Carburante, la Filt Cgil lancia l’allarme per la logistica

Carburante, la Filt Cgil lancia l'allarme per la logistica
nella foto_Bruschi Zeno Cascianelli_ Fit Cgil

Crisi energetica a Perugia: a rischio novemila lavoratori 

PERUGIA, 13-04-2026 – L’impennata vertiginosa dei prezzi del carburante sta spingendo il comparto della logistica umbra verso un punto di rottura irreversibile, mettendo a repentaglio la stabilità occupazionale di quasi novemila addetti. Durante una conferenza stampa d’urgenza svoltasi presso la Camera del Lavoro, la Filt Cgil dell’Umbria ha denunciato una situazione limite: le imprese del settore affrontano rincari mensili che oscillano tra i 40 e gli 80 mila euro solo per le spese energetiche. Tale scenario, definito insostenibile dal segretario generale Ciro Zeno, minaccia di scatenare un’ondata di licenziamenti e il ricorso massiccio agli ammortizzatori sociali, con il rischio parallelo di un aumento incontrollato dei prezzi al consumo finale. I dati analizzati dal sindacato evidenziano criticità estreme nei nodi strategici del territorio. A titolo esemplificativo, nel distretto di Foligno, una singola realtà aziendale ha comunicato incrementi di spesa quotidiana pari a 1.600 euro, una cifra che si traduce in un deficit di bilancio mensile difficilmente sostenibile nel lungo periodo. Il timore principale è che il prezzo del gasolio possa sfondare la soglia psicologica dei 3 euro al litro, rendendo di fatto impossibile la circolazione dei mezzi che garantiscono il rifornimento delle merci. Sebbene i rappresentanti dei lavoratori stiano già collaborando con i vertici aziendali per individuare strategie di risparmio interne, la portata del fenomeno richiede interventi di sistema che superino la gestione delle singole vertenze locali.

Di fronte a questa emergenza economica, la Filt Cgil ha richiesto formalmente alla Regione Umbria la convocazione immediata di un tavolo istituzionale permanente. L’obiettivo è quello di riunire sindacati, rappresentanti datoriali e organi politici per definire misure urgenti di contenimento dei costi e tutele specifiche per i lavoratori. Il segretario Zeno ha ribadito con fermezza che la forza lavoro non può essere l’anello debole destinato a pagare le conseguenze dei conflitti internazionali. La sofferenza del sistema distributivo mette in dubbio la tenuta dell’intero apparato economico regionale, poiché l’aumento delle accise e delle materie prime sta già vanificando i precedenti interventi governativi.

Le ripercussioni del caro carburante non si limitano alla logistica privata, ma minacciano di travolgere anche l’efficienza del trasporto pubblico locale. La tenuta dei servizi essenziali garantiti alla cittadinanza è seriamente compromessa dall’instabilità dei mercati energetici, con il pericolo concreto di una riduzione delle corse e di un calo della qualità dei collegamenti urbani ed extraurbani. Di conseguenza, l’appello lanciato a Perugia assume un valore preventivo fondamentale: agire tempestivamente è l’unica via per scongiurare un collasso sociale. La difesa del potere d’acquisto dei cittadini umbri e la salvaguardia di migliaia di stipendi dipendono dalla capacità delle istituzioni di rispondere con misure concrete a un allarme che non può più essere ignorato. In assenza di risposte rapide, il rischio è quello di scivolare verso una crisi strutturale senza precedenti per il cuore verde d’Italia, come riporta il comunicato di Nicola Torrini – Avi News.

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