La vertenza, prima riunione dell’Osservatorio regionale

La Regione Umbria si riprenderà le deleghe sino ad ora trasferite alle Province di Perugia e Terni e procederà alla “simulazione” di ciò che tale operazione comporterà in termini finanziari; le Province potranno applicare la pre-Fornero che nel biennio 2015-2016 dovrebbe mandare in pensione circa 120 unità; definizione dei criteri per la mobilità del personale; verifica dei posti vacanti negli enti locali e negli uffici periferici dello Stato.

Sono i quattro punti salienti messi a fuoco dall’Osservatorio regionale riunitosi stamane a Villa Umbra e ai quali tra il 14 e il 15 gennaio, dopo che anche l’Osservatorio nazionale si sarà riunito, dovrà essere dato seguito. Un incontro, preceduto da un summit tra Anci e Upi, al quale hanno partecipato l’Assessore regionale Fabio Paparelli, affiancato dai dirigenti Doria e Antonelli, dai presidenti delle Province di Perugia e Terni, Nando Mismetti e Leopoldo Di Girolamo e dai rispettivi Direttori generali. Un tavolo al quale sono stati invitati a partecipare dal prossimo incontro anche un rappresentante per Provincia delle rispettive Rsu.

Un invito intorno al quale si è aperto un ampio dibattito con le organizzazioni sindacali incontrate, insieme ad una folta rappresentanza di dipendenti provinciali e delle disciolte Comunità montane, una volta conclusa la riunione dell’Osservatorio. Paparelli ha sottolineato come da Anci, Upi e conferenza delle Regioni devono essere chieste al Governo alcune modifiche alla legge di Stabilità che ne consentano l’applicabilità senza che servizi e posti di lavoro vengano a soffrirne. “L’obiettivo dell’Osservatorio regionale – ha aggiunto l’Assessore regionale – è quello di tracciare insieme ai lavoratori e ai loro rappresentanti un percorso trasparente e condiviso da portare poi al tavolo di governance. La Regione vuole fare la sua parte, così come dovranno farla i Comuni”.

In questa ottica si colloca la volontà della Regione di approvare un disegno di legge che istituisca l’Agenzia regionale del lavoro dove collocare gli operatori dei centri dell’impiego (precari compresi) e, in prospettiva, tutto il comparto compresa la formazione e le politiche del lavoro. Paparelli ha anche affrontato le problematiche legate ai dipendenti delle ex Comunità montane che, prima dell’approvazione della Legge di Stabilità, la Regione aveva pensato di destinare alle Province.

Il quadro mutato della situazione ha rimesso in discussione tale scelta con l’impegno dell’assessore regionale di trovare una valida soluzione (Unione dei Comuni?)anche per questi dipendenti in tempi brevi. Bravi (Cgil), Cotone (Uil) e Ricciarelli (Cisl) hanno espresso tutta la loro preoccupazione per una vertenza che deve trovare nelle Rsu e nelle Organizzazioni sindacali gli interlocutori per una contrattazione considerata “irrinunciabile”. I rappresentanti confederali hanno inoltre rimarcato la necessità che dalle istituzioni arrivino segnali di solidarietà e non “atteggiamenti notarili”.

“Va inoltre fatto un ulteriore sforzo per informare i cittadini – hanno dichiarato i sindacalisti – perché comprendano bene le ricadute negative che questa manovra avrà sulla collettività”. Resta alta la mobilitazione del personale delle Province e delle ex Comunità montane che hanno annunciato già dai primi giorni dell’anno manifestazioni di protesta anche eclatanti “affinché su questo scottante tema permanga alta l’attenzione”.

Commenta per primo

Lascia un commento

L'indirizzo email non sarà pubblicato.


*