Convegno a Perugia il 16 aprile con esperti da tutta Italia
Approfondire l’inserimento precoce dell’alfabetizzazione sanitaria tra le competenze di base degli studenti sarà al centro del convegno in programma mercoledì 16 aprile nella sala Brugnoli di palazzo Cesaroni a Perugia. L’iniziativa, promossa da Usl Umbria 1, ha l’obiettivo di stimolare il pensiero critico tra i bambini delle scuole primarie e rafforzare la loro capacità di prendere decisioni informate in ambito sanitario.
L’appuntamento, dal titolo “La rivoluzione culturale che inizia dai bambini: fare scelte consapevoli sulla salute”, si terrà dalle ore 8:30 alle 13:30. Il responsabile scientifico dell’evento è Emilio Paolo Abbritti, direttore del Distretto Trasimeno dell’Usl Umbria 1. A sostenere i lavori anche il contributo scientifico di Maria Grazia Celani, neurologa dell’Azienda ospedaliera di Perugia e già presidente del Cochrane Affiliate Centre, recentemente scomparsa.
Al convegno parteciperanno diversi esperti a livello nazionale. Tra gli interventi previsti quelli di Teresa Anna Cantisani, già alla guida del Servizio di Neurofisiopatologia dell’Azienda ospedaliera di Perugia, e di Lorenzo Spizzichino, in rappresentanza della Direzione generale Prevenzione sanitaria del Ministero della Salute. Interverrà inoltre Sergio Della Sala, professore di Human Cognitive Neuroscience presso l’Università di Edimburgo, assieme a Giulio Formoso, direttore della Società di Farmacoepidemiologia dell’AUSL-IRCCS di Reggio Emilia.
Tra i relatori anche Silvio Angelo Garattini, già a capo della Commissione Ricerca e Sviluppo di AIFA, attualmente presidente dell’IRCCS Istituto di Ricerche Farmacologiche Mario Negri. Porteranno il loro contributo pure Camilla Alderighi, cardiologa e co-responsabile del progetto Informed Health Choices in Italia, e Giampaolo Bucaneve, referente del Coordinamento Regionale Umbro di Farmacovigilanza.
Secondo Abbritti, nella società attuale i più giovani sono esposti quotidianamente a una mole crescente di stimoli, contenuti e messaggi. Tuttavia, non sempre dispongono degli strumenti necessari per valutare l’attendibilità di ciò che vedono o leggono. Per questo, sottolinea, la formazione al pensiero critico deve iniziare fin dai primi anni di scuola, con lo stesso peso attribuito alla lettura o alla matematica. L’obiettivo non è fornire nozioni, ma trasmettere un metodo: apprendere attraverso il confronto, il gioco, il racconto e il dialogo. Sviluppare la capacità di ascoltare, riflettere, discutere e riconoscere il valore del dubbio.
Nel contesto europeo, l’Italia mostra un livello ancora insufficiente di Health Literacy. Uno studio condotto nel 2021 in 17 paesi europei ha evidenziato come solo il 42% del campione italiano presenti competenze adeguate nella comprensione, valutazione e applicazione delle informazioni sanitarie, contro una media europea del 55%. Dati in linea con una precedente indagine realizzata nel 2011. Dallo stesso studio è emerso come povertà economica e bassa autostima siano indicatori significativi di un minor livello di alfabetizzazione sanitaria.
Tale condizione, spiegano gli esperti, non è fissa ma evolve con il tempo ed è influenzata da vari fattori: contesto familiare, relazioni scolastiche, contatto con operatori sanitari, esperienze individuali. L’alfabetizzazione sanitaria si sviluppa progressivamente e rappresenta una competenza utile per orientarsi nel sistema sanitario, comprendere le terapie e compiere scelte informate.
L’Usl Umbria 1 aveva già avviato nel 2022 un progetto sul tema, intitolato “Decisioni informate sulla salute: imparare a riflettere sui trattamenti”, in collaborazione con l’Associazione Alessandro Liberati Cochrane Affiliate Centre. L’iniziativa rientrava nella programmazione sanitaria del Distretto del Trasimeno e ha coinvolto gli studenti dell’Istituto comprensivo statale Panicale-Piegaro-Paciano.
Il convegno del 16 aprile si inserisce in questa linea di continuità e intende estendere la riflessione a livello regionale e nazionale, coinvolgendo istituzioni sanitarie, enti formativi e comunità scolastiche. L’obiettivo è fornire ai più giovani gli strumenti per orientarsi in un contesto informativo complesso, in cui spesso è difficile distinguere fonti affidabili da contenuti fuorvianti.
Attraverso l’educazione al ragionamento e alla valutazione delle fonti, l’alfabetizzazione sanitaria intende favorire un rapporto più consapevole e collaborativo tra cittadini e sistema sanitario. Per gli organizzatori, si tratta di un investimento educativo che può produrre effetti duraturi in termini di prevenzione, accesso alle cure e sostenibilità dei servizi.

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