Prenotazioni stabili, cresce il turismo di ritorno
Gli agriturismi dell’Umbria affrontano una fase di transizione complessa, ma ricca di prospettive. Un’indagine condotta da Agriturist su circa 500 aziende associate ha evidenziato che, nonostante il peso crescente dei costi di gestione, la fiducia nella stagione turistica 2025 resta elevata. Il 46% delle strutture segnala prenotazioni stabili rispetto all’anno precedente, con un sensibile incremento della presenza straniera e del cosiddetto “turismo di ritorno”, ovvero quei visitatori attratti da un legame familiare o affettivo con il territorio.
I maggiori ostacoli emergono sul fronte economico: utenze, materie prime, manodopera e servizi hanno subito rincari che incidono pesantemente sull’equilibrio finanziario delle aziende. Tuttavia, il 62% degli agriturismi ritiene comunque di riuscire a coprire i costi, anche senza generare utili. Solo il 2% delle strutture prevede margini positivi, mentre il 30% esprime preoccupazioni più marcate: il 16% stima un pareggio senza utili e il 18% prospetta perdite.
La risposta a questo scenario arriva dal progetto europeo FORMAGRIT, che coinvolge Confagricoltura Umbria e la spagnola COAG Jaén, puntando sul rafforzamento delle competenze imprenditoriali nel campo della multifunzionalità agricola. L’obiettivo è sostenere le imprese nella creazione di modelli capaci di integrare produzione agricola, ricettività turistica, didattica rurale e promozione culturale.
Questo approccio, sempre più strategico, mira a diversificare le fonti di reddito e consolidare il legame con il territorio. L’Umbria, con la sua forte identità paesaggistica e culturale, è il terreno ideale per sperimentare questo tipo di agricoltura evoluta e sostenibile. Il modello multifunzionale si dimostra un’opportunità concreta non solo per affrontare i mutamenti del mercato, ma anche per valorizzare risorse locali e capitale umano.
L’indagine ha evidenziato che la clientela resta in prevalenza italiana (nel 50% dei casi rappresenta i tre quarti degli ospiti), ma si registra un’importante presenza straniera in espansione. Il 10% degli agriturismi dichiara di ospitare prevalentemente turisti esteri, e un altro 10% esclusivamente italiani. Il 16% ha un flusso equamente distribuito tra italiani e stranieri.
Tra i visitatori, il turismo di ritorno è una realtà rilevante: il 34% delle strutture segnala una quota tra il 30% e il 50% di clienti mossi da ragioni affettive o familiari. Il 18% raggiunge punte tra il 50% e l’80%, mentre solo il 2% ospita quasi esclusivamente questo tipo di viaggiatori. Si tratta di un segmento che ricerca esperienze autentiche e un contatto diretto con le proprie origini.
Le attività più richieste riguardano le esperienze all’aria aperta. Tutti gli agriturismi segnalano la piscina come servizio imprescindibile, seguita da trekking, passeggiate a cavallo, noleggio bici e corsi di cucina. Cresce anche l’interesse per le visite in cantine e frantoi, così come per le convenzioni con musei locali. È in aumento l’apprezzamento per proposte culturali e didattiche che restituiscono valore alla dimensione rurale.
Il progetto Umbria Green Holidays incarna perfettamente questa visione: propone la regione come un grande parco naturale diffuso, dove ogni agriturismo diventa un centro di accoglienza e interpretazione del paesaggio. Con 55 aree Natura 2000 collegate da oltre 1.000 km di sentieri, il progetto rafforza il connubio tra sostenibilità ambientale e accoglienza rurale.
In quest’ottica, l’agricoltura umbra si presenta come un modello di sviluppo locale integrato, in cui produzione, cultura e turismo si alimentano a vicenda. La collaborazione con COAG Jaén permette uno scambio internazionale di buone pratiche replicabili, a beneficio sia delle imprese che dei territori coinvolti.
Infine, l’aspetto formativo diventa cruciale: innovazione, competenze e reti territoriali sono gli strumenti indicati da FORMAGRIT per consolidare la competitività del comparto agrituristico. È un investimento sul futuro che guarda oltre le difficoltà contingenti e punta a rafforzare l’identità dell’Umbria come meta di turismo esperienziale e sostenibile, sempre più apprezzata in Italia e all’estero.

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