L’OSS COME STRUMENTO ESSENZIALE DELLA DOMICILIARITA’

seminario_OSS_2di Andrea Sonaglia (UJ.com 3.0) PERUGIA – L’Operatore socio sanitario è un pilastro portante nella presa in carico delle persona nel quadro del lavoro di cura e della rete di servizi ad essa connessi. Spesso l’utilità di tale figura professionale non viene messa in evidenza come meriterebbe e per questo il Consorzio Auriga, in collaborazione con le associazioni “P.I.A.C.I.” e la “Bottega del Possibile” ha deciso di organizzare un seminario sul tema, dal titolo “L’oss nel sistema a servizio della domiciliarità e L’operatore della prossimità del lavoro di cura”. Il convegno si è tenuto nella giornata di venerdì 6 settembre, presso la Scuola Umbra di Amministrazione Pubblica (sala Europa) in località Pila a Perugia. L’iniziativa è stata patrocinata dalla Regione Umbra, dal Comune di Perugia, dall’Associazione Perugia 2019, dall’Usl Umbria 1 e dalla Scuola di Amministrazione Pubblica.

“Abbiamo organizzato questo seminario – ha precisato la Presidente del Consorzio Auriga, Edi Cicchi – per dare rilievo a quelle persone che nella loro quotidiana attività si occupano di prestare assistenza prevalentemente agli anziani o alle persone affette da disabilità. Gli operatori socio sanitari operano nel cosiddetto lavoro della prossimità e nel farlo si integrano con altre figure professionali, ma rimangono pur sempre il primo riferimento e il più importante per il malato. Questo incontro non è incentrato solo sulla promozione dell’Oss, ma è anche un’occasione per fare formazione e tenersi il più possibile aggiornati”. Tra gli interventi ha riscosso interesse quello della Presidente della “Bottega del Possibile” Mariena Scasselati Sforzolini, sul tema “L’Oss a sostegno della persona nel sistema della domiciliarità”.  “Ringrazio gli amici umbri per aver organizzato questo convegno e per aver messo in evidenza l’importante ruolo dell’operatore socio sanitario nel sistema della domiciliarità. Un tema quest’ultimo, che l’associazione da me presieduta ha molto a cuore, tanto da averci costruito una fitta attività promozionale. Domiciliarità significa consentire ad una persona malata di poter continuare a vivere in un contesto più naturale, che si è costruito nella vita come una sorta di nicchia ecologica. In questo contesto l’operatore socio sanitario diventa indispensabile ed è per questo che meriterebbe maggiore supporto e considerazione”. Durante il convegno che si è aperto nella prima mattinata e ha chiuso i battenti nel tardo pomeriggio, hanno portato il loro contributo anche il

referente tecnico assistenza domiciliare territoriale Consorzio Auriga, Francesca Carloni (“Il ruolo dell’Oss nell’evoluzione dei servizi domiciliari: dalla persona alla rete territoriale”), l’assistente sociale, membro dell’Associazione P.I.A.C.I., Luisa Spisni (“Perché l’Associazione P.I.A.C.I. è interessata alla figura dell’Oss”), i medici Annalisa Longo e Giuseppina Bioli (“Il progetto personalizzato con l’apporto anche dell’Oss, sia nella valutazione che nella gestione). In programma anche la testimonianza di Rita Babucci, operatore socio sanitario e coordinatrice del Centro Diurno “Il Nido d’Argento” di Perugia.

 

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