Strade insanguinate: l’Umbria guida la triste classifica

Strade insanguinate: l’Umbria guida la triste classifica
immagine IA

A Perugia il picco di vittime, appello alle istituzioni umbre

Il 16 novembre si celebra la Giornata mondiale in memoria delle vittime della strada, un appuntamento che richiama alla coscienza collettiva il dramma silenzioso della violenza stradale. In Umbria, questo silenzio è diventato assordante: nel 2024 si sono contati 62 decessi, il dato più alto degli ultimi nove anni. Un numero che quasi raddoppia rispetto al 2016, quando le vittime furono 35, e che colloca la regione al vertice nazionale per tasso di mortalità stradale: 73 morti ogni milione di abitanti.

A livello nazionale, l’Istat ha registrato 173.364 incidenti nel 2024, con 3.030 morti e 233.853 feriti. Sebbene la mortalità sia rimasta stabile, l’aumento degli scontri e dei feriti (+4,1%) evidenzia una tendenza preoccupante. In questo contesto, Perugia emerge come epicentro della tragedia: da 4 vittime nel 2023 si è passati a 15 nel 2024, tra cui il giovane Pierluigi Pescatori, 17 anni, travolto mentre attraversava la strada per andare a scuola. Un altro pedone è stato ucciso pochi giorni fa sulle strisce pedonali, confermando che la strage continua anche nel 2025.

Le associazioni dei familiari delle vittime, insieme a FIAB e Legambiente, denunciano l’uso improprio del termine “incidenti”, che suggerisce fatalità. In realtà, oltre il 90% degli scontri è causato da comportamenti umani, velocità e infrastrutture obsolete. Il Codice della Strada stabilisce che i limiti di velocità devono tutelare la vita umana, ma le scelte recenti in materia di mobilità sembrano allontanare l’obiettivo della Vision Zero.

La proposta è chiara: ridurre la velocità urbana a 30 km/h, progettare spazi sicuri, promuovere responsabilità alla guida, soprattutto per chi conduce mezzi pesanti. È necessario un cambio di paradigma culturale: ogni pedone, ciclista o automobilista potrebbe essere un nostro caro. Le associazioni chiedono alle istituzioni umbre di commemorare la giornata in modo concreto, illuminando di rosso un monumento cittadino e coinvolgendo i media in una narrazione più veritiera e rispettosa delle vittime.

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