Nuova crisi a Perugia il sindacato NurSind chiede soluzioni
La tensione all’interno dell’Azienda Ospedaliera di Perugia raggiunge nuovi vertici dopo le recenti dichiarazioni della direzione sanitaria. Il sindacato NurSind ha preso una posizione netta, rispondendo punto su punto alle giustificazioni fornite dai vertici ospedalieri riguardo alla presenza dei pazienti nei corridoi. Non si tratta di una questione passeggera, ma di una dinamica che sta assumendo i contorni di una prassi consolidata, nonostante i vari tentativi di minimizzare la portata del fenomeno. La segreteria regionale sottolinea come la gestione del rischio clinico e i modelli organizzativi attuali non riescano a contenere un disagio che appare ormai strutturale.
Emergenza strutturale e modelli organizzativi
Le precisazioni fornite dall’amministrazione sulle procedure interne non sembrano convincere i rappresentanti dei lavoratori. Secondo il NurSind, le criticità segnalate al Difensore Civico regionale sono evidenti e non possono essere più classificate come semplici episodi isolati o legati a momenti di sovraffollamento eccezionale. Il sindacato evidenzia in un comunicato stampa che la dignità del paziente e la privacy vengono compromesse ogni volta che un letto viene collocato in aree non idonee, come i corridoi dei reparti. Questo scenario aumenta esponenzialmente la possibilità di contrarre infezioni ospedaliere e incide pesantemente sui costi complessivi del sistema sanitario locale.
No alla strumentalizzazione politica dei disagi
Il segretario Marco Erozzardi ha chiarito con fermezza che la battaglia del sindacato non ha colori politici. Il NurSind respinge qualsiasi tentativo di trascinare la questione nel dibattito elettorale o partitico, ricordando che le denunce sulle condizioni di lavoro e sulla tutela dei cittadini proseguono da anni. Già nel 2022 il sindacato aveva proclamato lo stato di agitazione, portando le proprie istanze sotto la sede della Direzione Aziendale e del Consiglio Regionale. I provvedimenti messi in campo dalla fine del 2023 hanno generato solo sollievi temporanei, senza mai intaccare la radice del problema che continua a ripresentarsi ciclicamente durante tutto l’anno.
Carenza di personale e diritto alle ferie
Un altro fronte caldissimo riguarda la gestione delle risorse umane. Con l’avvicinarsi della stagione estiva e la necessità di programmare i turni di riposo, la mancanza di nuovi innesti rischia di paralizzare l’attività assistenziale. Marco Erozzardi sottolinea l’urgenza di attingere dalle graduatorie ancora attive per accelerare le assunzioni di profili infermieristici. La situazione è particolarmente complessa nei blocchi operatori, settori dove l’addestramento richiede tempi tecnici lunghi e non compatibili con interventi dell’ultimo minuto. Senza un piano di inserimenti immediato, sarà impossibile conciliare il diritto alle ferie del personale in servizio con la necessità di garantire cure sicure e costanti.
Il peso del lavoro sugli infermieri
Oltre alla carenza di infermieri, si registra una pesantissima assenza di Operatori Socio-Sanitari. In molti servizi ospedalieri di Perugia la copertura degli Oss non raggiunge le ventiquattro ore, costringendo gli infermieri a farsi carico di mansioni che non competono loro direttamente. Questo travaso di attività appesantisce ulteriormente il carico di lavoro quotidiano, portando il personale allo sfinimento fisico e psicologico. Il NurSind ribadisce che non sono più accettabili soluzioni tampone o interventi legati esclusivamente all’emergenza. Serve una revisione profonda delle scelte organizzative e un investimento concreto in competenze e risorse per evitare che il sistema collassi definitivamente sotto il peso di una gestione inadeguata. Si attende ora il pronunciamento del Difensore Civico regionale per valutare i prossimi passi formali.

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