Terminata la discussione sulla manovra di bilancio, domani il voto

Inchiesta sanità, dimissioni Marini, lascio per me, no per il PD

Terminata la discussione sulla manovra di bilancio, domani il voto L’Assemblea legislativa ha concluso la discussione sulla manovra di bilancio della Regione Umbria 2019-2021, composta dalla legge di stabilità e dal bilancio, e dal disegno di legge collegato. Sono intervenuti nel dibattito i consiglieri Leonelli (PD), Carbonari (M5S) e la presidente della Regione, Marini. Nella prima parte della seduta, prima della pausa, si sono svolti gli interventi di Smacchi (PD-relatore di maggioranza) e di Claudio Ricci (Misto-RP/IC) (https://goo.gl/6AzMnE ) Domani il voto sul complesso degli atti.

Giacomo LEONELLI (PD): “LA GIUNTA RITIRI LA RIFORMA DI ADISU. ALTRIMENTI DOMANI PRESENTERÒ EMENDAMENTO SOPPRESSIVO. Non vedo la necessita di questa riforma, che ha molti profili di criticità. L’Adisu non può essere solo un braccio esecutivo della Regione. E i positivi risultati del passato probabilmente sono venuti anche da questo suo profilo. Adisu deve coniugare il diritto allo studio con il mondo del sapere. Invece andiamo a istituire la figura del direttore generale e sopprimiamo quella dell’amministratore unico, superando una riforma da noi votata nel 2017 e che non ha praticamente mai trovato applicazione. E per cui c’è chi ha presentato domanda. Una ulteriore criticità è data dal fatto che Adisu è un ente strumentale che trattando di diritto allo studio ha bisogno di una sua necessaria autonomia. Non è escluso che possa entrare in una dialettica con la Regione stessa.

Un direttore generale nominato asservirebbe l’agenzia, trasformandola in una sorta di strumento esecutivo della Giunta. Inoltre si recide il legame con le università del territorio. Senza dimenticare che questa figura la si fa equiparandone lo stipendio a quello del direttore regionale, con un esborso serio. E poi lo si nominaa per 5 anni. Non vedo come un’agenzia ente strumentale possa vedere oggi la nomina di un direttore generale per 5 anni, rendendo impossibile alla successiva Giunta e al prossimo Consiglio il poter incidere su questa nomina. Se le agenzie vanno riformate devono essere riformate tutti insieme. Bene invece l’approvazione in Commissione dei miei emendamenti sul dragaggio dei sedimenti del Lago Trasimeno, a lungo atteso, e la norma sull’esenzione del bollo auto per le associazioni di volontariato con l’allargamento della platea, un impegno che ci eravamo presi”.

Per Maria Grazia CARBONARI (M5S) al bilancio mancano “numerosi” elementi che avrebbero potuto renderlo più chiaro e puntuale: “BENE I 54 MILIONI DI INVESTIMENTI, MA VORREMMO SAPERE COME LA GIUNTA INTENDE USARLI. Mi auguro che si rispetteranno i vincoli stringenti previsti dall’accordo in conferenza Stato Regioni per l’effettiva realizzazione degli investimenti aggiuntivi. Purtroppo delle cinque macro categorie che sono state individuate non c’è contezza di quello che la Giunta prevede di fare in questo triennio. Mi auguro che quanto prima la Giunta ci dica quali investimenti effettivi intende fare. C’è poi il capitolo DERIVATI. La Regione ha in capo quattro derivati che si porta avanti da tempo. Il differenziale è sempre negativo. Da tre anni vedo situazioni di questo genere. Per il prossimo triennio vedo stime che ripetono quelle dell’anno precedente. Il differenziale continua a essere negativo anche nelle previsioni.

