Opere Pie Donini, modello di assistenza a Perugia

Opere Pie Donini, modello di assistenza a Perugia

Ferdinandi e Spera in visita alla residenza protetta

PERUGIA, 12-03-2026 – La sindaca Vittoria Ferdinandi, insieme all’assessora alle politiche sociali Costanza Spera, hanno effettuato un sopralluogo ufficiale presso la residenza protetta Opere Pie Donini. La struttura di viale Roma rappresenta oggi uno dei pilastri del sistema di welfare cittadino, essendo un centro accreditato e convenzionato con la Usl Umbria 1. Durante l’incontro, il presidente del consiglio di amministrazione, Pier Giorgio Lignani, ha presentato i risultati di un lungo percorso di ammodernamento che permette attualmente di ospitare 50 donne anziane in condizione di non autosufficienza. La visita ha permesso di toccare con mano l’evoluzione di un ente che affonda le sue radici nella storia profonda della città, come riporta il comunicato stampa di  Ufficio Stampa Comune di Perugia.

L’identità delle Opere Pie Donini è legata a doppio filo alla storia civile di Perugia, essendo nata ben prima dell’Unità d’Italia. Il lascito della nobildonna Laura Donini, datato 1854, trasformò il desiderio di assistenza in una realtà concreta per le donne “croniche” dell’epoca. Tuttavia, la residenza ha saputo rinnovarsi profondamente, superando la logica del mero ricovero per abbracciare quella della cura specializzata. Una tappa fondamentale di questa metamorfosi risale al 2009, quando una complessa ristrutturazione ha reso gli ambienti idonei alle sfide della geriatria moderna. Oggi, sotto la direzione amministrativa di Cristina Abbatini e quella sanitaria di Maria Luisa Mancini, la struttura opera con una competenza multidisciplinare che garantisce standard elevati in un contesto di accoglienza calda e familiare.

Un passaggio cruciale della giornata ha riguardato la sicurezza e la dignità di chi opera nelle professioni sanitarie.

La sindaca Ferdinandi ha sottolineato come la sua visita cadesse proprio nel giorno dedicato alla prevenzione della violenza contro gli esercenti le professioni sanitarie e socio-sanitarie. Si tratta di un tema sensibile che richiama la responsabilità collettiva di proteggere chi si occupa delle fasce più deboli della popolazione. Secondo la prima cittadina, luoghi come le Opere Pie Donini devono essere considerati il fulcro del paradigma della cura, un valore che l’Italia è chiamata a riscoprire per affrontare l’aumento dei bisogni complessi. Mettere il personale in condizione di operare serenamente significa infatti garantire la qualità della relazione, elemento imprescindibile di ogni percorso assistenziale.

L’amministrazione comunale vede nell’allungamento della vita media non solo un dato demografico, ma un’opportunità di fioritura umana. La sfida delle istituzioni è quella di trasformare l’anzianità da potenziale limite a risorsa attiva per la comunità, a patto che gli ambienti di vita non siano disabilitanti.

In questa visione, la sindaca agisce come prima autorità sanitaria del territorio e come unione tra i diversi livelli istituzionali per potenziare il lavoro di relazione.
Anche l’assessora Spera ha confermato che il supporto alla non autosufficienza resta una priorità assoluta della giunta, definendo la residenza di viale Roma un vero fiore all’occhiello del sistema integrato umbro. La sinergia tra volontariato, benefattori e professionalità specializzate rimane la chiave per sostenere un modello di assistenza che valorizzi ogni fase dell’esistenza umana.

I video

 

[youtube-feed feed=1]

 

Commenta per primo

Lascia un commento

L'indirizzo email non sarà pubblicato.


*