Istruzione: “Porre fine alla discriminazione verso i disabili”

 
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Istruzione: “Porre fine alla discriminazione verso i disabili"

Istruzione: “Porre fine alla discriminazione verso i disabili

“Basta a un’istruzione che discrimina i disabili: non voglio un Paese che non ne garantisce la completa inclusione scolastica, in attuazione del decreto 66/2017, il cosiddetto “decreto inclusione”. Lo afferma il vicepresidente dell’Assemblea legislativa, Paola Fioroni (Lega).

“Il 7 settembre – spiega Paola Fioroni – il Consiglio Superiore della Pubblica Istruzione (CSPI) ha censurato gran parte delle previsioni contenute nel Decreto del Ministro Azzolina in cui viene rivisto il modello del Piano Educativo Individualizzato in maniera inadeguata, in assenza di Linee Guida contenenti i criteri e le modalità di redazione della certificazione di accertamento della disabilità in età evolutiva ed il Profilo di Funzionamento, un modello che richiama norme ancora non emanate, dimenticando le disomogeneità territoriali ed il necessario coinvolgimento delle famiglie che rischiano di essere tagliate fuori dai piani, il CSPI nel suo parere ha anche suggerito il differimento dell’emanazione del decreto ministeriale al fine di migliorare le misure ivi contenute e attivare le necessarie azioni di supporto”.

“Oggi ricomincia la scuola per tanti ragazzi che dovranno prendere le misure con un nuovo modo di stare in classe, ma in realtà chi subirà maggiormente gli effetti della scarsa competenza di questo Governo sono proprio gli studenti più fragili e le loro famiglie – evidenzia Paola Fioroni – il sostegno agli studenti disabili non può essere una variabile, ma deve essere una certezza che garantisca qualità e continuità, per evitare regressioni e mettere in discussione i percorsi di inclusione attiva.

In Italia 170mila alunni con disabilità, il 59 percento del totale, all’apertura della scuola non avranno più il docente di sostegno che li seguiva l’anno scorso ed in Umbria sono più di 4mila. In molti casi nei prossimi mesi ne cambieranno anche più di uno. Certo questo è un problema già esistente, ma ora rischia di diventare esplosivo per mancanza di programmazione e coordinamento, per inefficienza e burocrazia”.

“Il vero problema non è solo il numero dei docenti di sostegno, ma e’ la precarietà: quest’anno si stima che i precari saliranno al 45 per cento e larga parte, per le regole di reclutamento esistenti, saranno nominati in una scuola diversa da quella dell’anno precedente – prosegue Paola Fioroni – molti tra questi dovranno fare da ‘tappabuchi’ ai docenti curriculari.

Esistono poi gli educatori specializzati che partecipano alla stesura del Piano Educativo Personalizzato previsto dalla Legge 104/92, quali i tiflologi, gli interpreti LIS e gli assistenti alla comunicazione e all’autonomia che devono essere affiancati ai ragazzi con disabilità fornendo il proprio contributo educativo e pedagogico al programma di interventi in sinergia con i docenti curricolari e di sostegno – sottolinea Fioroni – ma a queste figure non è nemmeno riconosciuto il ruolo di lavoratori della scuola: sono quindi i precari dei precari”.

“L’istruzione è un diritto e le normative si possono adeguare e migliorare: prevedere ad esempio l’esonero totale di uno studente disabile da una materia costituisce la fine di qualsiasi tentativo di un percorso scolastico personalizzato realmente inclusivo e l’inizio di una potenziale discriminazione. Le Regioni sono in grado di incidere solo per ciò che è di loro competenza residuale e non hanno la facoltà di correggere le distorsioni del sistema nazionale -conclude Paola Fioroni- per questo non smetteremo mai di lavorare affinché dal territorio partano azioni che sollecitino il Governo a fare il proprio dovere, sancito anche dalla nostra Carta Costituzionale, ed accogliere le istanze avanzate dalle associazioni e dalle famiglie dei bambini e degli studenti con disabilità. A tal fine impegneremo la Giunta ad agire in questo senso per garantire un’inclusione scolastica coerente con le raccomandazioni internazionali e i risultati delle ricerche scientifiche”.

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