PARI OPPORTUNITÀ: PRESIDENTE MARINI PRESENTA IN COMMISSIONE IL DISEGNO DI LEGGE

sanità Umbria, Marini (4)(umbriajournal.com) PERUGIA – “Si tratta di un disegno di legge organico che contempla tutte le politiche di genere, intervenendo anche su ambiti dove non si era mai legiferato, rapportandosi a normative nazionali ed europee. L’obiettivo è quello di rimuovere gli ostacoli alla piena parità fra uomo e donna nella vita sociale, culturale ed economica, nonché quello di promuovere la parità di accesso alle cariche elettive”: lo ha introdotto così, la presidente della Regione, Catiuscia Marini, il disegno di legge della Giunta “Norme per le politiche di genere e per una nuova civiltà delle relazioni tra donne e uomini”, che stamani ha presentato in Terza commissione. Trattandosi di argomento oggetto anche di altre proposte di legge all’esame della Commissione presieduta da Massimo Buconi, come quella dei consiglieri Goracci e Stufara (“Norme in materia di prevenzione e contrasto della violenza di genere e misure a sostegno delle donne e dei minori vittime di violenza”) o quella dello stesso Buconi, insieme ai consiglieri Carpinelli e Rosi (“Misure per prevenire e contrastare l’insorgenza e la diffusione dello stalking”), è stato deciso di integrare i contenuti di tali proposte di legge nel testo redatto dalla Giunta regionale, attraverso il lavoro di una sottocommissione specifica, composta dallo stesso presidente Buconi e dai consiglieri Damiano Stufara (Prc) e Fiammetta Modena (Pdl), che lavorerà fianco a fianco con gli uffici del Broletto.

La Regione intende costruire un quadro giuridico di riferimento alle molteplici azioni finalizzate a garantire pari opportunità e formare una adeguata politica di genere, allineandosi a quanto espressamente chiesto dalla Comunità europea e quanto già recepito da normative nazionali, che garantiscono parte dei finanziamenti. Trattandosi di legge quadro, l’aspetto finanziario prevede uno stanziamento della Regione di 400mila euro per intervenire su temi ancora mancanti di copertura economica, mentre si fa riferimento ai vari Piani regionali, quali quello sanitario e quello sociale, ma non solo, per coprire le necessità inerenti i servizi, gli asili, i trasporti e quant’altro impedisca alle donne una piena parità di diritti. Non secondario l’aspetto inerente le cariche elettive, di cui si terrà conto, a questo punto per legge, nel varare la nuova lnormativa elettorale, che dovrà tenere conto di una adeguata presenza delle donne nei posti decisionali. Per la stesura del testo si è tenuto conto delle risultanze di due anni di cammino partecipativo, che proseguirà con i lavori della Commissione, e del contributo di un apposito Comitato scientifico, istituito presso l’Agenzia Umbria ricerche, con alcune delle più autorevoli figure femminili.

Le finalità del disegno di legge, che allo stato attuale consta di 50 articoli suddivisi in 5 titoli, sono quelle di promuovere azioni volte ad affermare la libertà e l’autodeterminazione delle donne, la partecipazione paritaria delle donne e degli uomini nei luoghi di decisione e di governo, il favorire l’equilibrio tra attività lavorativa e vita privata e familiare per donne e uomini attraverso politiche di conciliazione e di condivisione delle responsabilità. La Regione promuove l’occupazione femminile e sostiene il lavoro qualificato delle donne nella pubblica amministrazione, nelle imprese private e nel lavoro autonomo, favorendone l’ingresso e la permanenza nel mercato del lavoro, la progressione di carriera, la presenza negli organi decisionali e contrastando la discriminazione e la segregazione formativa e professionale. Inoltre, sostiene l’imprenditorialità femminile favorendo la creazione, lo sviluppo, la crescita dimensionale e la cooperazione tra imprese gestite da donne. Promuove la salute, la ricerca scientifica, farmacologica e lo studio dei fattori di rischio, delle diagnosi e dei trattamenti sanitari che tengono conto delle differenze tra donne e uomini e la diffusione e l’insegnamento della medicina di genere. Altro aspetto fondamentale è il contrasto della violenza degli uomini sulle donne.

“Vi sono cose – ha sottolineato la presidente Marini – che vengono ad essere normate per la prima volta in questo disegno di legge, che disciplina telelavoro, part time, flessibilità di orari e recepisce leggi nazionali sulla conciliazione, ma anche quanto attiene ai servizi sociali, ai trasporti. Poi vi è un intero capo riguardante la violenza contro le donne: l’Umbria non ha fin qui costituito neanche una rete di servizi dedicati, che ora ci sarà. Finora avevamo solo il Telefono Donna e il supporto legale del Centro Pari Opportunità. Abbiamo cercato di rispondere anche ai bisogni di minori testimoni di violenza, sulla base di quanto segnalato da magistrati e avvocati che chiedevano soluzioni abitative temporanee, come le case rifugio. È novità assoluta anche la possibilità, per casi gravi come gli omicidi, e ne abbiamo avuti anche di particolarmente efferati, che la Regione possa costituirsi parte civile. Non solo prevenzione, dunque – ha evidenziato la presidente – ma anche difesa delle vittime, con strumenti finanziati ad hoc, non lasciati al caso o alla buona volontà. Lo pretende anche l’Unione Europea per l’assegnazione di fondi strutturali”.

Proprio sulla norma finanziaria sono venute le perplessità del consigliere d’opposizione Fiammetta Modena (Pdl), che ha sottolineato come il testo presentato “ha valenza di legge quadro e come tale si basa su un finanziamento della Regione di 400mila euro più altri. Sarebbe importante – ha detto Modena – introdurre una clausola valutativa per verificare in che modo le risorse andranno ad influire”. La presidente Marini ha spiegato che nella legge non potevano essere compresi ingenti finanziamenti per le politiche di genere che pure ci sono, come quelle per i trattamenti sanitari di tumori femminili o altri specifici, ma si tratta di un provvedimento che “agisce orizzontalmente su tutta l’amministrazione, che influirà sui bandi regionali e sull’amministrazione degli enti locali, con il pregio di finanziare cose mai normate, come la conciliazione, la premialità alle imprese con il 40 per cento di donne o il contrasto alla violenza. Una norma quadro – ha concluso – che comunque ti obbliga a mantenere tali risorse”. In ogni caso l’introduzione di una clausola valutativa è stata accolta favorevolmente.

Il capogruppo Fd’I, Franco Zaffini, ravvisa invece nel testo “prolissità, eccessivo approfondimento e ridondanza concettuale mentre altrove risulta, al contrario, troppo generico. Ad esempio – ha spiegato – la Regione deve specificare, quando si parla di accesso alle cariche che, nel caso si tornasse alle preferenze, sia garantita la doppia preferenza di genere, la parità di partenza fra uomini e donne”. Zaffini ha poi posto l’accento sui problemi portano le donne a interrompere la seconda o la terza gravidanza: insostenibilità economica e mancanza di adeguato supporto non consentono serene maternità, per non parlare dei casi limite di donne minacciate di licenziamento in caso di gravidanza. “Per questi motivi – ha detto Zaffini – dovremmo mettere a disposizione di donne con comprovate difficoltà economiche un sussidio, sia pure per un tempo limitato”.

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