Modello umbro tra ascolto e comunità guida l’esperienza Anci

Modello umbro tra ascolto e comunità guida l’esperienza Anci

Federico Gori all’Assemblea Ancescao racconta una rete solidale

A Cervia si è conclusa l’11ª Assemblea nazionale di Ancescao, un appuntamento che ha messo in luce la forza del dialogo e della cooperazione territoriale. Alla giornata finale ha preso parte il presidente di Anci Umbria, Federico Gori, protagonista di un intervento denso di significato umano e politico. L’evento, che si è svolto dal 21 al 23 ottobre, ha rappresentato un banco di prova per riflettere su come le reti istituzionali possano evolversi in strumenti di comunità e partecipazione attiva.

Durante il suo contributo, Gori ha ricordato che proprio in Umbria è nato il primo protocollo nazionale tra le due realtà regionali di Anci e Ancescao. Un’intesa che non si limita a un atto formale, ma sintetizza un percorso di ascolto reciproco, collaborazione e fiducia, costruito grazie all’impegno condiviso con Massimo Ciotti, presidente di Ancescao Umbria. Secondo Gori, questa alleanza territoriale rappresenta un vero laboratorio sociale in cui amministratori e cittadini riscoprono il senso della prossimità e del servizio.

Il presidente ha evidenziato che i cambiamenti demografici e culturali in atto rendono urgente ripensare le politiche per i territori interni, sempre più esposti ai rischi di spopolamento e isolamento. “Il nostro compito”, ha ribadito, “è coltivare comunità che si prendano cura dei luoghi e delle persone”. Un messaggio che rimanda alla missione quotidiana dei centri sociali e culturali affiliati ad Ancescao, autentiche antenne di solidarietà diffusa.

La riflessione di Gori ha incrociato le preoccupazioni di chi, in piccoli borghi e aree rurali, vive il peso dell’invecchiamento della popolazione ma anche la speranza di una rinascita sostenibile. Per il presidente di Anci Umbria, la risposta non risiede solo nella programmazione amministrativa, ma nella capacità di generare fiducia tra generazioni, associazioni e istituzioni. Coinvolgere i giovani, valorizzare le scuole, far rivivere saperi e tradizioni diventano così strumenti essenziali per tenere unita la trama sociale della regione.

Il modello umbro, ha sottolineato ancora Gori, dimostra che con rispetto, apertura e collaborazione è possibile costruire legami solidi, capaci di resistere e di evolversi. Nel suo messaggio conclusivo, ha indicato questa esperienza come un esempio esportabile, un’opportunità per tutto il Paese di guardare a nuove forme di coesione che mettano al centro la persona e la comunità.

La fonte del comunicato è Anci Umbria, che con il proprio contributo ha voluto riportare l’attenzione sul valore dell’impegno condiviso e sulla visione di un’Italia dei territori, fondata su relazione, partecipazione e responsabilità civica.

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