
(umbriajournal.com) GUBBIO – Pubblichiamo una nota ricevuta da Orfeo Goracci, Consigliere Regionale Comunista Umbro. Ecco il testo integrale:
“Da quaranta anni i Ceri di Gubbio rappresentano stemma e simbolo della Regione Umbria, oltre che nella nostra Regione, in Italia, in Europa e nel mondo intero.
Per una comunità come quella eugubina, così profondamente legata alla Festa dei Ceri, è stato ed è certo motivo di grandissimo orgoglio. La Commissione che operò questa scelta compì un’opera intelligente e di grande spessore.
A ricordare quella scelta felice e quei tempi (quarant’ anni ormai sono tanti) ci hanno pensato autorevoli figure istituzionali e i dirigenti di allora.
Voglio spendere una parola per gli architetti Alberto e Gino Anselmi che vinsero il concorso indetto dalla Regione e che, nel 2007 ricevettero l’importante e prestigioso premio Bandiera, istituito dagli Sbandieratori Eugubini in collaborazione con il Comune di Gubbio.
Quando avemmo l’onore di premiarli non esitammo nel sottolineare l’importanza che ha avuto per l’Umbria tutta e per la comunità eugubina in particolare quella loro proposta risultata “vincente”.
Nelle commemorazioni è giusto esaltare sempre la bellezza e la positività dei fatti e questo ho fatto, ma, essendo ancora un rappresentante politico dell’istituzione Regione, sarei ipocrita se non sottolineassi due aspetti per i quali la comunità eugubina, che ben conosco, soffre.
A questa cerimonia non era presente il Sindaco di Gubbio perché quel Comune dal maggio scorso è commissariato (va comunque riconosciuto al Commissario prefettizio di avere descritto la Festa dei Ceri in maniera precisa, profonda e coinvolgente, pur non avendola vissuta come la vive, la sente e la percepisce ogni singolo Eugubino) .
In questo ambito la politica regionale non è stata certo esente da colpe e si è dimostrata spesso sorda e cieca alle grida di allarme che ripetutamente venivano lanciate. Ancora più va sottolineato il fatto che, se da un lato c’è da parte nostra un grande orgoglio di avere i Ceri quale simbolo della Regione dell’ Umbria, dall’altro c’è l’amarezza di essersi sentiti più spesso figliastri che figli su grandi scelte e sulle opportunità di sviluppo. Gubbio merita più rispetto e attenzione !
I Ceri devono essere inseriti dall’Unesco quale bene immateriale dell’Umanità, in questa direzione devono spingere Comune, Regione, Governo e Parlamento.
In attesa di questo traguardo sarebbe particolarmente opportuno e saggio attivare la legge regionale n.17 del 1992 che prevede di aprire a Gubbio l’Istituto Umbro per lo studio, la tutela e valorizzazione del patrimonio folkloristico.
Voglio sperare che questa bella circostanza possa segnare un punto di svolta in direzione di un’attenzione più adeguata e politiche di riequilibrio verso la realtà eugubina e i Comuni limitrofi che da sempre soffrono condizioni di marginalità e che, a causa di ciò, oggi vivono sulla propria pelle la crisi economica e industriale in maniera più pesante che altrove.
Un ringraziamento e un plauso a tutti i protagonisti della prima legislatura regionale (1970/75) e, da eugubino, un doveroso ricordo e un saluto ai miei tre concittadini Vinicio Baldelli, Giuseppe Bei Clementi, Ennio Tomassini che ne furono protagonisti.”

Commenta per primo