Filt Cgil e Faisa Cisal: “Non ci fermeremo a settembre”
Si è svolto martedì 29 luglio lo sciopero regionale del Trasporto pubblico locale in Umbria, proclamato da Filt Cgil e Faisa Cisal, in opposizione alla gara d’appalto in corso per l’assegnazione del servizio in quattro lotti. L’azione di protesta ha registrato, secondo quanto riferito dalle sigle sindacali, un’adesione che ha raggiunto punte dell’80%, coinvolgendo una larga parte degli addetti al settore.
L’iniziativa si inserisce nel contesto delle criticità sollevate dalle organizzazioni dei lavoratori circa le conseguenze occupazionali e contrattuali derivanti dall’attuale processo di riorganizzazione del Tpl regionale. Le preoccupazioni principali riguardano il rischio di tagli al personale, la possibile riduzione delle retribuzioni e la perdita di tutele contrattuali, a seguito della frammentazione del servizio in più gestioni.
I promotori della mobilitazione hanno denunciato una gestione politica considerata inadeguata rispetto alla complessità del settore. Nel mirino dei sindacati c’è in particolare la direzione politica dell’assessorato ai Trasporti, accusata di non considerare adeguatamente il Tpl come servizio essenziale e di trattarlo esclusivamente come una voce di spesa da comprimere. Tale impostazione, secondo Filt Cgil e Faisa Cisal, starebbe mettendo a rischio la tenuta occupazionale e la qualità del servizio offerto agli utenti.
Le sigle sindacali hanno inoltre evidenziato una mancata interlocuzione con le istituzioni, ritenendo che le istanze dei lavoratori non siano state adeguatamente ascoltate. La protesta, fanno sapere, non si fermerà: nuove azioni di sciopero sono previste per settembre, sostenute dalla base dei lavoratori che ha confermato la propria disponibilità a proseguire nella mobilitazione.
Secondo quanto riferito dalle organizzazioni, la forte adesione registrata è sintomo di una crescente inquietudine tra i dipendenti del settore, che temono una progressiva perdita di certezze e diritti, in una regione dove il lavoro rappresenta già un bene fragile. Il fronte sindacale ribadisce quindi l’intenzione di continuare la mobilitazione fino a quando non saranno fornite risposte concrete e rassicuranti sul futuro dei lavoratori coinvolti nel trasporto pubblico locale.
Il segnale lanciato con lo sciopero è chiaro e deciso: la vertenza è aperta e sarà portata avanti nei prossimi mesi senza arretramenti.

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