PERUGIA – Si è tenuta oggi 25 gennaio 2014, presso il Salone di Apollo di Palazzo della Penna a Perugia, l’inaugurazione dell’anno accademico 2013-2014 dell’Accademia di Belle Arti “Pietro Vannucci” di Perugia.
Dopo i saluti del Presidente Mario Rampini, delle autorità istituzionali, dei rappresentanti degli studenti e del Direttore Paolo Belardi è stata effettuata la presentazione della nuova immagine coordinata dell’Accademia, iniziativa interamente finanziata dalla Regione Umbria.
Il regista e attore di fama internazionale Claudio Carini, subito dopo ha letto “Agli Egreggi Rappresentanti Professori dell’Accademia delle Belle Arti del Disegno dell’Augusta Città di Perugia”: una lettera datata 8 dicembre 1814 e conservata nell’archivio dell’ Accademia, nella quale l’architetto Antonio Mollari esprime la propria gratitudine al corpo docente a seguito della sua nomina ad “Accademico” dell’antica istituzione perugina.
Successivamente il professor Giuseppe Cruciani-Fabozzi, accademico delle Arti del Disegno di Firenze nonché professore ordinario di “Restauro architettonico” presso l’ateneo fiorentino, ha tenuto una lezione magistrale dal titolo “Antonio Mollari (1768-1843): un accademico marchigiano caro a Canova” in cui verrà lumeggiata la figura dell’architetto marchigiano.
Infine la consegna delle borse di studio agli studenti più meritevoli, distintisi nell’anno accademico precedente. Le borse sono state offerte da: Società Generale di Mutuo Soccorso, Irma Ranocchia e Marina Maribelli in ricordo degli artisti Antonio e Adelmo; Lavinia Castellani Albanese e Chiara De Poi in ricordo di Virginia e Angela Albanese e del compianto Presidente Alfredo De Poi.
Quest’anno anche il Direttore del museo Xiang Xiang di Shanghai Chen Ming e accademico di merito dell’Accademia perugina ha voluto offrire delle borse di studio a studenti italiani e cinesi.
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SALUTO DEGLI STUDENTI
Un saluto a tutti i presenti.
Ognuno ha un punto di vista personale, ed è difficile esprimere in un unico pensiero l’idea di tutti gli studenti.
Oggi in Accademia siamo 284 studenti, di cui 123 di nazionalità non italiana e 81 di origine asiatica.
Si parla ogni giorno di multiculturalità, si è parlato e si parla dei rapporti che l’Accademia sta instaurando con l’Oriente, in particolare con la Cina; ma questo rapporto come si concretizza ogni giorno?
Ci potremmo fermare ad elogiare la bellezza di conoscere persone nuove, ma non vogliamo nascondere le difficoltà che incontriamo. Pensate cosa succede durante una lezione dove nella stessa aula lavorano quaranta studenti tra cui italiani, cinesi, spagnoli, polacchi, coreani, tedeschi, e perdonateci se qualche nazionalità ci è sfuggita…
Comunicare in alcuni casi diventa difficile, ma è necessario!
Ecco che in questo modo l’Accademia, oltre ad essere un luogo di formazione, è anche il luogo dove cercare di conoscere delle culture completamente diverse l’una dall’altra.. Come fare? In alcuni casi, in modo forse banale e tra una lezione e l’altra, i tavoli di lavoro si trasformano in tavoli da pranzo dove ognuno porta il cibo della propria nazione. Anche preparare questo saluto è stato prima di tutto un modo per conoscerci , per capire come aiutarci, perché in alcuni casi diamo troppe cose per scontate senza valutare bene che le necessità culturali degli altri sono diverse.
Questa necessità di conoscerci implica uno sforzo da parte di tutti, docenti, studenti e personale, non solo per la lingua, ma anche per l’approccio all’apprendimento e ai rapporti interpersonali. Ognuno ha le proprie esigenze ma nella libertà personale non si può ignorare la presenza dell’altro.
Crediamo comunque che tutte queste difficoltà costituiscano un problema importante ma trascurabile, se ne facciamo un’analisi più approfondita e comparata rispetto alle sue potenzialità.
Il dialogo e la reciprocità possono costruire una prospettiva nuova che vuole superare ogni frammentazione, educandoci alla costante necessità di stabilire rapporti complessi. Questo ci abitua a cercare sempre possibili radici e finalità comuni conservando intatta l’autonomia di ciascuno.
Non vogliamo che i nostri rapporti si riducano a freddi ruoli da interpretare, non vogliamo limitarci a portare a termine un lavoro, superare un esame, scrivere un saluto, vogliamo costruire un rapporto capace di rendere l’Accademia ogni giorno un luogo eccezionale!
Siamo prima di tutto noi studenti che abbiamo questo compito, che dobbiamo scegliere su cosa intendiamo investire, se dare gli esami ci basta, oppure se vogliamo metterci in gioco per costruire qualcosa di più. Per far crescere davvero l’Accademia e le persone che ci vivono ogni giorno è necessario un vero lavoro di squadra, un equilibrio tra le parti.
Crediamo tutti, indipendentemente dalla nostra nazionalità, che questo è il punto di forza dell’Accademia. La vicinanza tra studenti e docenti permette, infatti, una comunicazione personale che favorisce una crescita intellettuale e sociale. Come studenti, pertanto, desideriamo essere presenti e attivi anche nella vita della nostra città, apportare un contributo come futuri lavoratori.
Ciò può essere a volte particolarmente difficile sia in una società come quella occidentale, sia in una società come quella orientale.
Valorizzare i nostri punti di forza insieme significa realizzare una crescita concreta che ci aiuti a sviluppare un libero pensiero e delle idee artistiche nuove.


















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