Impianto Castel Giorgio, Umbria non cambia posizione, nessuna intesa

 
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Elezioni regionali, Sbarra chiarisce: “Non sono candidato a nulla e non sfido nessuno”

di Martina Rastelli
Impianto Castel Giorgio, Umbria non cambia posizione, nessuna intesa.
Il presidente della Regione Umbria, Fabio Paparelli e l’assessore regionale Antonio Bartolini fanno delle dichiarazioni in merito al via libera del Governo per la realizzazione dell’impianto di geotermia a Castel Giorgio (Tr).

“La Regione Umbria è sempre stata chiara nel non dare l’intesa alla realizzazione dell’impianto di Castel Giorgio, come testimoniano gli atti assunti nel tempo  dalla Giunta regionale ed il pronunciamento dell’Assemblea legislativa contro l’impianto e a favore dei territori. Lo testimonia inoltre anche quanto accaduto nelle sedute, del 25 maggio, 25 giugno e 10 settembre 2018, presso l’ufficio per la concertazione amministrativa della Presidenza del Consiglio dei ministri dove la Regione ha nuovamente ribadito la negazione all’intesa, motivandola”.

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Paparelli e Bartolini, inoltre, ricordano che durante la riunione del Consiglio dei Ministri di novembre era stata prospettata l’ipotesi di riaprire una nuova procedura di via statale, a causa del terremoto. Questa ipotesi ha ottenuto una risposta solo nella seduta di mercoledi scorso.

Paparelli e Bartolini sottolineano che “nella seduta di mercoledì scorso, a cui ha partecipato l’assessore Bartolini,  è stata ribadita la posizione della Regione Umbria, la quale non poteva esprimersi su un atto che implica un’intesa ed è stato chiesto un rinvio del procedimento che il Governo avrebbe dovuto accogliere”.

Paparelli e Bartolini hanno citato specifiche sentenze della Corte Costituzionale affermando che“nei casi in cui sia prescritta una intesa ‘in senso forte’ tra Stato e Regioni il mancato raggiungimento dell’accordo non legittima, di per sé, l’assunzione unilaterale di un provvedimento. Si tratta, infatti, di atti a struttura necessariamente bilaterale, non sostituibili da una determinazione del solo Stato (sentenza n. 383 del 2005).

L’assunzione unilaterale dell’atto non può, pertanto, essere prevista come “mera conseguenza automatica del mancato raggiungimento dell’intesa”, con sacrificio della sfera di competenza costituzionalmente attribuita alla Regione e violazione, per l’effetto, del principio di leale collaborazione (sentenza n. 179 del 2012)”.

Il presidente e l’assessore concludono “Alla luce di quanto accaduto la Regione Umbria, così come in passato, sarà al fianco dei territori e delle comunità locali, anche valutando insieme ai Comuni, ad Italia Nostra ed alle associazioni ambientaliste possibili azioni nelle sedi competenti”.

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