Perugia celebra il 25 aprile con un convegno sulla democrazia

Perugia celebra il 25 aprile con un convegno sulla democrazia

Giovani e memoria civile al centro dell’incontro in Sala dei Notari

Di Tommaso Benedetti

Si è svolto lunedì 28 aprile, presso la Sala dei Notari, il convegno “25 aprile: le radici della nostra democrazia”, promosso dal Comune di Perugia per onorare il significato della Festa della Liberazione e riflettere sul lascito civile della Resistenza. L’iniziativa, rivolta in particolare agli studenti, ha coinvolto storici, giuristi e rappresentanti delle istituzioni scolastiche, con l’obiettivo di stimolare una partecipazione attiva delle nuove generazioni alla vita democratica del Paese.

L’incontro è stato introdotto da Andrea Ferroni, che ha sottolineato il valore del 25 aprile come monito permanente a respingere ogni forma di violenza e negazione dei diritti fondamentali. Senza retorica celebrativa, Ferroni ha insistito sull’urgenza di leggere quella data storica come un impegno concreto e quotidiano alla responsabilità civica.

Tra gli interventi, quello della Sindaca Vittoria Ferdinandi ha posto l’accento sull’importanza di agire contro le ingiustizie, richiamando l’insegnamento gramsciano contro l’indifferenza. La Sindaca ha invitato i giovani a interpretare la resistenza come forma attiva di impegno, contrapposta a una resilienza passiva che rischia di accettare l’ingiusto come inevitabile. La Costituzione, ha ricordato, deve essere vissuta affinché non resti un insieme di parole prive di efficacia.

Mario Tosti, presidente della Deputazione di Storia Patria per l’Umbria, ha ricostruito le vicende del 20 giugno 1944, giorno della Liberazione di Perugia, accostandolo al 20 giugno 1859, data simbolo del Risorgimento cittadino. Servendosi di materiali della fonoteca ISUC, ha illustrato opere visive di Andrea Maori e Sonia Merli e analizzato fonti d’epoca che mostrano un quadro complesso della città nel passaggio tra la dittatura e la democrazia. Una Perugia pronta ad accogliere le truppe alleate, ma ancora profondamente segnata da decenni di propaganda fascista.

Emanuela Costantini, docente di storia contemporanea, ha raccontato la vicenda di Mirella Aloisio, partigiana perugina, per evidenziare il contributo delle donne alla Resistenza. Un contributo tutt’altro che secondario, fatto di azioni militari, logistica, organizzazione clandestina e coraggio civile. Costantini ha sottolineato come da quella partecipazione discenda il patrimonio di diritti che le donne e gli uomini di oggi possono esercitare, spesso dimenticandone le origini.

L’intervento del presidente della Consulta provinciale degli studenti, Marco Poggioni, ha messo in luce il punto di vista delle nuove generazioni. Citando una poesia di Gianni Rodari, ha ricordato che i giovani di oggi possono essere partigiani attraverso l’uso del pensiero critico e del dialogo. Poggioni ha definito la scuola come luogo di crescita democratica e confronto culturale, denunciando come le nuove forme di autoritarismo passino spesso dalla negazione dell’accesso al sapere. La Consulta, ha affermato, si propone come spazio attivo di partecipazione e presidio democratico.

Jacopo Paffarini, ricercatore di diritto pubblico comparato, ha affrontato il significato giuridico e politico della Liberazione. A suo avviso, la scelta antifascista che ha guidato la stesura della Costituzione italiana non ammette ambiguità: il testo costituzionale è il fondamento della nostra convivenza civile e deve essere letto nella sua integrità. Ogni diritto sancito, dal lavoro alla salute, dall’istruzione alla libertà di espressione, forma un disegno organico e indivisibile. Paffarini ha messo in guardia dai pericoli che oggi minano la democrazia, come le disuguaglianze crescenti e la compressione dei diritti, invitando i giovani a non delegare ma a partecipare direttamente alla vita politica e sociale.

Il convegno si è concluso con una riflessione collettiva sul valore attuale del 25 aprile. Non un semplice anniversario, ma un’occasione per riaffermare l’impegno quotidiano contro ogni forma di oppressione e discriminazione. È stata ribadita l’importanza della memoria come strumento critico, capace di rendere le nuove generazioni consapevoli dei diritti conquistati e dei doveri necessari a mantenerli vivi. La Resistenza, è stato detto, non si esaurisce nel ricordo: si rinnova nel presente, nelle scelte quotidiane, nella difesa della legalità, nella costruzione della pace.

Attraverso l’iniziativa, il Comune di Perugia ha voluto trasmettere un messaggio chiaro: la libertà e la democrazia non sono conquiste scontate. Vanno preservate e alimentate giorno dopo giorno, soprattutto da chi eredita il futuro.

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