Ci sono inoltre tanti ACCANTONAMENTI previsti. C’è una forte presenza del fondo contenziosi legali, ma dai documenti non si ha cognizione specifica di quali contenziosi ha in essere la regione. Anche se si dice che c’è copertura del 96 per cento di questi contenziosi. Questa è una cosa positiva. Però significa che abbiamo moltissimi contenziosi. Risorse che togliamo a bilancio generale. Vorremmo capire da cosa è composto il fondo contenziosi che ingessa il bilancio. Alcuni forse si potevano evitare. L’accantonamento di eventuali perdite delle partecipate è stato fatto sul bilancio 2017, perché quelli 2018 non sono disponibili. Ma siamo a fine anno, avrei pretesto di avere la situazione a settembre delle partecipate. Avere un previsionale a settembre 2018 sarebbe stato opportuno”.

Catiuscia MARINI (presidente della Regione): “La manovra per il 2019 si inquadra all’interno della cornice del bilancio dello Stato, che inizia il suo iter proprio oggi. C’è stato il concorso delle Regioni alle diverse manovre di finanza pubblica, con un impatto rilevante, riduzione delle risorse, costruzione di avanzi vincolati. Dobbiamo garantire tagli come Regioni di circa 2miliardi e mezzo di euro, per l’Umbria 49milioni in meno per il 2019 e 34 per il 2020. L’aggregato più rilevante è il sistema sanitario e sociosanitario: abbiamo definito un accordo e come Regioni sollevato da tempo aspetti connessi al rinnovo dei contratti di lavoro di medici e altri professionisti, l’impatto della spesa farmaceutica in particolare dei farmaci oncologici, risorse per gli investimenti, tutti aspetti che sono aperti con il governo e che vanno oltre la definizione del fondo nazionale di 115milioni di euro. Un miliardo in più rispetto al 2018, ma non contempla le risorse aggiuntive richieste dalle regioni per garantire l’equilibrio del sistema sanitario. Da anni scontiamo criticità come l’impatto delle manovre statali sui bilanci delle Regioni, la riduzione della spesa che comprime gli investimenti che, a partire dal 2012, ha cambiato la natura di una spesa fondamentale. Sugli investimenti hanno pesato anche le regole come il pareggio di bilancio, che ha visto ulteriormente penalizzate le Regioni.

LE NOVITÀ PER IL 2019 SONO: POTER UTILIZZARE GLI AVANZI DI AMMINISTRAZIONE DEGLI ESERCIZI PRECEDENTI E VENIR MENO DELLE REGOLE PER IL PAREGGIO DI BILANCIO, MA A PARTIRE DAL 2021, UN RISULTATO OTTENUTO DALLE REGIONI. Il Bilancio mostra la sua SOLIDITÀ FINANZIARIA come avviene da alcuni anni, il rispetto del patto di stabilità interno e il pareggio di bilancio, con un indebitamento molto al di sotto del limite consentito, nessun ricorso a anticipazioni di tesoreria, mai piani di rientro in sanità, tempestivi nei pagamenti che invece è una forte criticità per molte altre regioni.

L’UMBRIA PUÒ CONTARE ANCHE SULLA PROPRIA SOLIDITÀ FINANZIARIA, PRESUPPOSTO PER POTER AGIRE CON I SERVIZI. La Regione è sana dal punto di vista finanziario e può affrontare politiche dei servizi, di investimenti e di sviluppo. Punto centrale dell’accordo Stato-Regioni è la definizione delle modalità con cui le Regioni concorreranno alla finanza pubblica: per il 2019 e il 2020 abbiamo previsto un meccanismo di scambio tra una quota di avanzo sul pareggio di bilancio con la possibilità della spesa per investimenti.

Questa è la cosa più importante a mio avviso, più centrale, è un messaggio che va alla società regionale, questo meccanismo consentirà di riqualificare e orientare una parte della spesa delle Regioni, accelerando gli investimenti pubblici: 49milioni nel 2019, 33 nel 2020. I tagli diventano risorse per investimenti, operazione di grande valore per cittadini e imprese, con i comuni beneficiari di queste misure. Questo bilancio contiene dunque una manovra consistente: 16milioni per investimenti nel 2019, 54milioni nel triennio 19-21.

