24 maggio, il lento inverno al Monicelli di Narni

24 maggio 2019, il lento inverno al Monicelli di Narni

Il lento inverno al Monicelli di Narni, la scena della volpe morta

Il film “Il lento inverno” di Andrea Sbarretti, girato a Norcia, sarà proiettato al Cinema Mario Monicelli di Narni, venerdi 24 maggio 2019 alle ore 21.00 : saranno presenti il regista e i protagonisti Paolo Dimarco Brunelli e Pierluigi Bernardini, intervistati da Ruggero Ruggeri titolare dello storico Cinema al centro storico di Narni.

Dopo la settimana di programmazione al Cinema Politeama di Terni, il film approda nella città della Rocca, dove tra l’altro Andrea Sbarretti ha ambientato il suo secondo film “La sella del vento” nel 2009. Una curiosità: di quell’esperienza che vide oltre 20 attori partecipare al film, resta un “fedelissimo” quasi sempre presente nelle opere di Sbarretti: si tratta di Maurizio Penconi che ne “Il lento inverno” interpreta il patriarca della famiglia di allevatori di lumache. Sua moglie nel film (e nella vita) è Stefania Tozzi. Accanto ai due coniugi è stato sempre in scena il loro simpatico cagnolino, chiamato “orsetto” che è finito anche nei titoli.

Tra gli attori c’è anche un interprete d’eccezione: si tratta di Domenico Benedetti Valentini, avvocato di Spoleto, nonché ex deputato e senatore della Repubblica Italiana. Il suo personaggio è quello di un imprenditore che prenderà una decisione molto importante, crocevia e plot del film.

In anteprima per i lettori di Umbria Journal, c’è una clip intera del film: la scena della volpe morta. Il regista Andrea Sbarretti racconta un aneddoto curioso.

“Diversi anni fa, vidi una piccola volpe aggirarsi nelle vicinanze di casa. Sembrava che barcollasse, come fosse ubriaca. Era un pomeriggio estivo. La cosa mi sorprese, poiché le volpi raramente si avvicinano alle case. Un paio di giorni dopo la trovai morta. Presi la telecamera e la registrai. Non sapevo come avrei utilizzato quelle riprese, ma in quel momento mi resi conto che quella inquadratura, era veramente d’effetto.

Arrivato il momento di fare il film sul terremoto, fu fin troppo facile immaginare che quella volpe fosse morta, sotto delle macerie. Cercai un piccolo rudere in mezzo al bosco, che potesse essere un plausibile ricovero di un animale e che avesse più o meno lo stesso terreno delle riprese della volpe. Lì ci ho girato la scena con gli attori, montata con le riprese dell’animale e sangue, fatte diversi anni prima. Non si nota nulla. Questa è la magia del cinema”.



 

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