Sanità, De Luca, salvaguardare Registro tumori umbro

 
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Sanità, De Luca, salvaguardare Registro tumori umbro

Nella sessione ‘Question time’ della riunione odierna dell’Assemblea legislativa dell’Umbria, il capogruppo del Movimento 5 Stelle, Thomas De Luca ha chiesto all’assessore alla Sanità, Luca Coletto gli intendimenti della Giunta ri-spetto alla “salvaguardia della continuità operativa del Registro dei tumori umbro”, auspi-cando una “nuova convenzione pluriennale per garantire adeguate risorse”. De Luca ha chiesto quindi “le tempistiche per la firma di un nuovo protocollo”. Nell’illustrazione del suo atto ispettivo, De Luca ha ricordato che “riguardo al Registro dei tumori Umbro si è passati da una convenzione triennale con l’Università ed una spesa annua di 380mila euro ad una riduzione di esse arrivate a 180mila euro con alcuni mesi non coperti. Il passaggio di tre anni a uno ha fatto sì che molto del personale impiegato si è perso poiché diventa complicato trattenere medici e specialisti con contratto annuale.

Le risorse di personale in disponibilità sono passate da 16 a 5. Ad oggi la convenzione è in scadenza e il Registro dei Tumori Umbro rischia di scomparire. I dati del Registro sono aggiornati al 2016 anche e soprattutto a causa della diminuzione delle risorse stanziate, più che dimezzate già nel 2016. Il controllo delle patologie neoplastiche rappresenta una componente fondamentale della lotta ai tumori, perseguita in tutto il mondo e resa possibile grazie all’opera dei Registri Tumori presenti in tutte le nazioni avanzate e riuniti nella ‘International Association of Cancer Registries’ a livello mondiale. Il Registro Tumori è una struttura complessa che reperisce dati da diverse fonti e li mette a disposizione di ognuno attraverso un sito pubblico. L’assessore Coletto in Terza Commissione aveva assicurato la stipula celere della convenzione. Ma ad oggi ancora niente”.

L’assessore Coletto ha risposto che “questa Giunta dovrà inevitabilmente riordinare in tempi brevi una disarticolazione del registro che è stata fatta negli ultimi anni. È stato dato il via ad un confronto scientifico per la ripresa delle attività strategiche del registro tumori considerato fondamentale per la sanità pubblica.

Per questo si provvederà, emergenza covid premettendo, ad indicare un gruppo di lavoro per elaborare una proposta operativa dettagliata e assicurare un regolamento regionale, ma anche per ripristinare le condizioni di funzionamento tolte dalla precedente gestione. Il controllo della patologia neoplastica rappresenta un elemento fondamentale per la lotta ai tumori resa possibile grazie al registro tumori che fornisce le basi epidemiologiche per la programmazione regionale.

L’Umbria è stata la prima Regione in Italia ad attivare il registro tumori nel 1993. Negli anni sono state stipulate convenzioni con il dipartimento di medicina sperimentale dell’Università per il supporto epidemiologico in campo oncologico. Serve un regolamento per il suo funzionamento. Il 21 giugno 2018 la Conferenza delle Regioni ha approvato uno schema per il regolamento regionale, mai adottato dalla Regione Umbria. Dal 2017 la precedente Giunta ha previsto un taglio orizzontale delle risorse passando da 400mila euro annui a 180mila euro anno.

Inoltre l’Orizzonte temporale della convenzione da tre anni a uno. Tra le attività tagliate è inclusa la produzione del registro nominativo delle cause di morte fermo al 2016, che è tra i flussi imprescindibili per la produzione di un dato accreditato del registro tumori. A ciò si aggiunge un ulteriore elemento di confusione ereditato dalla precedente Giunta in quanto la legge regionale per la ricostruzione post sisma la Regione trasferisce a Umbria salute le funzioni e le attività di sistema informativo sanitario regionale e osservatorio epidemiologico regionale”.

Nella replica De Luca si è detto “insoddisfatto perché non ho avuto risposte. Non c’è bisogno di convincermi di quanto abbia fatto male la Giunta precedente. L’importanza impressionabile di questo strumento è diventato troppo spesso un diversivo sistematico dei governi locali per procrastinare le azioni da mettere in campo. Lo studio Sentieri è stato possibile grazie a questo strumento. Quindi c’è massima disponibilità a lavorare insieme per ripristinare quello che è stato distrutto prima”.

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