Confcommercio, turismo, il futuro nell’incontro con il ministro Daniela Santanchè

Confcommercio, turismo, il futuro nell’incontro con il ministro Daniela Santanchè

Il PIL dell’Umbria e dell’Italia cammina sulle gambe del turismo: gli anni del covid hanno ormai reso evidente a tutti un dato di fatto sul quale da anni insistevano le associazioni di impresa Confcommercio e Federalberghi, che hanno invitato il ministro del Turismo Daniela Santanchè ad un incontro su L’Umbria del turismo che vogliamo, che si è svolto ieri a Spoleto alla presenza di un folto pubblico di imprenditori del settore.

Sulla centralità del turismo per lo sviluppo dell’economia nazionale e del territorio hanno concordato tutti gli interventi in programma: dalla presidente della Giunta regionale dell’Umbria Donatella Tesei all’assessore regionale Paola Agabiti; dalla neo presidente dell’Enit l’umbra Ivana Jelinic al presidente di Confcommercio e della Camera di commercio dell’Umbria Giorgio Mencaroni e al senatore Francesco Zaffini, presidente X Commissione Sanità, Lavoro e Affari Sociali; dal sindaco di Spoleto Andrea Sisti, che ha aperto i lavori, al presidente di Federalberghi Umbria Simone Fittuccia, che ha coordinato l’incontro.

Il ministro Daniela Santanchè ha fatto il punto sul comparto e ha ricordato, alle associazioni e ai sindaci presenti, l’importanza del “fare squadra”.

“Questo è il settore che ha pagato il prezzo più alto della pandemia. È vero che ha trainato negli ultimi mesi il PIL dell’Italia ma ricordiamoci che è solo una ripartenza. Perché il turismo ha bisogno di investimenti e sostegni”; nel corso del suo intervento ha ribadito anche l’importanza della formazione e del riconoscimento delle professioni che ruotano intorno al turismo: “Bisogna dare uno status a queste professioni, per renderle appetibili dando la giusta dignità a chi lavora nel settore. Solo così lo possiamo rendere più attrattivo e colmare la mancanza di personale che sta penalizzando il comparto”.

Il presidente di Confcommercio Umbria e della Camera di Commercio Giorgio Mencaroni ha stimolato il dibattito sui temi più sentiti dal mondo del turismo e sui nodi che vanno sciolti perché il settore sia davvero motore di sviluppo per l’economia umbra e nazionale. Un settore che impatta in modo significativo su tutti gli altri comparti – dal commercio all’artigianato e all’agricoltura, dalla cultura all’enogastronomia – e che proprio per questo motivo ha bisogno di attenzione e sostegni per programmare il proprio futuro.

I nodi da sciogliere

Guerra in Ucraina con conseguente emergenza “caro bollette”, eccessiva pressione fiscale, abusivismo, carenza di personale: sono alcune delle molte criticità che sta ancora vivendo il settore del turismo e che rischiano di pregiudicarne la ripresa, ha sottolineato il presidente Mencaroni, che si è poi soffermato su due temi centrali

Riduzione del cuneo fiscale – Il presidente Mencaroni ha chiesto al ministro Santanchè e al senatore Francesco Zaffini di sostenere le richieste che Confcommercio ha già presentato al ministro del Lavoro per interventi che riducano il costo del lavoro e aumentino il potere d’acquisto dei lavoratori, soprattutto in uno scenario dove c’è un’inflazione all’11,9%, trainata dai prezzi energetici.

Formazione del personale – La qualità delle risorse umane è centrale in ogni tipo di attività e in modo particolare nel turismo. “Sono note le difficoltà che abbiamo vissuto per cercare di trattenere le nostre migliori forze lavoro negli anni del covid, e di reperire personale qualificato nel momento della ripartenza.  In Umbria”, ha detto il presidente Giorgio Mencaroni, “stiamo attivando un circuito interessante che coinvolge gli istituti di formazione professionale per portare i giovani fino al sistema dell’Istruzione e Formazione Tecnica Superiore, all’Istruzione Tecnica Superiore ITS, fino alla laurea. Per completare questo disegno manca la possibilità di fare attività tecnico operativa nell’alta cucina, ad esempio, o nel food and beverage, dove ci sono figure professionali molto richieste dal mercato. Al ministro chiediamo una attenzione speciale a questo tema e alle strutture, come la nostra Università dei Sapori, che stanno investendo su questa sfida”.

Serve un cambio di passo

“La Regione Umbria”, ha specificato il presidente Mencaroni, ha compreso il ruolo del turismo per lo sviluppo dell’economia, come dimostrano le azioni concrete di questi ultimi anni, rendendosi protagonista di un vero e proprio cambio di passo nei confronti di questo settore. Quello che vorremmo capire è se, e come, il nuovo governo intende dare centralità al settore del turismo. Qual è la strategia del governo per dare slancio e stabilità alla ripartenza del turismo? Quali sono le politiche che il suo ministero intende approntare?

Sappiamo che gli ostacoli da affrontare non sono pochi, anche per essere competitivi a livello internazionale. Occorre avere chiari strategie e obiettivi per far convergere e ottimizzare ogni tipo di risorsa. Federalberghi e Confcommercio sono pronte alla totale collaborazione”.

Turismo in ripresa, ma non ancora in pareggio

Secondo l’analisi del Centro Studi di Federalberghi – nonostante il trimestre estivo positivo – da gennaio a settembre 2022 si è registrato un calo complessivo del 6,9% delle presenze dei turisti nelle strutture ricettive rispetto al corrispondente periodo del 2019 (riduzione del 3,6% per gli italiani e dell’10,1% per gli stranieri). In valore assoluto, significa che mancano all’appello circa 26 milioni di presenze.

Secondo le statistiche del turismo della Regione, in Umbria nel periodo da maggio a ottobre sono stati registrati: un incremento del +15.9% negli arrivi e +20.0% nelle presenze sul 2021; del +76.5% negli arrivi e +80.8% nelle presenze rispetto al 2020 e, soprattutto, del +2.0% negli arrivi e +9.8% nelle presenze rispetto al 2019.

“Aspettiamo la fine dell’anno per tracciare un bilancio definitivo”, ha concluso il presidente di Confcommercio Giorgio Mencaroni, “anche se il trend umbro sembra piuttosto promettente”.

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