All’Accademia “Vannucci” fanno tappa “I martedì critici” di Dambruoso
All’Accademia di Belle Arti “Pietro Vannucci” di Perugia fanno tappa “I martedì critici” del critico d’arte Alberto Dambruoso, una serie di incontri con i protagonisti della scena contemporanea, che da oltre vent’anni vedono la partecipazione di numerose figure di primo piano del mondo dell’arte contemporanea, attive sia in Italia che all’estero. Un progetto di divulgazione e approfondimento, dunque, sui temi della contemporaneità artistica, attuato attraverso la formula dell’intervista pubblica condotta ogni martedì da due critici d’arte a una figura di primo piano del panorama artistico nazionale e internazionale. Protagonista del primo appuntamento sarà l’artista Giuliano Giuman, che per l’occasione dialogherà con Dambruoso e Tiziana D’Acchille, direttrice dell’Accademia. È organizzato all’Accademia “Vannucci” per domani, martedì 28 marzo, alle 17, nell’aula magna “Ercole Farnese”.
Il progetto. Il progetto de “I Martedì Critici” nasce nei primi mesi del 2010 da un’idea dello stesso critico d’arte Alberto Dambruoso, il quale dopo aver rilevato la casa-studio di un artista trasferitosi a New York, ne intravedeva delle potenzialità di un utilizzo artistico/ pubblico tanto da aprire le porte di casa per dare vita a degli incontri – dibatto tra l’opera, l’artista, i critici e il pubblico, della durata di una serata e con una cadenza settimanale. “I Martedì Critici” si sono da subito configurati come un contenitore alternativo rispetto alle gallerie, dove non si è mai inteso fare mercato bensì apportare una lettura, stimolare delle riflessioni, aprire un dibattito attraverso la presenza attiva degli attori che danno vita all’arte creando così di volta in volta una piattaforma liberamente aperta al pubblico. L’intento è sempre stato quello di spiegare, documentare, rendere note le poetiche e le direzioni di ricerca degli artisti invitati.
Focus sull’artista. Giuliano Giuman nasce a Perugia nel 1944. Ventenne inizia a dipingere seguendo gli insegnamenti di Gerardo Dottori, suo primo maestro. Dal 1972 inizia a lavorare sul tema dell’ombra e a utilizzare oltre alla pittura varie espressioni artistiche, quali la fotografia, la musica, l’installazione e la performance. Nei primissimi anni Ottanta comincia a concentrare il suo lavoro sul rapporto tra pittura e musica e dal 1985 lavora anche su vetro, per molti anni principale caratteristica tecnico-materica della sua pittura. Negli ultimi anni le opere sono realizzate unendo le tecniche principali del suo fare artistico: pittura su vetro a gran fuoco e fusione, olio su tela, fotografia e nelle più recenti aggiungendo la luce artificiale. Ha vinto molti importanti concorsi nazionali per edifici dello Stato Italiano Dal 1998 al 2013 è stato docente di ‘Tecnica della vetrata’ all’Accademia di Belle Arti di Brera. Dal 2009 al 2012 è stato direttore dell’Accademia di Belle Arti “Pietro Vannucci” di Perugia, dove ha promosso la riapertura del museo e posto in essere la Scuola di Design. Ha realizzato oltre 100 mostre personali e 200 collettive, in musei, gallerie, spazi pubblici in Italia ed all’estero.
Chi è Dambruoso. Alberto Dambruoso è uno storico dell’arte, professore di Storia dell’Arte presso l’Accademia di Belle Arti di Frosinone, critico e curatore indipendente d’arte contemporanea, con base a Roma da più di vent’anni. Si è laureato nel 2000 in Storia dell’Arte Contemporanea alla Facoltà di Conservazione dei Beni Culturali della Tuscia (VT) e ha ricevuto l’abilitazione all’insegnamento di Storia dell’Arte presso l’Università Ca’ Foscari di Venezia nel 2007. Specializzatosi nell’arte italiana degli anni Sessanta, con un particolare interesse verso il gruppo romano della “Scuola di Piazza del Popolo”, Dambruoso ha curato diverse mostre monografiche e collettive degli artisti che hanno dato vita a quel fervido periodo creativo per l’arte italiana del secondo Dopoguerra, in alcune occasioni insieme al Prof. Maurizio Calvesi, ovvero colui che tra i primi scrisse delle novità linguistiche contenute nelle opere degli artisti della “Scuola” tra i quali
Schifano, Festa, Angeli, Tacchi, Mambor, Lombardo, Fioroni, Ceroli, Pascali e contribuendo in seguito con saggi, testi, inviti a mostre e a Biennali di Venezia, alla loro fortuna critica. Sempre con Calvesi, Dambruoso ha curato il nuovo catalogo generale dell’opera di Umberto Boccioni edito da Allemandi nel dicembre 2016. Da luglio 2015 a dicembre 2017 Dambruoso è stato direttore artistico di “BoCs Art”, divenuto nel giro di appena qualche mese di programmazione, il progetto di residenza artistica più grande d’Europa. Alla residenza cosentina hanno preso parte in due anni e mezzo di attività circa trecentotrenta artisti italiani e stranieri.

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