità
Garantire accessibilità ai servizi sanitari e sociali, con agevolazioni per anziani e persone fragili, soprattutto nei territori a bassa densità.
Digitalizzazione e accesso ai servizi
Contrastare il digital divide con percorsi di alfabetizzazione, sportelli di supporto e agevolazioni per l’accesso alle tecnologie.
Il protocollo rappresenta un impegno concreto per costruire una rete di protezione più solida e inclusiva, capace di rispondere alle trasformazioni in atto e di tutelare chi rischia di restare ai margini. Un percorso che mette al centro la dignità della persona e la responsabilità condivisa di istituzioni e parti sociali nel garantire diritti e opportunità a tutta la comunità umbra.

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