PERUGIA, PALAZZO DONINI: “ACCORDO DI COLLABORAZIONE” TRA REGIONE E MAGISTRATURA

Firma Protocollo
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(umbriajournal.com) PERUGIA – Migliorare il livello qualitativo della giustizia, soprattutto nel comparto amministrativo, contribuire al reinserimento di lavoratori in mobilità o cassa integrazione, favorire i percorsi di formazione professionale. E’ questo l’obiettivo dell’ “accordo di collaborazione” sottoscritto questa mattina a Perugia, a Palazzo Donini dalla presidente della Regione Umbria, Catiuscia Marini, il presidente della Corte d’Appello, Wladimiro de Nunzio, e il Procuratore generale della repubblica, Giovanni Galati.

Un atto che rinnova il precedente protocollo firmato alcuni anni fa dalle parti,  in attuazione del principio di leale collaborazione tra amministrazioni pubbliche che intendono sviluppare positivi rapporti di collaborazione, stabilendo sinergie su temi specifici di comune interesse, al fine di garantire un migliore livello qualitativo della giustizia amministrata ai cittadini del territorio regionale. Nello specifico il bando che sarà emesso, in coerenza con la Strategia Europea per l’Occupazione, con il quadro programmatorio regionale e con gli obiettivi identificati Fondo sociale europeo, intende consentire ai lavoratori/alle lavoratrici in mobilità indennizzata o in Cassa Integrazione Guadagni Straordinaria a zero ore, espulsi o temporaneamente sospesi dal lavoro, di svolgere un’attività integrativa di rilevanza sociale, beneficiando di una borsa lavoro aggiuntiva rispetto a quanto garantito dall’ammortizzatore sociale. Le borse lavoro che saranno finanziate avranno un importo di 500 euro lordi mensili, cumulabili con l’ammortizzatore in godimento, della durata di 6 mesi, rinnovabili fino ad un massimo di ulteriori mesi 6, perdurando le condizioni soggettive dei lavoratori interessati. Le borse lavoro saranno relative a mansioni riferibili alla figura professionale di operatore giudiziario.Potranno accedere alla borsa lavoro lavoratori/lavoratrici in mobilità indennizzata ai sensi della legge 223 del 1991 o in cassa integrazione guadagni straordinaria a zero ore residenti nel territorio della Regione Umbria.

I soggetti richiedenti devono essere in possesso dei seguenti requisiti: titolo di studio richiesto con riferimento alla figura professionale (diploma di scuola media inferiore); avere un periodo residuo di cassa integrazione guadagni straordinaria a zero ore o di mobilità indennizzata di almeno 9 mesi al momento della presentazione della domanda; non aver riportato condanne per delitti non colposi o a pena detentiva per contravvenzione e di non avere in corso procedimenti penali ovvero procedimenti amministrativi  che comportino sottoposizione a misure di prevenzione o di sicurezza.

“La positiva esperienza del precedente bando – ha affermato la presidente Marini – ci ha spinti a rinnovare questa collaborazione con la magistratura umbra. Certo, si tratta di misure parziali rispetto all’esigenza più ampia che ha la giustizia nel nostro Paese. Per questo auspichiamo che il Parlamento approvi norme che consentano la mobilità trasversale di dipendenti pubblici, così da poter sopperire alla cronica di mancanza di personale, soprattutto amministrativo, nel settore giustizia, contribuendo in questo modo a migliorare il suo funzionamento ed a rispondere alla domanda di giustizia da parte dei cittadini”. La presidente ha inoltre sottolineato che la collaborazione tra Regione e magistratura non si limiterà a questa iniziativa, ma, anche alla luce degli attesi provvedimenti legislativi, potrà estendersi ed allargarsi per definire una più ampia sinergia tra i diversi livelli istituzionali, sempre allo scopo di migliorar l’efficienza della giustizia.

Anche il Presidente della Corte d’Appello De Nunzio – che ha ringraziato la Regione per la disponibilità e la collaborazione – ha fatto riferimento alla “grave carenza di personale amministrativo che è invece fondamentale per il corretto svolgimento dell’attività giudiziaria. Soprattutto in questa fase in cui stiamo attuando la riorganizzazione degli uffici giudiziari emerge la necessità di affrontare definitivamente il problema della carenza di personale amministrativo”.

“Questo accordo – ha detto invece il Procuratore generale Galati – giunge in un momento molto delicato per la giustizia in Italia. Ma al di là di questa pur importante collaborazione, occorre che si affronti in maniera più radicale il problema dell’organizzazione e del funzionamento della giustizia in Italia. Ed una risposta decisiva potrebbe giungere davvero dalla conversione in legge del decreto “101”, grazie al quale sarà possibile la mobilità di lavoratori pubblici a favore del comparto della giustizia dove, per il settore amministrativo, non si svolgono più concorsi da oltre trenta anni”.

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