Opposizione unita contro l’assessore al bilancio umbro
L’Assemblea Legislativa dell’Umbria si riunirà domani per discutere la mozione di censura promossa dai gruppi di opposizione contro l’assessore al bilancio Tommaso Bori. La richiesta di formale condanna dell’operato dell’assessore arriva da un fronte compatto composto da Fratelli d’Italia, Lega, Forza Italia, Umbria Civica e la lista Tesei Presidente. I consiglieri regionali firmatari della mozione contestano a Bori una serie di comportamenti ritenuti gravi sul piano istituzionale e politico, in particolare in relazione alla gestione e comunicazione della situazione finanziaria del sistema sanitario regionale.
Al centro della contestazione vi è la diffusione, a partire dallo scorso marzo, di dati giudicati infondati da parte dell’assessore. Bori avrebbe infatti parlato pubblicamente di un presunto disavanzo di 243 milioni di euro nei conti della sanità regionale, definito addirittura “buco” e “ammanco”, termini che secondo l’opposizione suggeriscono anomalie contabili o ipotesi di irregolarità senza supporto documentale. I promotori della mozione sostengono che questa narrazione allarmistica non trovi riscontro nei documenti ufficiali, compresi quelli forniti dal Ministero dell’Economia e delle Finanze.
Le critiche riguardano anche l’uso che Bori avrebbe fatto di un presunto dossier della società di revisione KPMG, mai ufficialmente diffuso nella sua interezza né acquisito come elemento formale nel dibattito istituzionale. Secondo l’opposizione, il riferimento ripetuto a tale documento avrebbe avuto l’effetto di alimentare un clima di sfiducia nei confronti della gestione precedente della sanità umbra, in un contesto in cui la stessa regione viene riconosciuta a livello nazionale come modello di riferimento per l’efficienza del settore.
Altro punto evidenziato nella mozione è legato alla comunicazione di una manovra fiscale da 322 milioni di euro, annunciata da Bori in sede di Commissione e poi smentita dallo stesso assessore nel corso di una conferenza stampa successiva. Questo passaggio è indicato dai firmatari come segnale di confusione e mancanza di coerenza istituzionale, con effetti negativi sul rapporto di fiducia tra cittadini e pubbliche amministrazioni.
Secondo i consiglieri di opposizione, le affermazioni di Bori avrebbero creato un clima di allarme ingiustificato nell’opinione pubblica, contribuendo a giustificare un orientamento fiscale penalizzante per imprese e famiglie umbre. L’accusa è di aver descritto un quadro emergenziale per legittimare interventi impopolari, screditando al contempo l’immagine dell’Umbria in ambito nazionale e compromettendo la capacità attrattiva della regione nei confronti di figure professionali nel settore sanitario.
La mozione, che sarà posta al voto domani, intende ottenere dall’Assemblea Legislativa una formale presa di posizione contro l’assessore, oltre a un impegno rivolto alla presidente della Regione Donatella Proietti affinché valuti la revoca dell’incarico di Bori. I consiglieri promotori sottolineano l’esigenza di difendere il rispetto istituzionale e la correttezza del confronto politico, denunciando un uso distorto degli strumenti comunicativi da parte dell’assessore per fini ritenuti propagandistici.
La richiesta di censura, dunque, si configura come un passaggio politico delicato, che punta a sancire una netta disapprovazione del comportamento tenuto da Bori negli ultimi mesi. Secondo l’opposizione, è in gioco non solo la credibilità della Giunta, ma anche il ruolo stesso dell’Assemblea come luogo di confronto democratico basato su dati verificabili e linguaggio istituzionale.
Nel testo della mozione si contesta una sistematica alterazione della realtà attraverso dichiarazioni pubbliche che avrebbero inciso negativamente sulla percezione dei cittadini in merito alla sostenibilità del sistema sanitario regionale. Viene inoltre messo in evidenza come le comunicazioni dell’assessore abbiano favorito un clima di divisione e sfiducia, in contrasto con la necessità di coesione e responsabilità nella gestione delle politiche pubbliche, in particolare in un settore delicato come quello della salute.
In attesa della seduta di domani, la discussione resta accesa nei gruppi consiliari e nell’opinione pubblica regionale. Il voto dell’Aula rappresenterà un momento cruciale per valutare gli equilibri politici interni alla Regione e la tenuta dell’esecutivo rispetto alle accuse mosse. La decisione dell’Assemblea potrebbe infatti avere conseguenze non solo sull’attuale configurazione della Giunta, ma anche sull’impostazione futura del dibattito politico in Umbria.

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