Centro storico e ristoro all’aperto Dehors e Perugia viva tutto l’anno

Centro storico e ristoro all’aperto Dehors e Perugia viva tutto l'anno

Centro storico e ristoro all’aperto Dehors e Perugia viva tutto l’anno

La I Commissione Consiliare Permanente Affari Istituzionali, presieduta da Michele Nannarone, ha discusso questa mattina la preconsiliare n.1 del 15.01.2020 sulle modifiche al regolamento per l’occupazione di spazi ed aree pubbliche del centro storico per ristoro all’aperto (Dehors) e per l’utilizzo dell’immagine della città di Perugia.

Le modifiche – hanno sottolineato in sede di illustrazione l’assessore Clara Pastorelli, la comandante della polizia locale Nicoletta Caponi ed il maggiore Isabella Lucarelli, riguardano, sostanzialmente, l’articolo 6 (criteri generali di collocazione) e l’articolo 19 (sanzioni e misure ripristinatorie).

La prima modifica concerne l’art. 6 comma 5. Qui si è deciso di correggere il criterio per cui “I pubblici esercizi ubicati nei vicoli che confluiscono nelle arterie centrali potranno ottenere l’autorizzazione all’occupazione di suolo pubblico sulla via principale solo se, data la conformazione del vicolo, siano impossibilitati a occupare nelle vicinanze del locale” in quanto particolarmente penalizzante per le attività che, vista la conformazione dei vicoli dell’acropoli, hanno la possibilità di occupazioni minimali. Il principio, per ragioni di equità, è stato “mitigato” con la previsione per i pubblici esercizi insistenti nei vicoli di un’occupazione di suolo pubblico nella via principale non superiore a 16mq, in aggiunta a quella del vicolo di pertinenza.

Sempre nello stesso comma 5, per l’ipotesi di dehors sulla via principale da parte di esercizio ubicato in un vicolo, è stata introdotta una distanza massima di 50 metri tra l’area di occupazione e l’attività stessa: “Non è autorizzabile – recita la modifica – la collocazione di dehors ad una distanza superiore a mt. 50 metri dall’attività (la distanza è riferita al percorso pedonale e calcolata dall’ingresso dell’attività all’area di occupazione).

Ed ancora all’articolo 6, comma 5.1 è stato introdotto un ulteriore criterio di differenziazione tra le attività che esercitano in centro storico in ragione della grandezza delle superfici interne di somministrazione nella considerazione del maggior impegno economico nella gestione dell’attività. Le ipotesi previste sono due:

a)il principio generale è che la superficie di occupazione massima concedibile “sull’arteria centrale” è di 60 mq per l’attività che ha l’affaccio diretto sulla via principale e di 40 mq per l’attività che invece si trova nel vicolo ma non ha la possibilità di occupare nel vicolo stesso;

  1. b) il principio introdotto ex novo è che, qualora il pubblico esercizio abbia una superficie interna di somministrazione superiore a mq 100 la superficie massima concedibile è aumentata rispettivamente a mq 70 per la prima tipologia di attività e a mq 50 per la seconda”.

L’ultimo modifica, ex legge, riguarda il comma 1 dell’art. 19 sulle sanzioni che sono state rimodulate nei casi di violazione da un minimo di 75 euro ad un massimo di 500 (in precedenza 77,50 e 624).

“Queste modifiche, limitate nel numero ma importanti nella sostanza, si sono rese necessarie – spiega l’assessore Pastorelli – nel primo caso per introdurre dei criteri più equi rispetto a quelli precedentemente in vigore e, nel secondo, caso per adeguarci ai principi di legge. Da una ricognizione della situazione vigente, infatti, c’eravamo resi conto che sussisteva una disparità di trattamento tra chi ha occupazioni minimali nei vicoli di pertinenza e tutti gli altri. Inoltre abbiamo inteso riconoscere il particolare impegno economico che mettono in campo tutte quelle attività che hanno locali piuttosto grandi (superiori ai 100 mq) riconoscendo loro la possibilità di avere dehors più ampi”.

