Assestamento bilancio Umbria 2025-27, via libera in Prima commissione

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Approvato a maggioranza il ddl, tensioni su sanità e manovra fiscale

La Prima commissione dell’Assemblea legislativa regionale dell’Umbria ha dato il via libera, con i voti favorevoli di Partito Democratico e Movimento 5 Stelle e l’opposizione di Forza Italia, Fratelli d’Italia e Lega, al disegno di legge dell’Assestamento al Bilancio di previsione 2025-2026-2027 della Regione.

L’approvazione è avvenuta dopo l’audizione dell’assessore al Bilancio Tommaso Bori, che ha illustrato i contenuti e le finalità della manovra finanziaria. Il documento riflette la volontà della Giunta di intervenire su alcune criticità di natura economica e sociale, consolidando la tenuta dei conti regionali e rilanciando investimenti mirati.

Nel corso del confronto, il capogruppo del Pd, Cristian Betti, ha sottolineato che l’Assestamento rappresenta “la base per le decisioni politiche future del mandato” e contiene misure di sostegno rivolte a categorie sociali fragili. Betti ha evidenziato in particolare l’aumento significativo delle risorse dedicate alle persone con gravi disabilità e alla non autosufficienza, oltre al potenziamento di investimenti per la sicurezza del territorio, il trasporto pubblico locale e gli eventi culturali.

Contrariamente, il gruppo di Forza Italia, rappresentato dalla capogruppo Laura Pernazza, ha criticato la manovra per la sua natura fiscale “immotivata” e per l’uso contestato delle risorse raccolte. Pernazza ha denunciato una procedura ritenuta poco trasparente, con un parere dei revisori giunto in extremis e limitazioni alla presentazione di emendamenti, oltre a una scarsa attenzione ai territori come la provincia di Terni, ritenuta penalizzata negli stanziamenti.

La commissione ha rigettato una proposta di Fratelli d’Italia, a firma Eleonora Pace, che chiedeva una seduta pubblica con la presidente della Giunta Stefania Proietti per chiarire le discrepanze tra la dimensione complessiva della manovra fiscale e i fondi effettivamente destinati alla sanità, settore da tempo al centro di tensioni politiche.

L’assessore Bori ha spiegato che l’assestamento prosegue nell’orizzonte di politica fiscale già tracciato dalla Giunta, prevedendo il ripiano di un disavanzo sanitario di 34,2 milioni riferito al 2024, un fondo negativo di dotazione da 39 milioni nel triennio e un contributo complessivo di circa 38,5 milioni per la finanza pubblica.

Le risorse saranno destinate a diverse finalità. Oltre a finanziare indennizzi per complicanze mediche irreversibili e cofinanziare accordi per edilizia sanitaria e ammodernamento tecnologico, è previsto un raddoppio delle dotazioni per la disabilità grave con un aumento di 8 milioni. Il cofinanziamento dei programmi europei subirà incrementi importanti: 28 milioni per il FSE e 26 milioni per il FESR nel triennio.

Il bilancio prevede inoltre investimenti per l’aeroporto San Francesco di Assisi (9 milioni nel biennio 2026-27), manutenzione stradale (6 milioni), trasporto pubblico (7,5 milioni), sostegni a comparti economici specifici come artigianato, cooperative e commercio equo e solidale, nonché un aumento di risorse per la prevenzione e il risarcimento danni da fauna selvatica.

Altri interventi riguardano la modifica della disciplina sull’uso dei beni demaniali del lago Trasimeno, con riduzione dei canoni, e lo stanziamento di fondi per la gestione delle opere idrauliche e la riduzione del rischio alluvionale. Per il centenario della nascita di Dario Fo, previsto nel 2026, saranno allocate risorse alla fondazione che gestisce le celebrazioni.

I gruppi di maggioranza hanno difeso l’operato della Giunta sottolineando la coerenza della manovra con le priorità programmatiche, soprattutto in ambito sociale e sanitario. Fabrizio Ricci di Avs ha evidenziato che il bilancio traccia una direzione chiara nel campo della sanità e della programmazione europea, mentre Letizia Michelini del Pd ha spiegato come i rilievi della Corte dei conti abbiano riguardato principalmente la comunicazione e non la sostanza della manovra, rimarcando l’impegno a risanare passivi ereditati.

Diverse voci di minoranza, invece, hanno manifestato perplessità sulla legittimità politica e tecnica dell’operazione finanziaria. Eleonora Pace (FdI) ha richiesto chiarimenti sulla differenza tra l’entità della manovra fiscale e il reale disavanzo sanitario, ricordando le criticità evidenziate dalla Corte dei conti e la confusione nei numeri ufficiali.

Nilo Arcudi (Tp-Uc) ha espresso dubbi sull’effettiva ricaduta dell’abbassamento fiscale annunciato, segnalando come le risorse reperite alimentino prevalentemente il bilancio regionale e non i cittadini. Laura Pernazza ha insistito sulla scarsa attenzione verso la sanità e la mancanza di fondi per la manutenzione stradale 2025, sottolineando il rischio di un incremento dell’Irap per tutte le imprese umbre.

La capogruppo di Fratelli d’Italia, Eleonora Pace, ha ribadito la necessità di ricostruire il bilancio dopo anni difficili senza aumentare le tasse, evidenziando gli accantonamenti per crediti di dubbia esigibilità e la necessità di cofinanziare i fondi europei. Francesco Filipponi (Pd) ha ricordato l’inevitabile taglio di risorse statali per l’Umbria nel triennio, l’importanza di un risanamento strutturale del servizio sanitario e la necessità di investimenti per abbattere le barriere architettoniche e migliorare l’efficienza energetica di Palazzo Cesaroni.

Da parte della Lega, Donatella Tesei ha contestato la manovra fiscale, definendola inutile e motivata da numeri allarmistici, ha criticato l’incarico a Kpmg e ha confermato l’esistenza di un tavolo aperto per rivedere gli accantonamenti legati alla finanza pubblica.

L’assessore Bori ha respinto le accuse di clientelismo, precisando che le risorse per il centenario di Dario Fo sono modeste e che molti fondi provengono da cofinanziamenti europei e da risorse statali vincolate. Ha sottolineato inoltre la complessità del payback sanitario, che dipende dal versamento effettivo delle imprese, e la necessità di continuare il lavoro su testi normativi dedicati alla cultura e alla gestione del rischio idraulico.

L’assestamento, benché predisposto dalla precedente legislatura, rappresenta il punto di partenza per le scelte economiche della Regione Umbria nei prossimi anni, con un mix di coperture finanziarie, investimenti sociali e sforzi di riequilibrio contabile che si sono confrontati oggi con un dibattito acceso tra maggioranza e opposizioni.

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