Ordine dei giornalisti e dialogo con Governo, ci si riprova, vedremo

Ordine dei giornalisti e dialogo con Governo, ci si riprova, vedremo

Ordine dei giornalisti e dialogo con Governo, ci si riprova, vedremo

di Gianfranco Ricci
Il non felicissimo confronto l’Ordine dei  giornalisti e la politica governativa italiana sta assumendo, ora, le caratteristiche di un dialogo meno spinoso . Ci si guarda in faccia, esponendo le diverse valutazioni.

 “Dobbiamo fare in modo che il Parlamento(  e il Governo può fare un’azione di stimolo), possa approvare finalmente una legge sulle querele temerarie, che ha già avuto quattro letture tra Camera e Senato“.  Il sottosegretario con delega all’editoria, Andrea Martella aggiunge:. “Io penso  – che debba essere approvata per garantire la libertà d’informazione, ai giornalisti di informare e raccontare i fatti, e alle persone di essere informate”.

Tra i principi anticipati da Martella, vi è quello secondo cuil’informazione non solo è un settore rilevantissimo, ma un bene primario, un valore fondamentale per il funzionamento delle istituzioni della democrazia occidentale. In essa si saldano due principi:, quello della libertà di espressione e del pluralismo, quello di formarsi un’opinione e di poterla esprimere nell’ambito di una pluralità di fonti. Questo è l’indirizzo del mio programma, che cioè – ha ribadito – l’autorità pubblica da un lato deve garantire libertà e dall’altro vigilare sul pluralismo“.

 “Stiamo lavorando – quindi prosegue – perché non ci sia nessun taglio dei contributi e della loro concessione. E’ il momento di delineare nuove politiche per il settore, che non sono frutto di un’iniziativa estemporanea, ma dell’ascolto che ho prestato in queste settimane delle ragioni di tutti, stabilendo il principio che in un paese civile esiste il dialogo, il confronto, il rispetto tra le persone, per i giornalisti, il giornalismo e tutto il settore. Questo rende tutti – conclude – più disposti a parlare, chiarire e trovare soluzioni”.

E ancora: E’ necessario mettere in campo una nuova legge sull’editoria, che chiameremo Editoria 5.0, che possa modernizzare l’intero settore e  portare una nuova stagione di rinnovamento per il giornalismo e per l’editoria. Questo mondo sta vivendo da molti anni  una crisi durissima; adesso è giunto il momento di fare delle scelte politiche che possono invertire quei trend che hanno portato questa crisi, facendo fino in fondo i conti con la rivoluzione digitale, con interventi che sono necessari, anche con l’adozione della direttiva sul copyright, per fare in modo di regolare il settore“. “Stiamo lavorando anche per consentire che una quota grandissima della web tax possa essere indirizzata al mondo dell’editoria e dell’informazione.

Siamo impegnati  per dare stabilità e solidità al sostegno pubblico sia nelle forme dirette che nelle forme indirette”. (

Sul confronto col mondo del giornalismo dice la sua anche il il ministro della Giustizia Alfonso Bonafede: “Al presidente dell’Ordine dei giornalisti ho rappresentato la mia volontà di tutelare i giornalisti, soprattutto quei giornalisti indipendenti che portano avanti dal basso l’informazione che è fondamentale in una democrazia come la nostra, e quindi ci stiamo lavorando”.

E inoltre: ‘’ C’è un  tavolo di lavoro con Fnsi e Odg per definire la liquidazione giudiziale dei compensi ai giornalisti non dipendenti.  I  giornalisti sono attualmente l’unica categoria professionale e ordinistica a non avere parametri per la liquidazione giudiziale dei compensi’’.

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