Gli assistenti civici non convincono le istituzioni umbre

 
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Gli assistenti civici non convincono le istituzioni umbre

Gli assistenti civici “non saranno incaricati di pubblico servizio” e la loro attività non avrà nulla a che vedere con le attività a cui sono tradizionalmente preposte le forze di polizia”. Lo chiariscono fonti di palazzo Chigi, al termine della riunione di maggioranza, a cui hanno partecipato il Presidente Conte e i ministri Lamorgese, Boccia e Catalfo. La Presidenza del Consiglio ha chiarito che i Ministri direttamente interessati al progetto continueranno a lavorare per mettere a punto i dettagli di questa iniziativa, che mira, per il tramite della Protezione civile, a soddisfare la richiesta di ANCI di potersi avvalere, per tutta la durata dell’emergenza sanitaria, di soggetti chiamati ad espletare, gratuitamente, prestazioni di volontariato, con finalità di mera utilità e solidarietà sociale, anche attraverso la rete del Terzo Settore. Questa iniziativa si inserisce nell’alveo di quelle già assunte dalla Protezione civile, che hanno portato a dislocare oltre 2.300 volontari nelle varie strutture ospedaliere, nelle RSA e nelle carceri.

L’idea non convince le istituzioni umbre. Il sindaco di Perugia ha espresso perplessità sui tempi di attuazione. Ne è stato fatto cenno anche alla riunione del comitato per l’ordine e la sicurezza in Prefettura. Prima va fatto il bando, poi i soggetti selezionati vanno formati, si rischia di arrivare a fine emergenza. “Non ho ancora compreso bene come funziona questo progetto – dice l’assessore alla Sicurezza, Luca Merli -. Ben vengano i volontari ma queste figure dovranno essere istruite, formate e gestite. La priorità – ha aggiunto –  è insistere sui giovani, invitarli a un senso di responsabilità maggiore. Sono stati bravissimi durante il lockdown devono capire che non è tornato tutto alla normalità e che siamo ancora in una fase delicata”.

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