Salute e territori, Proietti a Bruxelles: Regioni protagoniste del cambiamento

Salute e territori, Proietti a Bruxelles: Regioni protagoniste del cambiamento

Al Parlamento europeo la presidente dell’Umbria rilancia il tema dell’equità sanitaria

Metadescription (130 caratteri): A Bruxelles la presidente Proietti ribadisce che la salute deve partire dai territori, con Regioni centrali nelle politiche europee.

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La presidente della Regione Umbria Stefania Proietti ha portato a Bruxelles un messaggio chiaro: la salute deve diventare l’asse portante di tutte le politiche europee, a partire dai territori e dal ruolo delle Regioni. L’intervento è avvenuto al Parlamento europeo, durante l’evento del gruppo Socialists & Democrats “Health Across All Policies”, dedicato all’equità nell’accesso alle cure e alla resilienza dei sistemi sanitari dell’Unione.

Nel suo contributo, Proietti ha richiamato i contenuti del position paper S&D, che riconosce la salute come diritto fondamentale e come priorità trasversale dell’azione europea. La pandemia, ha ricordato, ha mostrato con forza la necessità di un’Unione europea della salute più coordinata, capace di prevenire e affrontare crisi future. In questo quadro, l’accesso alle cure diventa un tema che intreccia coesione sociale, uguaglianza e qualità democratica.

Partendo dall’esperienza dell’Umbria, regione rurale e montana, la presidente ha evidenziato come la distanza dai servizi sanitari possa trasformarsi in una forma di disuguaglianza. Per questo ha invitato l’Europa a considerare con attenzione specificità territoriali, geografia, demografia e invecchiamento, fattori che rischiano di ampliare il divario tra aree urbane e interne.

Uno dei nodi affrontati è quello dei deserti medici, criticità comune a molte regioni europee e particolarmente evidente in Umbria. La risposta, ha sottolineato Proietti, non può essere emergenziale: serve un modello basato sulla prossimità, sul rafforzamento dell’assistenza primaria, sulle case della comunità, sull’integrazione tra sanità e sociale e su un uso mirato della telemedicina. Un approccio coerente con la visione S&D, che pone la prevenzione al centro delle politiche sanitarie.

Ampio spazio è stato dedicato anche alla prospettiva One Health e al concetto di exposome, che collegano salute umana, animale e ambientale. Aria pulita, acqua sicura, riduzione dell’inquinamento chimico e contrasto al cambiamento climatico sono stati indicati come elementi imprescindibili per la salute pubblica e come pilastri del Green Deal europeo.

La presidente ha poi richiamato l’importanza delle politiche su alimentazione e consumi: diete sane e sostenibili, etichettatura chiara, tutela del benessere animale e contrasto a obesità e malnutrizione. Allo stesso modo, ha evidenziato la necessità di rafforzare le misure contro i principali fattori di rischio – tabacco, alcol, droghe, cibi ultra-processati – con particolare attenzione ai giovani.

Un passaggio significativo è stato dedicato alle malattie non trasmissibili, per le quali Proietti ha chiesto strategie europee comuni su screening, prevenzione e accesso alle cure. La salute mentale, in particolare, è stata indicata come una priorità assoluta per le nuove generazioni.

Nel suo intervento, la presidente ha affrontato anche il rapporto tra lavoro e salute, richiamando la necessità di migliorare sicurezza, benessere, prevenzione dello stress e tutela dei lavoratori sanitari. Ha inoltre sottolineato l’urgenza di rafforzare la preparazione alle crisi, con attenzione a cybersicurezza ospedaliera, resistenza antimicrobica e politiche vaccinali coordinate.

Il punto centrale del suo messaggio riguarda però il ruolo delle Regioni. La pandemia ha dimostrato che la resilienza dei sistemi sanitari si costruisce anche a livello regionale, attraverso governance, continuità assistenziale e interventi calibrati sui bisogni dei territori. Per questo, ha affermato Proietti, l’approccio “Health Across All Policies” richiede maggiore coordinamento europeo, finanziamenti adeguati – anche tramite EU4Health – e investimenti strutturali nelle infrastrutture locali, fino alla possibile creazione di una Agenzia europea della sanità pubblica.

Un intervento che ha riportato al centro del dibattito europeo il valore dei territori e la necessità di una sanità più vicina ai cittadini, capace di unire equità, prevenzione e sostenibilità.

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