Vendita di Ast non sia un passaggio di mano, lo chiede Tommaso Bori

 
Chiama o scrivi in redazione


Vendita di Ast non sia un passaggio di mano, lo chiede Tommaso Bori

Vendita di Ast non sia un passaggio di mano, lo chiede Tommaso Bori

La vendita di Ast non sia un passaggio di mano, ma un primo momento per un rilancio strategico di un intero settore produttivo, quello della siderurgia di qualità.

L’Umbria deve sapere dove vuole andare. L’obiettivo, complicato e ambizioso, è incrociare risorse e competenze proprie con gli assi di un nuovo sviluppo che ha visioni e confini larghi. L’alternativa sono le macerie di un’occasione mancata per cecità e incapacità.

L’Europa disegna nuove parabole di crescita e transizione, il mondo si sveglia dalla sbornia ultraliberista, l’Italia mette in campo miliardi di risorse per guardare lontano reinventandosi e l’Umbria? In questo contesto c’è un tema su cui sembra assorto chi sta al governo regionale, insieme a una certa politica; un tema che, invece, gioca una partita cruciale per il futuro: la vendita della Acciai Speciali Terni.

Non stiamo parlando del passaggio di mano di un’azienda. E sarebbe stolto pensare di gestirla su questo piano. Stiamo parlando di quale sviluppo per la nostra regione e per un settore produttivo, quello della manifattura siderurgica, che ha a che fare con confini ben più vasti della nostra piccola Umbria.

Ast rappresenta produzioni di eccellenza, in un settore di eccellenza, che è quello degli acciai speciali, e con metodi e strumenti d’eccellenza e d’avanguardia per circolarità e sostenibilità.
Nelle ultime settimane la Commissione europea ha messo in campo un pacchetto di riforme per un new deal europeo, attraverso le quali si valorizzano strategie di transizione e si introducono metodi antidumping per le nostre produzioni. In un’ottica di difesa e di crescita delle buone pratiche che nel Vecchio Continente possono rappresentare una locomotiva importante se indirizzate verso metodi innovativi.

  • Ora tocca a noi. Al governo nazionale e a quello regionale.

Serve trasparenza in ogni passaggio, a beneficio degli attori e dei lavoratori. Serve attenzione a che la vendita del sito ternano non diventi un passaggio a fondi di investimento interessati solo a spremere le nostre aziende nella logica del massimo profitto a breve termine. È necessario mantenere l’integrità del polo ternano e della sua produzione grazie agli investimenti di players internazionali con intenzioni di crescita e sviluppo, accompagnati da un impegno concreto per il completamento delle infrastrutture logistiche e di collegamento, a partire dai porti di Civitavecchia e di Ancona.

  • Ma soprattutto serve una strategia industriale complessiva per la manifattura siderurgica italiana, che agganci le produzioni europee e metta quelle italiane nelle condizioni di continuare a competere; e serve unità d’intenti.

Fino a qui i passaggi che hanno caratterizzato questa prima fase della nuova storia di Ast hanno prodotto – e lo dico con cautela – qualche nota positiva. Sta a noi, tutti, governo e opposizioni, essere moltiplicatori di buone pratiche. Il Pd è pronto a fare la sua parte. L’auspicio è che si trovino interlocutori altrettanto disponibili e soprattutto lungimiranti.

Commenta per primo

Lascia un commento

L'indirizzo email non sarà pubblicato.


*