Se vogliamo affrontare seriamente e concretamente il problema della sicurezza, in tutte la sue possibili sfaccettature, è obbligo porre l’attenzione su un soggetto, che, per sua natura e condizioni, è esposto più di tutti a questi rischi: l’anziano!
Passano pochi giorni in cui non si sente dire che, qualche anziano, è stato raggirato, derubato o malmenato, se qualche volta non di peggio, da criminali che oltre ad essere senza scrupoli nei confronti del rispetto per la società in generale, sono anche particolarmente vigliacchi e profittatori con i più deboli.
Noi riteniamo che sia opportuno che nelle problematiche da affrontare si deve, per ridare una giusta direzione ad un problema che, a Perugia, la politica si è da troppo tempo dimenticata, dedicare un posto di significativa importanza a chi non è più tanto giovane per il quale le esigenze ed i problemi sono, ogni anno più gravosi. Oltre che un diritto degli stessi, siamo convinti che sia anche un notevole ritorno economico e sociale per tutta la collettività.
La bassa natalità fa sì che il nostro Paese, sempre più, appartenga, purtroppo, agli anziani: e Perugia non differisce da questa realtà.
Oltre che garantire la sicurezza per le strade, fattore molto importante, c’è da considerarne un’altra che riveste un’importanza ancora maggiore: la sicurezza in casa propria.
Non è raro (e forse è diventata la normalità) che molti anziani vivono da soli, in condizioni di disagio ed abbandono, e talvolta non riescono a sbrigare autonomamente le principali attività quotidiane o anche se vivono in famiglia, in alcuni casi, le stesse non riescono, per ragioni contingenti, a prendersene cura; ed in molti casi, la terza età, diventa un problema davvero difficile da sostenere. Dobbiamo a questo proposito ricordare che, molto spesso la famiglia degli anziani è composta anzitutto da altri anziani.
Accanto ad un novantenne troviamo un coniuge avanti con l’età, o un figlio ultrasessantenne.
Così la cura di un non autosufficiente viene, nella maggior parte dei casi, affidata ad una persona non facente parte del nucleo familiare. Un soggetto che viene messo in casa del proprio congiunto perché, cercandola, ci è stata indicata dalla badante di una famiglia amica o da qualche altra circostanza che, purtroppo, non ci garantisce una sicurezza di assistenza professionale e morale adeguata perché sappiamo benissimo che tra la maggioranza onesta di questi lavoratori, spesso si insinuano persone che a tutto pensano meno che al bene dell’assistito. Ne abbiamo conferma ogni tanto dai giornali di un anziano malmenato o derubato dalla persona preposta alla sua custodia.
Per arginare il problema, è opportuno che i nostri amministratori comunali prendano seriamente in considerazione e siano più sensibili a questa politica sociale creando, quindi, ad hoc servizi e strumenti per aiutare concretamente gli anziani e le loro famiglie, a superare queste insicurezze.
A tal proposito sarebbe auspicabile l’istituzione di corsi di formazione professionale per assistenza agli anziani (badanti di ambo i sessi), gestiti esclusivamente dal Comune senza intermediari, con relativo attestato alla fine del medesimo, onde garantire una adeguata assistenza, ove necessario, con l’iscrizione, dei medesimi corsisti, in un albo professionale dove fosse possibile, per le famiglie che ne avessero bisogno, attingere per le richieste di intervento. Oltre alla necessaria professionalità, ciò garantirebbe anche una relativa sicurezza della famiglia a chi viene affidato l’incarico. Oltre a ciò ci sarebbe una completa impossibilità che questi operatori vengano sfruttati in nero.
Dobbiamo tenere presente, tra le altre cose, che oggi come oggi un anziano non è come chi cinquant’anni fa si trovava con gli stessi anni di chi li ha ora. Le cose sono alquanto diverse. Il tenore di vita e la scienza hanno fatto in modo che l’aspettativa e la qualità della vita siano notevolmente aumentate. Lo sbaglio che facciamo oggi è solo quello di considerare le problematiche di chi è avanti con l’età, solo quando si presentano quelle patologie che rendono invalidi.
Ancora non siamo stati capaci di dare un giusto senso ed avere interesse per considerare il fattore prevenzione per queste persone. Ci dobbiamo ricordare che, molto spesso, l’insorgere di malattie è causato anche da atteggiamenti psicologici sbagliati che comunque vanno individuati e corretti quando si è ancora in tempo. Per questo l’attenzione, dalle Istituzioni Pubbliche, per agli anziani ancora “in forma” vuol significare una salute più duratura per i soggetti oltre che un notevole tornaconto economico per tutta la società.

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