Comitato Controllo, audizione nuovo regolamento canoni locazione edilizia pubblica

Comitato Controllo, audizione nuovo regolamento canoni locazione edilizia pubblica

Il Comitato per il controllo e la valutazione dell’Assemblea legislativa dell’Umbria, presieduto da Thomas De Luca, si è riunito ieri pomeriggio a Palazzo Cesaroni per un’audizione con i soggetti portatori di interesse sulla verifica dello stato di attuazione della legge regionale ‘Norme di riordino in materia di edilizia residenziale pubblica’ (‘23/2003’). Alla seduta, oltre ai consiglieri che fanno parte del Comitato (Eugenio Rondini, Daniele Carissimi, Stefano Pastorelli-Lega, Tommaso Bori-Pd) hanno preso parte l’assessore regionale Enrico Melasecche, Alessandro Almadori, (presidente Ater Umbria), Luca Federici (direttore generale Ater Umbria), Vittorio Pellegrini (Ance), Carla Ciucci (responsabile servizio regionale Politiche per la casa), Cristina Pastorelli (Sunia), Giorgio Vitali (Lega delle cooperative), Cristiano Costanei (Cgil), Enzo Tonzani (Asppi). Il tema principale dell’incontro è stato il nuovo regolamento per il calcolo del canone di locazione, che prende in considerazione l’Isee degli inquilini e non più il solo reddito.

IN SINTESI
Il Comitato per il controllo e la valutazione dell’Assemblea legislativa, presieduto da Thomas De Luca, ha svolto un’audizione sulla legge regionale ‘23/2003’ sull’edilizia residenziale pubblica. La riunione è stata dedicata principalmente al nuovo regolamento per il calcolo del canone di locazione delle case Ater, che prende in considerazione l’Isee degli inquilini e non più il solo reddito, entrato in vigore da gennaio 2020. Alla seduta ha preso parte anche l’assessore Enrico Melasecche.

Il regolamento, approvato dalla precedente Giunta regionale a maggio del 2019, entrato in vigore da gennaio 2020. Il nuovo regolamento, che viene introdotto gradualmente in tre anni, è definito da Ater Umbria “più equo, ma devono essere previste delle tutele per alcune fasce particolari”. Al termine dell’audizione il presidente del Comitato, Thomas DE LUCA, ha sottolineato come “questa seduta è stata utile perché tutti i soggetti coinvolti hanno espresso la volontà di ragionare ad un sistema correttivo delle criticità che potrebbero emergere dall’applicazione del regolamento. Quella sull’edilizia residenziale pubblica è una legge molto importante e complessa, per questo il Comitato farà altre audizioni per approfondire ulteriori aspetti della normativa”.

L’assessore MELASECCHE ha ricordato che “c’è una forte evoluzione nella materia, sia per quanto riguarda il nuovo regolamento che per diverse proposte di legge di varie forze politiche. In questa fase, come Giunta, siamo osservatori attenti, pronti a recepire gli indirizzi che emergeranno dall’Assemblea legislativa per portare avanti quel rinnovamento del settore che abbiamo espresso anche in campagna elettorale”.

I vertici di ATER UMBRIA hanno evidenziato che “da anni chiedevamo questo nuovo calcolo dei canoni perché previsto dalla normativa e per il mantenimento dell’equilibrio di bilancio, che si forma in maniera quasi esclusiva con il canone dei circa 9mila alloggi. Per il nuovo calcolo di locazione basato sull’Isee, già presente in altre Regioni, è prevista un’introduzione in via sperimentale su tre anni: 15 per cento il primo, 50 il secondo e solo dal terzo al cento per cento. Questo per poter analizzare eventuali effetti distorsivi e correggerli, visto che il nuovo calcolo non prevede differenziazione a parità di Isee. Il nuovo regolamento prevede tre fasce: protetta, amministrata e una di decadenza, composta da coloro che sono titolari di una casa popolare senza avere una situazione reddituale che giustifichi tale diritto.

Per questo li dobbiamo accompagnare a lasciare la casa, calibrando gli affitti in maniera che il libero mercato diventi più conveniente. Nella fascia protetta ricade il 50 per cento dei 7329 contratti. Con il nuovo calcolo a regime l’affitto calerà in media del 31 per cento (7 nel primo anno) e al 75 per cento delle famiglie il canone di locazione diminuisce o rimane invariato.

Nella fascia più bassa, quella che dobbiamo tutelare, passerà da 54 a 35 euro; nella fascia amministrata il 50 per cento dei canoni rimarrà invariato, mentre per la fascia di decadenza il canone subirà un aumento esponenziale. L’Isee mette in evidenza che la casa popolare è anche un ascensore sociale. Il nuovo sistema ha anche i suoi limiti. Favorisce i nuclei familiari più numerosi, ma esistono delle categorie, come i pensionati e i nuclei monocomponenti, per i quali deve essere preso un provvedimento ad hoc, con un fondo per sovvenzioni che preveda un esame caso per caso. Ad oggi non è stata emessa neanche una bolletta con il nuovo calcolo. Per tutti è un’innovazione non indifferente. Ater ha bisogno di qualche tempo per adeguare i software. Ad oggi su 7329 contratti circa 6400 famiglie hanno presentato l’Isee, l’87 per cento”.

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