Le modifiche al regolamento sono state oggetto di una specifica partecipazione con le associazioni di categoria (Cna e Confcommercio).

Il consigliere Fabrizio Croce (Idee, persone, Perugia) ha detto di auspicare che si riesca nel tempo ad armonizzare meglio la materia legata alle attività di somministrazione presenti nel centro storico, circoscrivendo in maniera più dettagliata i diritti ed i doveri che hanno gli esercenti tenuto conto del contesto di pregio in cui operano.

Da specificare meglio, in particolare, sono i materiali utilizzabili per le occupazioni, visto che ancora oggi spesso si vedono in giro suppellettili che nulla hanno a che vedere col decoro dell’acropoli.

Secondo Croce molti problemi sono nati con la liberalizzazione operata in passato, visto che in seguito a ciò sono proliferati esercizi di somministrazione con metrature minime che, tuttavia, vendono i loro prodotti a centinaia di utenti con scarsa attenzione per la pulizia della città. Quanto al tema dell’occupazione di corso Vannucci, Croce ha detto di comprendere la ratio della possibilità di concederla a chi ha sede nei vicoli limitrofi; tuttavia poi nel tempo si è ecceduto in questo.

Giuliano Giubilei, nel concordare con l’intervento di Croce, ha riferito che per garantire il decoro a 360 gradi del centro storico, sarebbe necessario armonizzare tutto il complesso delle strutture che si trovano nell’acropoli, compresi cartelli stradali, indicazioni, ecc., perché oggi tutto sembra troppo confusionario.

Cristiana Casaioli ha chiesto di sapere se le proiezioni effettuate in relazione alle modifiche da introdurre tengono conto delle sole richieste di occupazione pervenute negli anni oppure delle potenzialità generali che esse consentirebbero. Perché il rischio è che possano proliferare occupazioni in corso Vannucci in modo indiscriminato. Altro quesito riguarda il limite di 50m di distanza tra l’attività ed il dehors, per il quale la consigliera ha chiesto quale sia stato il criterio seguito visto che esso potrebbe penalizzare molti esercenti.

Sotto questi punti di vista l’assessore Pastorelli ha sottolineato che, quando si analizza la situazione generale del centro, in passato molto penalizzato, emerge che oggi per coadiuvarne la ripresa sono in  qualche modo proliferate, forse in modo eccessivo, le attività di food. E’ quindi opportuno che si lavori per riequilibrare la situazione creando un centro omogeneo in termini di offerta e dunque più armonico. E’ quindi naturale che vengano introdotti dei limiti sulle possibilità concedibili.

In senso assoluto l’assessore ha evidenziato che l’obiettivo finale dell’Amministrazione è quello di rendere il centro più appetibile per i residenti, per i turisti, ma anche per gli investitori, ospitando attività commerciali di qualità anche nel settore alimentare.

Il maggiore Lucarelli ha inteso precisare che la proliferazione di dehors in corso Vannucci non può essere indiscriminata in quanto fin dal 2011 è in vigore una mappatura riportante le aree massime di occupazione concedibili.

Ulteriormente argomentando la consigliera Casaioli ha sostenuto che elemento centrale di tutta l’operazione deve essere certamente proteggere l’immagine del centro storico, ma senza dimenticare la tutela di quelle attività commerciali che investono sul territorio.

Per questo emergono perplessità sull’introduzione di limiti all’esercizio di alcuni diritti acquisiti nel passato.

In conclusione la consigliera ha chiesto il rinvio della votazione dell’atto per procedere alle audizioni delle associazioni di categoria.

Secondo la capogruppo Pd Sarah Bistocchi il regolamento in esame è fondamentale e centrale per il centro storico di Perugia. In senso generale ha espresso perplessità per alcune valutazioni formulate dall’assessore Pastorelli, ritenendo che non si possa parlare oggi di un ripopolamento delle attività commerciali del centro storico, bensì esattamente il contrario.

Al termine del dibattito la commissione ha deciso di rinviare la votazione per procedere alle audizioni richieste.

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