RISORSE IMPORTANTI PER GLI INVESTIMENTI CHE SARANNO IN VIABILITÀ, MANUTENZIONE STRAORDINARIA, CON PROVINCE E COMUNI CHE DOVRANNO ESSERE ALL’ALTEZZA DELLA TEMPISTICA PREVISTA, SPENDERE RISORSE E APRIRE I CANTIERI NEI TEMPI PREVISTI E ANCHE GESTIRE IL DISSESTO IDROGEOLOGICO, LA PREVENZIONE SISMICA, L’EDILIZIA SANITARIA, mentre quella scolastica viene già coperta con molte risorse. Molte sono le opere pubbliche rilevanti, anche investimenti per le imprese: copriamo ad esempio gli investimenti dell’accordo Regione-Ast per la riqualificazione ambientale del sito di Terni.

ALTRO PUNTO DELL’INTESA LA SALVAGUARDIA INTEGRALE DEI TRASFERIMENTI PER LE POLITICHE SOCIALI. Assistenza in particolare agli alunni con disabilità nei percorsi di istruzione e formazione di bambini e ragazzi, competenza non propriamente delle Regioni ma concorriamo al sostegno. lo sblocco dell’utilizzo dell’avanzo di amministrazione come da sentenza della corte costituzionale è un grande risultato, libera RISORSE IMPONENTI PER GLI INVESTIMENTI.

Sul versante entrate, il BILANCIO NON PREVEDE MANOVRE FISCALI IN AUMENTO in nessuna delle opzioni consentite alle Regioni. Invarianza fiscale e qualche agevolazione aggiuntiva: vedi la riduzione del 50 per cento dell’Irap per le Aziende pubbliche di servizi alla persona. Inoltre, per favorire l’accordo con il governo c’è la riduzione della spesa corrente: 16milioni di euro al di fuori delle politiche pubbliche, con beneficiari cittadini, imprese o enti locali, diritto allo studio, scuola, settore sociosanitario, cultura, cofinanziamento delle politiche di sviluppo, abbiamo agito dove c’era un impatto sulla macchina amministrativa, salvaguardando le politiche per i diritti fondamentali dei cittadini. Cito anche la riduzione ulteriore del livello di indebitamento della Regione.

MANTENUTO IL FONDO SOCIALE PER LA NON AUTOSUFFICIENZA COME NEGLI ANNI SCORSI, la spesa per il trasporto pubblico viene rideterminata in 103,97 milioni di euro per anno, impegni consolidati con 7milioni di euro annui dalle Regioni. Vigileremo anche affinché Comuni e Province non abbassino il finanziamento dei trasporti. Vogliamo salvaguardare le politiche di trasporto e far mantenere ai Comuni gli impegni per il trasporto pubblico. La spesa sanitaria è in equilibrio nel triennio.

Da questo punto di vista è un bilancio importante e responsabile, garantisce le politiche di inclusione sociale della Regione, con attenzione alle fragilità delle persone. Altro punto qualificante il rilancio della spesa per investimenti, che dovrebbe muovere nel 2019 le opere effettivamente cantierabili, anche medie e piccole, alcune strategiche. nella legge di stabilità regionale il riordino delle FUNZIONI AMMINISTRATIVE RELATIVE AL LAGO TRASIMENO, CONSEGNATE ALL’UNIONE DEI COMUNI, per la gestione ordinaria e gli investimenti, che saranno esercitati dunque dal livello istituzionale più prossimo ai cittadini, dando così risposta al territorio e alle esigenze manifestate.

Altro punto il riordino funzioni amministrative in materia di boschi e terreni, che attribuiamo all’Afor, completando il disegno di riforma delle comunità montane, che ricordo erano enti associati di funzioni comunali e avevano risorse traferite da Stato e Regioni. Con questa norma tutto va in capo all’Afor, tranne le procedure di liquidazione, affidate ai commissari. Ricordo anche le prestazioni sui Lea, ampliate per i pazienti oncologici. Infine, voglio precisare che l’Adisu da un anno viene amministrata da un dirigente della Regione. Abbiamo raddoppiato le borse di studio e siamo a oltre 4300, investimenti rilevanti di risorse non solo dal riparto nazionale ma molto dal nostro bilancio. Adisu non è Afor, è un ente strumentale interno, non ha autonomia di programmazione e gestione, le decisioni spettano alla Giunta”.

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