Alla Sagra Musicale Umbra la prima assoluta di “The Young Beethoven”

 
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Alla Sagra Musicale Umbra la prima assoluta di "The Young Beethoven"

Alla Sagra Musicale Umbra la prima assoluta di “The Young Beethoven”

Nella musica colta c’è un prima e un dopo Beethoven. Un autore con il quale tutti i compositori e musicisti dopo di lui non possono non confrontarsi, anche a distanza di più di due secoli dalle sue opere. Per spiegare le origini della sua attualità, i motivi della costante ammirazione che suscita, generazione dopo generazione, dovremmo forse scomodare dei saggi di antropologia culturale. Più banalmente, forse, è il concetto di bellezza che viene racchiuso nella magica combinazione delle sue note a renderle sempre sorprendenti e struggenti.

A 250 anni dalla sua nascita, il Direttore Artistico della Sagra Musicale Umbra 2020 (SMUMMXX) Enrico Bronzi, dedica al grande compositore il filo conduttore della manifestazione. Ludwig. La libertà sopra ogni cosa. Un’opportunità imperdibile per approfondire l’uomo e il musicista è offerta il 10 settembre alle ore 19 presso il Chiostro di San Pietro a Perugia, con l’anteprima assoluta del racconto-concerto «The Young Beethoven», con testo e drammaturgia di Sandro Cappelletto e musiche di Ludwig van Beethoven eseguite da Marco Scolastra.

Dopo gli spettacoli su Rossini, Mozart e Schubert, il duo Cappelletto Scolastra sceglie la Sagra Musicale Umbra per il debutto del suo nuovo atteso lavoro. Un incrocio di musica e parole ci racconta la nascita dell’ideale filosofico di Beethoven, proprio quell’ideale che rende la sua musica ancora tanto amata e attuale.

Il monologo di Cappelletto, uno dei suoi biografi, attinge ad alcune pagine rare e sorprendenti del suo catalogo musicale e umano, tra prime conquiste e folgoranti anticipazioni del genio che verrà, il primo viaggio a Vienna, la morte della madre e il ritorno a Bonn, la durezza della vita familiare, la decisione di ritornare a Vienna per sempre.

Il racconto, insieme al pianoforte di Marco Scolastra, traccia la via che porta Ludwig a diventare Beethoven: gli studi di filosofia e l’ammirazione intellettuale per il coetaneo Hegel (entrambi sono nati nel 1770), la massima autorità filosofica del tempo; l’artista e il filosofo, geniali personalità della musica e del pensiero, sono stati illustri contemporanei nella Germania dell’epoca, senza mai però incontrarsi fisicamente.

Lo spettacolo si immerge nella vastità degli orizzonti culturali beethoveniani e ci restituisce il profilo di un musicista umanista dalla curiosità inesauribile, in ascolto della storia e sempre aggiornato sullo sviluppo del pensiero contemporaneo. Un amante della libertà che proprio tra la Rivoluzione Francese e la Restaurazione assume i connotati arrivati ai nostri giorni.

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