Associazione FulgineaMente, Rosella Postorino in Umbria il 6 e 7 febbraio 2020

 
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Associazione FulgineaMente, Rosella Postorino in Umbria il 6 e 7 febbraio 2020

Rosella Postorino, vincitrice del Premio Campiello 2018, sarà in Umbria il 6 e 7 febbraio 2020 per un incontro con gli studenti degli Istituti Superiori per il progetto lettura “IL VIZIO DI LEGGERE: come prenderlo a scuola” promosso dall’Associazione Culturale FulgineaMente.

Il 6 febbraio a Perugia incontrerà gli studenti del Liceo Pieralli e del Liceo Galilei a partire dalle ore 9,00 presso la Sala dei Notari in Piazza IV Novembre. Nel pomeriggio a Foligno ore 18,00 a Palazzo Candiotti, Via Federico Frezzi, 2/4, incontrerà il pubblico. Il 7 febbraio continuerà i suoi incontri presso l’Aula Magna dell’Istituto “Giordano Bruno” in Via Mario Angelucci 1 a Perugia.

Con una rara capacità di dare conto alle ambiguità dell’animo umano, Rosella Postorino, ispirandosi alla storia vera di Margot Wölk (assaggiatrice di Hitler nella caserma di Krausendorf) racconta la vicenda eccezionale di una donna in trappola, fragile di fronte alla violenza della storia, forte dei desideri della giovinezza.

“Il mio corpo aveva assorbito il cibo del Führer, il cibo del Führer mi circolava nel sangue. Hitler era salvo. Io avevo di nuovo fame.” Fino a dove è lecito spingersi per sopravvivere? A cosa affidarsi, a chi, se il boccone che ti nutre potrebbe ucciderti, se colui che ha deciso di sacrificarti ti sta nello stesso tempo salvando?

La prima volta che entra nella stanza in cui consumerà i prossimi pasti, Rosa Sauer è affamata. “Da anni avevamo fame e paura,” dice. Con lei ci sono altre nove donne di Gross-Partsch, un villaggio vicino alla Tana del Lupo, il quartier generale di Hitler nascosto nella foresta. È l’autunno del ’43, Rosa è appena arrivata da Berlino per sfuggire ai bombardamenti ed è ospite dei suoceri mentre Gregor, suo marito, combatte sul fronte russo.

Quando le SS ordinano: “Mangiate”, davanti al piatto traboccante è la fame ad avere la meglio; subito dopo, però, prevale la paura: le assaggiatrici devono restare un’ora sotto osservazione, affinché le guardie si accertino che il cibo da servire al Führer non sia avvelenato.

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