Trasporti primi giorni di scuola, ad orari regolarizzati sarà tutto ok

Trasporti primi giorni di scuola, ad orari regolarizzati sarà tutto ok

Trasporti primi giorni di scuola, ad orari regolarizzati sarà tutto ok

Nei primi quattro giorni di scuola è stato effettuato un monitoraggio attento dei trasporti in particolare delle situazioni più articolate e tutte le segnalazioni che sono pervenute sono state velocemente verificate e segnalate a Busitalia in modo da attuare tutti gli aggiustamenti del caso. I genitori degli alunni che rilevano disfunzioni possono segnalarle immediatamente al numero dedicato di Busitalia per fare in modo che i problemi trovino le migliori soluzioni.

Quanto alla valutazione sul riempimento si ricorda che la percentuale dell’80%  di un autobus da 12 metri urbano corrisponde ad un numero di passeggeri pari a circa 90 che lo fa apparire comunque pieno mentre ha  22 passeggeri in meno del massimo consentito dal libretto di circolazione. Gli autobus extraurbani possono regolarmente viaggiare con tutti i posti a sedere pieni oltre a poche unità in piedi a seconda dei modelli. Coloro che li descrivono come  “strapieni” è opportuno che non si fermino alle impressioni ma controllino il reale numero dei viaggiatori tenuto conto del divieto assoluto di far salire una sola unità in più oltre i numeri citati.

E’ naturale che in tempi di pandemia esistano comprensibili preoccupazioni da parte dei genitori che preferiscono accompagnare i propri figli a scuola con il risultato, riferito da tecnici ANAS, che ad esempio sulla tratta Collestrada-Ponte San Giovanni, si sia superato i livelli di guardia mentre  il traffico sulle strade interne in salita verso Perugia ha comunque comportato vari appesantimenti. Ma, con la riduzione degli orari provvisori, la situazione va migliorando di giorno in giorno.

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Quanto ad alcuni commenti che si leggono del tipo “l’autobus è passato pieno e mi ha lasciato a terra” è logico che questo accada perché l’anomalia consisterebbe eventualmente nel contrario oppure nel caso in cui non dovesse seguire un secondo autobus programmato o, nei casi di emergenza, la messa tempestiva in funzione di uno di quelli “caldi”, pronto nel deposito a partire, chiamato dall’autista che giustamente non si è fermato e che nel frattempo prosegue regolarmente la sua corsa. Ogni anno, da che mondo è mondo, nei primi giorni di scuola si verificano situazioni di naturale aggiustamento. Auspichiamo che la normalizzazione degli orari  avvenga prima possibile.

Quanto ad alcune critiche delle opposizioni le stesse appaiono del tutto strumentali. La pretesa  che la Regione, nelle condizioni debitorie ereditate, debba provvedere a raddoppiare le corse scindendo il servizio ordinario dagli autobus esclusivamente scolastici è tecnicamente ed economicamente improponibile. Aumenterebbe  la circolazione di quelli vuoti, con un incremento iperbolico dei costi ed un traffico che impazzirebbe soprattutto nei centri storici in cui si bloccherebbe completamente la circolazione.

Alcune richieste della sinistra non sono state prese in considerazione neanche dal tavolo istituito dal Governo presso le Prefetture che gestiscono al meglio da mesi l’intera materia. Abbiamo introdotto, come comunicato, 99 autobus aggiuntivi in più, rispetto agli oltre 600 ordinari che circolano in Umbria nel corso della giornata per rispettare l’80% del riempimento, numero giudicato per l’esperienza dalle stesse imprese di trasporto come più che sufficienti. Ben diverso il caso in cui dovessimo malauguratamente ridurre il riempimento al 50% come accaduto l’anno trascorso.

Quanto poi all’altra richiesta del PD di assumere centinaia di controllori, ipotesi scartata dallo stesso Ministro, come li pagheremmo? Con i debiti da loro lasciati in un settore dei trasporti regionali all’epoca autonomo e duttile poi distrutto in dieci anni di una gestione partitocratica e miope? Le vecchie APM, Spoletina, ATC ed FCU, sono confluite in Umbria Mobilità, una sorta di bed company ridotta ad una scatola vuota che stiamo cercando in condizioni difficilissime di salvare, praticando una sorta di respirazione bocca per risparmiare l’IVA sui trasporti.

L’opposizione pretende che continuassimo ad aumentare i costi irresponsabilmente per obbligarci portare i libri in tribunale? Esattamente quello che hanno fatto loro al governo dell’Umbria? Mentre anni or sono, prima della disintegrazione della gestione pubblica diretta del TPL, tutte le richieste dei territori venivano trasferite in presa diretta al sistema pubblico, oggi, distrutto quello, l’unica logica che vige è quella privatistica del “pagare moneta, vedere cammello” per cui le fantasticherie del PD nel pretendere la luna costituiscono solo strumento di propaganda politica volta al tanto peggio tanto meglio.

Prosegue nel frattempo il pressing dell’Umbria, congiuntamente alle altre Regioni, nei confronti del Governo affinché dia una risposta positiva e formale alle richieste di parziale rimborso degli abbonamenti non utilizzati dagli studenti durante la didattica a distanza dell’anno scolastico 2020-21. Siamo con le famiglie di cui cerchiamo di difendere i loro legittimi interessi.

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